Non giudicare
14 febbraio 1971.
Figli miei cari, eccoci qui ancora e sempre per parlare di cose molto importanti, concernenti il grande problema della vostra santificazione e della vostra salvezza eterna. Oggi vi parlerò di un argomento di capitale importanza. È scritto nei libri sacri: "Uomo, ricorda i tuoi novissimi e non perirai in eterno". Voi li conoscete, i novissimi? Io vi parlerò di uno di essi: il giudizio. Vi voglio far conoscere quell'importante momento in cui vi troverete faccia a faccia con il vostro Dio. Nello stesso istante in cui la vostra anima si separerà dal corpo, la vostra coscienza vi apparirà come in uno specchio e voi potrete giudicare lo stato dell'anima vostra con lo sguardo stesso di Dio. Vi appariranno le vostre azioni con tutte le loro imperfezioni. I vostri pensieri, per quanto nascosti agli occhi di tutti, saranno così chiari davanti a voi come se li vedeste scritti. Gli affetti, le parole, le intenzioni vi appariranno come se fossero scritte su una pagina stampata a caratteri chiari e indelebili. Tutto deve essere vagliato, esaminato nell'origine, nel compimento e nel fine. Nessuna cosa meno che retta potrà sfuggire a questo esame perfetto nel quale voi stessi siete in causa e in esso vi renderete conto perfettamente del male fatto, del bene fatto male e del bene che avreste dovuto e potuto fare e che non avrete fatto, o per cattiva volontà o per pigrizia e indolenza, o perché avete preferito la vostra comodità alla legge di Dio. A questo esame particolare e minuto sarà presente il vostro angelo custode, che in tutto e per tutto vi ha accompagnati e a cui avete disubbidito non ascoltando i buoni consigli e le buone ispirazioni. Figli miei, questo giudizio di Dio sarà molto severo e lo sarà soprattutto per coloro che nella loro vita saranno stati severi nel giudicare. Uno dei peccati da cui non vanno esenti soprattutto i buoni, coloro che frequentano la chiesa e che godono particolarmente dei doni di Dio, è appunto quello di erigersi a giudici del proprio simile. Voi sapete, figli miei, quanto è difficile pronunciare un giudizio giusto sull'operato di chi vi sta vicino. Le azioni che voi compite presentano come un doppio aspetto, uno esteriore ed uno interiore. Ognuno di voi può giudicare dall'esterno, ma qualche volta, anzi spesso, un'azione che può apparire non buona è fatta con intenzione buona, per cui davanti a Dio è meritoria. È cosa molto difficile, figli miei, giudicare ciò che nessuno vede se non Dio. Egli stesso vuole riservare a sé questo diritto e premia chi, praticando più la misericordia che la giustizia, rinuncia a pronunciare qualsiasi giudizio contro chiunque preferendo essere più buono che giusto. Ora, figli, vogliamo vedere l'origine di questo brutto difetto che tanto dispiace al cuore di Dio? Mi pare che, se tutti fossero consci della propria debolezza e della propria miseria, non vi sarebbe chi si erige a giudice davanti a qualcuno. Quando un'anima, arricchita di grazie, vuole entrare nella vita spirituale del suo prossimo per criticarla, il Signore permette in lei tante cadute da costringerla a rimangiarsi amaramente i suoi giudizi e a riconoscere la sua debolezza. Qualche volta le critiche e i giudizi non sono fatti che per coprire le proprie imperfezioni e chi li emette cerca in un certo senso di scusare i propri difetti mostrando quelli degli altri a giustificazione propria. Sapeste, figli, quanto è doloroso il comportamento troppo severo di alcune anime, delle quali veramente si può dire - come Gesù, il mio divin Figlio, diceva dei farisei -, che avendo una trave nel proprio occhio, vogliono togliere il fuscello dall'occhio del fratello. Quando poi il giudizio non ha nessun fondamento e, coltivato nel proprio cuore, si traduce in parole di critica, diventa ancora più grave, perché, togliendo l'onore alle persone che vengono colpite, opera un vero omicidio, molto più colposo di quello che può uccidere il corpo. L'uccisione nell'onore delle persone è il vero tradimento, pari a quello di Caino che colpì alle spalle il proprio fratello Abele. Figli, vi ho parlato con chiarezza per mettervi in guardia contro questo pericolo tanto grave di peccare e di non ottenere misericordia da parte di Dio. Desidero ora dire la mia parola a coloro, e sono molti, che vengono fatti oggetto di cattivi giudizi e di calunnie. Figli, coraggio, il Signore vi vede fino in fondo. A Lui spetta il giudizio. Nessuno vi può togliere un filo della vostra virtù anche se tutto il mondo si scagliasse contro di voi. Nessuno può nuocere alla vostra anima anche se tutti vi giudicassero male. L'invidia, la gelosia, la superbia, il rancore sono come emanazioni diaboliche che possono produrre i loro frutti cattivi inducendo chi si lascia soggiogare a scagliarsi contro i figli di Dio in uno o in un altro modo, ma la verità sarà a suo tempo riconosciuta. Verrà un giorno in cui, davanti a tutte le genti dell'universo, l'innocenza avrà il suo riconoscimento ufficiale. Il giudizio di Dio sarà un dono di gloria e di felicità perfetta. Ricordate queste lezioni per i giorni in cui ne avrete la necessità. Sappiate credere, essere fedeli ed accettare tutto in vista delle promesse che in questo momento vi ho fatte. Figli miei diletti, vi benedico e vi dono tanta bontà, perché sappiate sempre comprendere, perdonare e compatire gli altri, e tanta forza, perché sappiate tutto sopportare e, in ogni avvenimento lieto e triste, benedire il Signore.

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