Preghiera e amore vero

 


13 Febbraio 1977.

Figli diletti, sia pace a voi! Sono qui a pregare con voi per tutte le vostre necessità dell'anima e del corpo. Ma sono Madre della Chiesa, e tutto ciò che sta a cuore al mio Gesù, forma l'oggetto delle mie suppliche al Padre. E sono Madre di Dio e, come tale, abbraccio l'umanità intera, perché Gesù, mio Figlio, si è immolato per tutti e tutti chiamo alla fede. Anche voi dovete sempre dare alla vostra preghiera questa nota universale.

È tanto cara al mio cuore la vostra generosità, per cui v'interessano tutte le situazioni, e a tutti i mali vorreste porre rimedio come desiderate di riparare i guai della vostra vita e condurla in pace e serenità.

Le ali dell'amore danno alla vostra preghiera un'estensione infinita, per cui le più remote località della terra ne sentono il benefico influsso. Anche le anime dei vostri cari che vi hanno preceduti, siano esse trionfanti nel cielo o sofferenti nel purgatorio, sentono come un flusso divino d'amore e di grazia, che aumenta la loro gioia.

La preghiera è come una sorgente che, mandando le proprie acque su terre aride, le rende fertili. Quando perciò qualche affanno vi turba, quando nelle vostre famiglie o comunità l'armonia viene a mancare, quando il pensiero di chi vi ha lasciato vi rattrista, e quando le relazioni umane fra nazioni e popoli diventano così difficili che dovunque sentite che scoppiano disordini e conflitti, aprite quella sorgente divina che il Signore ha messo a vostra disposizione! Mettetevi in preghiera e, se non vi basta il giorno, non vi sia doloroso pregare anche di notte. Non sarà certamente la preghiera che vi farà perdere la salute; anzi, sarà essa che aprirà tutte le strade per una serena convivenza sociale e per un risanamento delle anime.

Ma, figli, se la preghiera è efficace e potente sul cuore di Dio, non meno lo è l'azione benefica, alla cui base dovete porre la carità.

Il mondo scambia la carità per l'elemosina, che ritiene avvilente per chi la riceve; ma la carità è quella ricchezza spirituale che viene dal cuore di Dio stesso, per cui chi la possiede e la usa, si comporta divinamente bene. Chi ha questa capacità d'amare, non sarà facile a giudicare e a criticare, ma saprà vedere i bisogni altrui più che i difetti, e avrà il desiderio di togliere, prima che negli altri, ciò che dentro di sé dispiace a Dio.

Quando nei cuori degli uomini si sarà radicata la meravigliosa pianta dell'amore, il mondo sarà un paradiso, perché l'amore è Dio stesso. Quando nelle molte apparizioni sulla terra qualche anima privilegiata ebbe la fortuna di vedermi, non fu più gravoso e difficile per lei subire le più gravi offese, e la gioia di quella vista bastò a trasformare tutta la sua vita.

La carità vera, che è amore di Dio e del prossimo, è il mezzo per portare nelle anime e nella società la presenza del Signore. E volete che Dio resti inoperoso e che non produca frutti meravigliosi di opere, che soltanto Lui sa compiere?

Ecco, figli miei, che a questo punto io sento il dovere di darvi fiducia, tanta fiducia. Perché, mi direte? Non navighiamo in un mare di guai? È vero, ma, mentre da una parte si pecca, ecco un gruppo, fiorente come il vostro, in cui si prega e si ama. Ed ecco, accanto al vostro, sorgere altri gruppi, ferventi e generosi.

Quando in tempi lontani l'Italia era turbata da continue lotte, Francesco, il fraticello d'Assisi, formò il primo nucleo di coloro che volevano pregare ed amare. Quel nucleo divenne così numeroso da essere paragonato al granello di senape che, crescendo, può ospitare alla sua ombra molti uccelli. Così, da un manipolo di generosi, venne la salvezza di molti.

Siate forti e siate ottimisti. Guardate la vostra Mamma e guardate il vostro ideale con grande fiducia. Io vi guido e realizzo in voi, e per mezzo vostro, la volontà di Dio. Non lasciatevi prendere da timori e dalla sfiducia! Ognuno si serva delle armi che io ho indicato: servono per ogni categoria di persone.

Una religiosa che prega e ama come si conviene, risana la comunità e porta uno spirito nuovo nelle opere che promuove o che continua. Una mamma e un padre che pregano ed amano, avranno una famiglia santa. Un'insegnante avrà una scolaresca affezionata e disciplinata. Un sacerdote avrà una parrocchia ricca di benedizioni, e la gente accorrerà a sentire la sua parola, che avrà efficacia e forza.

Il mondo guarda i cristiani, coloro che vanno sempre a Messa, come degli inetti e come degli incapaci a far fronte ai bisogni del prossimo. Questo giudizio deriva dall'incoerenza della vita, per la quale si dice di credere ma non si sa amare. Alle parole non si crede più; si crede all'amore, che deve tradursi in pratica.

Figli, non vi sto ad esaminare ad uno ad uno, ma so che ci sono molte cose da correggere. Occorre bruciare le tappe e mettersi all'opera, se non si vuole correre un brutto rischio. Ricordate il giorno in cui Gesù, avendo fame, si accostò ad un fico e non trovò che foglie. Maledisse allora quell'albero, che disseccò improvvisamente. Siete miei, è vero, ma il Padre può in qualunque momento accostarsi a voi e chiedere i frutti della vostra vita. Se non trovasse che foglie, poveri voi, figli! Non scoraggiatevi, ma mettetevi all'opera.

Preghiera vissuta, lavoro fatto come preghiera, amore vero per il prossimo: ecco il programma! Al vostro prossimo incontro vi chiederò a che punto siete arrivati.

Figli, vi benedico tutti ad uno ad uno e vi abbraccio con tenerezza infinita, dicendo a ciascun'anima: sii generosa, non perderti in quelle piccole cose con cui t'avveleni la vita! La tua missione è uguale alla mia: dare al mondo il Salvatore.

Arrivederci, figli! Vi amo più di me stessa.

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