La Vergine Maria nel Regno della DV Giorno 18
Il testo rappresenta un intenso insegnamento di natura spirituale e mistica incentrato sulla figura della Madonna e sul cammino da compiere per entrare nel regno della divina volontà. La narrazione si apre con l'anima che esprime il profondo desiderio di ritornare dalla propria madre celeste per imitarne i passi, lasciandosi attrarre dall'amore divino che agisce come una potente calamita. Ascoltare le parole e i racconti di Maria permette all'individuo di riempirsi di particelle di Dio, facendo crescere sempre più l'immagine del Creatore dentro di sé e alimentando il desiderio di vivere in stretta unione con Lui. La richiesta rivolta alla madre è quella di essere chiusa saldamente all'interno del regno della divina volontà, murando ogni via d'uscita affinché madre e figlia possano fare vita comune e condividere la stessa gioia e lo stesso gaudio che derivano dal vivere secondo i modi divini.
Questo percorso di trasformazione richiede tuttavia l'abbandono del programma del mondo e dei suoi modi di vivere. La Madonna spiega che ogni lezione e ogni conoscenza divina impartita costituiscono dei cancelli e delle fortezze costruite per murare la volontà umana e impedire al nemico o alle distrazioni terrene di penetrare. Nel testo viene chiarito che le difficoltà, le sofferenze e le mortificazioni che si incontrano non provengono da un nemico esterno, bensì rappresentano gli strumenti e le saette che il maestro divino utilizza per fare emergere e purificare i lati oscuri presenti in ciascuno. Spesso l'essere umano tende a ribellarsi, a lamentarsi delle ingiustizie subite o a pensare che Dio faccia preferenze, ma tale atteggiamento deriva unicamente da un ascolto superficiale, fatto solo con le orecchie anziché con l'intelletto e la volontà totalmente concentrati sulle cose di Dio.
Il testo prosegue ripercorrendo momenti significativi della vita della Vergine, la quale affrontò ogni cambiamento e ogni situazione con assoluto coraggio e totale fiducia in Dio, a partire dalla sua permanenza nel tempio fino all'unione con San Giuseppe. Maria racconta come il loro matrimonio sia vissuto nel segno della consacrazione e del rispetto reciproco, offrendo un modello fondamentale per la famiglia, intesa come il luogo in cui si riflette la Santissima Trinità. Proprio per questo motivo, il mondo e le forze contrarie a Dio cercano di disgregare la famiglia e di confondere i ruoli tradizionali. Vivere secondo il modello di Maria e imitare la sua dedizione comporta sacrifici e mortificazioni agli occhi del mondo, ma garantisce la salvezza e la pace interiore, poiché l'unica cosa che conta veramente è ciò che Dio pensa di ciascuno di noi.
Il testo esamina profondamente il percorso spirituale e il ruolo fondamentale della Vergine Maria in relazione alla Divina Volontà, offrendo al contempo un modello di vita interiore per ogni credente. Viene evidenziato come il cambiamento di mentalità e l'accettazione della vita di sacrificio e mortificazione permettano a una madre e a moglie di diventare strumento di santificazione e fonte di pace e luce all'interno della propria famiglia, imitando la discrezione e l'umiltà di Maria che, pur custodendo grandi grazie, viveva la quotidianità servendo gli altri con un grembiule e senza sbandierare la propria interiorità.
Il racconto si addentra poi nel periodo trascorso nella casa di Nazareth, dove Maria nutriva un fuoco d'amore e un desiderio continuo, alimentato da Dio stesso, affinché il Verbo divino discendesse sulla terra per la salvezza delle anime. Questa dinamica viene descritta come una pedagogia divina che, attraverso pratiche come la recita del rosario e l'abitudine ad avere pensieri d'amore per i fratelli, guida gradualmente le creature verso la propria specifica missione, superando le resistenze personali e i timori di inadeguatezza grazie alla conduzione e alla decisione interiore operata da Dio. La narrazione sottolinea che, una volta compreso e fatto proprio il concetto o la materia desiderata da Dio, le parole non mancano e la missione viene perfezionata continuamente dal Signore.
Viene quindi approfondita la natura degli atti compiuti da Maria, la quale, nata con l'anima pura e vuota dalle immagini del mondo, trasformava ogni respiro, movimento o azione in un atto divino, luminoso, bello, potente e santo grazie al fatto di vivere con i modi di Dio. Questo processo produceva nella sua anima l'immagine di Dio e una fecondità crescente, facendo sì che il cielo (l'anima) e la terra (il corpo mortale e l'umanità) si riavvicinassero e si abbracciassero, sanando quella frattura e interruzione di comunicazione provocata originariamente dal peccato originale di Adamo. Viene spiegato che Maria è stata preventivamente investita e immersa nel sangue salvifico del Figlio prima di scendere nel mondo, in virtù dell'eterno presente di Dio, potendo così ripristinare per prima la connessione tra anima e corpo e aprire la strada affinché l'umanità potesse tornare a operare secondo il progetto iniziale divino.
Attraverso il dono attuale della Divina Volontà, Dio mette questo percorso a disposizione di tutti in modo semplice, chiedendo un cambio di mentalità orientato interamente al bene e alla santità. La testimonianza di Maria mostra come ella abbia formato il regno della Divina Volontà dentro di sé, svuotando completamente l'anima affinché Dio potesse trovarvi il suo cielo e le sue gioie prima che il Verbo potesse discendere in un regno non estraneo. Vivendo costantemente in questa volontà, Maria ha acquisito per grazia la fecondità divina, ossia la capacità di generare l'umanità del Verbo eterno senza opera di uomo. Il testo si conclude con l'esortazione a custodire la volontà divina in tutto, affidandosi interamente alla Madonna affinché sia lei a condurre l'anima tra le braccia del Padre celeste e a vincere le resistenze umane.
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