Imitate l'esempio di Pietro
10 febbraio 1974.
Figli diletti, sia pace ai vostri cuori! Ecco, sono qui con voi. Vedetemi con gli occhi della fede! La mia presenza è un invito ad aumentare sempre più la vostra fede. Se voi mi vedeste con gli occhi del corpo, è vero, godreste un po' di paradiso, ma che vi servirebbe per l'eternità? Voi non mi vedete, ma credete sulla mia parola.
Voi credete ed aumentate sempre più il vostro attaccamento a me. Non già che io vi voglia egoisticamente tenere tutti per me. No, io voglio insegnarvi ad amare il mio Figlio. Infatti, chi dopo il Padre ha amato il mio Figlio più di me? Ebbene, questo trasporto d'amore che io ebbi per il mio Figlio e mio Dio, desidero comunicarvelo fino a divenire delle vere anime amanti. Desidero che, guardando voi individualmente, il mio Gesù abbia a dire: "Ecco mia Madre, ecco il mio fratello, ecco la mia sorella", proprio per quella somiglianza che ci deve rendere uguali.
Io desidero ancora che voi abbiate ad appoggiarvi a me come ad un sostegno, perché conosco la vostra debolezza e non voglio che cadiate lungo la via.
Sono oggi qui per insegnarvi come dovete chiedere aiuto a Dio per mezzo mio. Vi voglio anche mostrare un quadro evangelico che vi sarà utile capire.
Gesù, dopo aver predicato lungamente alle folle, volgendosi a Pietro, lo invita a portare la barca al largo e a gettare le reti. "Maestro - dice Pietro - abbiamo lavorato tutta la notte e non abbiamo pescato nulla, ma sulla tua parola getterò le reti".
Avviene molte volte che i miei figli chiedono grazie e, non vedendosi subito esauditi, si lasciano vincere dallo scoraggiamento e perdono la fiducia. Non ha detto il mio Gesù : "Tutto ciò che chiederete al Padre nel mio nome Egli ve lo concederà"?
Così fece Pietro e nel nome di Gesù, che è come dire secondo la volontà di Dio, insistette in quell'operazione che fino allora era stata infruttuosa. Quando con gli altri ritrasse le reti, erano così traboccanti di pesci che minacciavano di rompersi. Fu allora che essi chiesero aiuto ai compagni che stavano su un'altra barca. Tutti costatarono il fatto, e le barche pareva dovessero affondare sotto il peso di quella pescagione miracolosa.
Ecco, figli, voi vedete molte volte verificarsi qualche cosa di straordinario nella vostra vita e chiamate altri a condividere la vostra gioia. Non tutti però capiscono l'importanza di un'azione comunitaria e di una constatazione personale; ma se l'intenzione è buona e se con voi c'è Gesù, nel nome di Lui gettate il vostro seme e non temete. Il raccolto sarà certamente importante ed impensato.
Dio esaudisce i suoi figli, specie quando fanno unità tra loro e con me, nel nome del Figlio. Succede che qualche volta la risposta si fa aspettare, ma nessun richiamo, nessun grido è senza risposta.
Ora torniamo a Pietro. Davanti ad uno spettacolo così miracoloso, egli si volge verso il Maestro e, chinandosi nell'atto di colui che vuol chiedere misericordia, dice: "Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore".
Le grazie di Dio vengono, ed ogni minuto della vostra vita segna il suo intervento con un'azione di grazia. Ma che avviene? Vi sono persone che, ricevendo doni del cielo, chiudono gli occhi e, mentre ricordano le amarezze passate fin nelle più piccole contrarietà, si domandano: Che cosa ha fatto per me il Signore? Io non ho avuto altro che sofferenze nella vita!
Vi sono altri che vantano di aver ricevuto doni, ma pensano di esserseli meritati con la fede, con la vita onesta e col lavoro. Non sembra loro necessario ringraziare Dio, perché ritengono di essere già stati ricompensati per ciò che a Lui hanno donato.
Vi sono poi gli ingrati, che adoperano i doni per offendere la mano di Dio che li porge. L'ingratitudine, unita alla cattiveria, rende il cristiano simile a un demonio.
Anche i demoni avevano infatti ricevuto doni di grazia e d'intelligenza, quando come angeli meravigliosi uscirono dalla volontà creatrice di Dio, ma la superbia fece loro considerare i doni come diritti ed essi vollero essere come Dio. Perdettero così la sua amicizia e furono precipitati nell'inferno. Quell'intelligenza che doveva servire ad annunziare le grandezze divine agli uomini, l'adoperarono per trarli in inganno, e la grazia di cui erano stati rivestiti lasciò il posto a un odio implacabile verso Dio e verso l'uomo, così da diventare strumenti di male.
Figli, l'esempio di Pietro che, prostrato davanti a Gesù fa il suo atto di dolore e pronuncia la sua confessione, deve stimolarvi ad imitarlo.
Le grazie di cui siete ricolmati devono farvi riflettere e, se dovete meravigliarvi, sia solo in questo senso: che essendo tanto infedeli, tanto piccoli, tanto meschini, il Signore abbia ad amarvi e a beneficarvi continuamente. Solo se la vostra fede sarà grande come quella di Pietro, per cui sul comando di Gesù persevererete nella preghiera, solo se umiliandovi davanti a Dio vi riconoscerete indegni di ogni favore, vi sentirete ripetere le parole che il mio Gesù disse a Pietro: "Lascia tutto, vieni e seguimi, ti farò pescatore di anime".
Ditemi, mamme, che qui venite col cuore pieno di lacrime: Che cosa chiedete? Non volete il ritorno alla fede e all'amore dei vostri figli? E coloro che piangono sul matrimonio infranto che cosa chiedono? Non chiedono forse il ritorno alla famiglia del proprio coniuge? E non sono pesche miracolose, e non sono essi pescatori di anime quando possono ottenere questi ritorni?
Così, figli, siate sempre alla mia sequela. Fiduciosi perseverate nelle vostre richieste e con fede e umiltà ringraziate. La perseveranza vi faccia ingigantire in quella santità che io desidero da voi.
Arrivederci a tutti.
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