Dovete sempre sperare

 




15 Febbraio 1977.

Figli tanto cari al mio cuore, sia pace e grazia ai vostri cuori! Sono la Madre della santa speranza, e che cosa vi è di più confortante che possedere questa virtù? Chi spera, vive, e anche se le croci si moltiplicano, l'avere speranza dà forza per proseguire nel cammino.

Figli, non dovete lasciarvi abbattere davanti alle difficoltà, poiché sapete che nessuna cosa è impossibile a Dio, e tutti i vostri guai possono avere una soluzione istantanea e sicura. Il vostro pregare con fiducia e il vostro saper attendere è indice della vostra fede.

Vi voglio ricordare un breve episodio avvenuto un giorno. Gesù era sulla barca con alcuni apostoli e parlava loro, mettendoli in guardia dal lievito dei farisei, che sobillavano il popolo. Il pensiero del lievito fece ricordare agli apostoli di avere un solo pane, per cui non seguirono più la divina lezione, ma si preoccuparono di avvertire il Maestro delle loro necessità, avendo fame.

Notate che gli stessi apostoli avevano visto le precedenti moltiplicazioni di pani e di pesci. Anzi, avevano notato come, dopo aver sfamato migliaia di persone, si erano avanzate molte sporte di frammenti. Probabilmente, non erano serviti a nulla quei grandi miracoli. Ebbene, Gesù ricorda ad essi il dovere di ravvivarne la memoria, perché non venga meno la fiducia in Lui.

Figli, il comportamento di molti è uguale a quello dei primi seguaci del Maestro. Avete visto tutti nella vostra vita la presenza dello straordinario. Tutti avete ricevuto grazie, e in determinati momenti avete ringraziato il Signore, perché vi ha assistiti in particolari situazioni e vi ha salvato da molti pericoli.

Eppure, la memoria degli uomini è così labile che facilmente dimenticano, fino al punto di far entrare nella propria vita la disperazione al posto della fede, e persino l'imprecazione in luogo della riconoscenza e della lode a Dio.

Ma figli, vi rendete conto che questo modo di agire non attira la benevolenza di Dio? Se anche nella vostra vita aveste per una sola volta commesso un peccato mortale, sareste meritevoli d'ogni castigo.

Dio perdona sempre e per ciascuna creatura umana ha un amore infinito. Non potrebbe non amarvi, poiché ciascuno possiede un'anima che è fatta a sua immagine e somiglianza. Ciascuno di voi è opera dell'onnipotenza e della sapienza infinita di Dio. Dio vi ama perché siete suoi figli, e vi ama perché Gesù, suo Figlio, vi ha ricomprati alla vita, restituendovi quel diritto al paradiso che dopo il peccato originale avevate perduto.

Ma questo amore, fatto di grazia, non fu una cosa di un momento. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, lavorano attorno alla vostra anima, così da non abbandonarvi nemmeno un istante. E perché dovrebbe venire meno in voi la speranza di godere di questo amore meraviglioso, mentre sapete che Dio è un padre infinitamente buono che vuole la vostra felicità?

È vero che il dolore si affaccia ad ogni creatura che viene al mondo, e si accompagna fino a non lasciarla che alla tomba, ma il Signore, che del dolore si serve come di un prezioso mezzo di purificazione, dà sollievo e gioia a coloro che lo sanno accogliere ed offrire con amore.

Oh! non ditemi che non ce la fate più, perché molti hanno sofferto molto più di voi e hanno portato a termine la loro vita vittoriosamente. Hanno coronato di gloria immortale quell'esistenza che, nei brevi anni di prova, fu santificata.

La speranza cristiana deve essere la vostra ancora di salvezza. Si domandano alcuni: Dobbiamo sperare nelle guarigioni? Sì, figli, dovete sempre sperare, anche quando la scienza non trova rimedio ai vostri mali. Dovete sperare, perché Dio può e vuole aiutare i suoi figli, anche con miracoli. Vuole, però, che si valutino le cose alla luce della fede, e che si antepongano i suoi insegnamenti a tutto ciò che può formare una grande preoccupazione umana.

Non ha Gesù rimproverato gli apostoli perché non mettevano attenzione alle sue parole per pensare al pane? Così, è lecito chiedere anche quei doni materiali che fanno parte della vita, ma occorre prima chiedere i doni dello Spirito e la sapienza di Dio, che diriga la vostra vita.

Figli, il mio Gesù operò tante cose strepitose nel breve corso della sua vita pubblica, che a raccontarle tutte si sarebbero riempiti migliaia di libri, e la sua opera continua nel mondo. Una volta illumina i medici, un'altra guarisce direttamente, un'altra ancora si serve di persone o di cose.

Dio però non agisce mai sconsideratamente, e tutto ciò che opera nei corpi deve portare beneficio alle anime. Egli concede, ma vuole che chi chiede sia nella sua grazia. Chiede, come chiedeva durante il suo soggiorno sulla terra, una fede a tutta prova; una fede che non si lasci intimorire dalle derisioni, dalle critiche e nemmeno dai sacrifici; una fede che si traduca in preghiera e che alimenti la speranza, che in tal modo diventa incrollabile.

Figli, la speranza che deve far rivolgere il vostro pensiero a Dio, deve essere però accompagnata da quella serenità che vi pone nelle braccia di Dio e in armonia con la sua volontà. Oh, sì! chiedete tutto ciò che vi necessita in ordine alla vita terrena e all'eternità, ma siate come quei bambini che, pur chiedendo sempre qualcosa ai genitori, sanno anche essere buoni e rinunciare ai loro desideri quando col ragionamento vengono persuasi.

Lo so che alcune mamme presenti hanno la preoccupazione angosciosa di vedere i propri figli sani e sereni. La loro presenza qui è di buon auspicio. La fede e la speranza saranno premiate. Saranno contente.

Vi abbraccio, figli, e vi benedico. Ogni volta che venite qui, vi do una carica di grazia e di bontà.

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