Amare, soffrire e gioire
23 febbraio 1971. Figli miei diletti, eccomi qui accanto a voi in dolce colloquio col cielo. Sì, figli, la preghiera, quando è ben fatta, vi mette in diretta comunicazione non solo con Dio, ma anche con tutti gli abitatori del cielo, vale a dire con gli angeli e con i santi, porta i suoi benefici alle anime che attendono di purificarsi nel purgatorio e dona aiuto a tutti coloro che, come voi, sono pellegrini e viandanti sulla terra. Noi dunque preghiamo insieme, e con noi ad avvalorare la preghiera c'è il mio Figlio divino, che pregò durante tutta la sua vita mortale. Pregò solo e in compagnia, pregò durante il giorno e durante la notte, dando agli uomini un continuo esempio di unione con Dio. Io dunque ora, mentre v'invito a non desistere mai dal pregare e a trasformare le vostre opere in una offerta d'amore a Dio, come preghiera gradita, vi voglio fare un invito, anzi vorrei farvi un comando, per aiutarvi a trasformare voi stessi e a rendere le vostre case quali le v...