Sappiate corrispondere ai doni di Dio

 8 ottobre 1972.

Figli miei diletti, eccovi qui a questa festa di cuori. Io sono con voi e godo con voi. Sono la celeste Giardiniera a cui il Signore ha affidato questa vigna, che è la vostra famiglia spirituale, e l'aiuola delle anime vostre. Ogni anima è un'aiuola, un piccolo giardino che io desidero coltivare se voi me lo permettete, perché il mio Figlio divino possa deliziarsi del profumo delle vostre virtù, della bontà dei vostri frutti e delle varietà dei vostri prodotti.

Io dunque ho un compito che assomiglia a quello che il mio Gesù nella parabola affidava ai coloni che dovevano coltivare la vigna. Io m'impegno a circondare con la siepe della mia protezione la vostra bella vigna e le vostre aiuole. M'impegno anche a seminare della buona semente. Molte volte la faccio io direttamente questa semina, altre volte mi servo dei miei angeli, altre volte ancora mi servo dei miei strumenti, scelti dal Signore.

Voi non avete che da essere docili e lasciar seminare. Accogliere la semente in buon terreno, cioè con il desiderio di farla fruttificare, da qualunque parte vi venga, è un dono di Dio.

Certo non farete come i vignaioli della parabola che malmenarono ed uccisero i servi. Io vorrei però invitarvi ad avere di questo dono divino il massimo rispetto e la preoccupazione che nemmeno una parola vada persa, e vorrei che aveste la massima stima e il massimo rispetto anche dei miei strumenti.

Non dico che voi malmeniate l'angelo custode, che però abbiate verso di lui una certa freddezza e che egli possa dolersi di non essere sempre assecondato nei suoi desideri e ubbidito con prontezza, questo sì, ve lo posso dire.

Oggi voglio anche raccomandare alla vostra particolare preghiera e al vostro affetto, i miei servitori diretti, i miei strumenti. Sono mamme, nubili, religiosi che, essendo stati scelti per una missione particolare, hanno pure una responsabilità ed una consacrazione tutta particolare.

Non sono private queste persone dei loro difetti e non sono confermate in grazia, per cui umanamente possono sbagliare, ma sono dei consacrati che il Signore guarda con particolare benevolenza e che desidera condurre sul suo cammino, affidando loro una croce particolare. Essi sono i servitori che il Signore manda, come gli antichi profeti, per annunciare al mondo la sua dottrina, che è fondata sull'amore.

Desidero che anche per mezzo loro venga rischiarata la mente di molti, che chi è nell'errore si ravveda e che tutti sentano la divina chiamata a coltivare quelle virtù che Gesù ha portato nel mondo.

Io vi invito ad avere il massimo rispetto gli uni degli altri e, tutti insieme, verso coloro che sono in mezzo a voi come portatori della buona novella e annunciatori di pace.

Ed ora riprendo l'argomento iniziato. Io voglio essere sempre buona e piena d'affetto con voi, ma desidero anche strappare da voi quei difetti che sono come le erbacce che, cresciute in voi, soffocherebbero la buona semente.

Ecco perché vi vado spesse volte mostrando i vostri difetti, che alle volte qualificate persino virtù e vi vantate di possederli. Dite per esempio: "Io sono sincero", perché avete il coraggio di dire ai vostri simili i loro difetti e non vi accorgete che invece mancate di carità e vi fate giudici dei vostri fratelli. Altre volte pensate di essere umili ed invece nascondete in tutte le vostre opere una buona dose di amor proprio. Qualche volta vi pare di essere molto generosi, mentre nascondete una buona dose di egoismo.

Io cerco di rendervi noti questi difetti e sono certa che sarete contenti di conoscerli, perché ve li lasciate togliere anche vostro malgrado con qualche mortificazione che vi viene dall'esterno o dopo cadute evidenti.

Io strappo con la vostra collaborazione, e poi vi indico le virtù, i fiori che dovete sostituire per rendere la vigna veramente degna del Padrone.

Non deve succedere quel che accadde poi nella parabola. Andò nella vigna il figlio del padrone e, dopo i servi, anche lui fu malmenato e ucciso. Non avvenga mai così! Sarebbe la distruzione. Rovinata la vigna col peccato, si uccide il Figlio dell'uomo e ne soffro immensamente anch'io, celeste Giardiniera.

Sapeste, figli, quale grave peccato è rifiutare la grazia e non corrispondere ai doni di Dio! Quali doni immensi avete ricevuto voi a preferenza degli altri! Come dovreste gioire di aver ricevuto la chiamata, non solo al cristianesimo, ma anche a godere di questi incontri con Dio nella preghiera, nei sacramenti e nella devozione a Colei che è la Mediatrice di ogni grazia.

Quanto timore dovrebbero avere i buoni di vedersi privati del regno di Dio in loro, a favore di altri che meglio possano corrispondere alla grazia.

Figli, sappiate valorizzare i doni celesti, sappiate corrispondere, sappiate ringraziare. Se vi addolorate in cuor vostro, sia unicamente per questo motivo: che pur avendo avuto tanti doni di preferenza, non avete ancora saputo raggiungere quel minimo di perfezione a cui i doni vi richiamavano.

Siate fedeli, figli, e non desiderate che di lasciarvi guidare da Colei che vi ama più di se stessa.

Figli, ora vi benedico e vi aiuto. Vi do una mano e vi rialzo. Su, su, non temete. Avanti! La vostra meta sono i giardini eterni, dove il Sole non tramonta mai e dove le aiuole non sono infestate da nessun insetto maligno. Venite, pieni di coraggio e di fede.

Commenti

Post popolari in questo blog

Precursori del regno di Dio

La Santissima Trinità

Ubbidite e non giudicate