La chiesa è sempre giovane

 17 Ottobre 1978.

Figli, siate benedetti, e la gioia sia nei vostri cuori poiché gli uomini hanno aderito alla volontà di Dio e la Chiesa può avere il suo Capo, scelto da Dio, che continuerà l'opera dei suoi predecessori. Sappiate sempre vedere nel Pontefice il Vicario di Cristo, il Capo e il Padre della cristianità, la Guida di tutti gli uomini che, volendo il bene, potranno trovare in lui la parola saggia e l'esempio preclaro delle virtù. Figli, tutto il paradiso è in festa e tutta la Chiesa deve gioire; ma Gesù ha detto: "Chi mi vuol seguire e servire, sarà con me", e prima di essere con Gesù nel regno della gloria, anche questo nuovo Papa dovrà arrivare al Calvario come tutti i cristiani. Occorre accompagnare il suo ministero, la sua vita privata e sacerdotale, con la vostra preghiera e col vostro affetto, rispettandolo quale Vicario di Gesù. Occorre che voi siate obbedienti e fedeli ai suoi insegnamenti, quale Padre della cristianità, e che lo facciate conoscere ed amare da tutti, anche da coloro che non fanno parte della Chiesa perché vivono lontani da essa, affinché, apprezzando le virtù privilegiate di questo uomo degno, di questo cristiano scelto dalla bontà di Dio, possano ritrovare la via della fede e del bene.

Figli, l'ininterrotta successione del Papa vi deve dire quanto è grande la Chiesa, ma soprattutto vi deve parlare della sua perenne giovinezza. Ma ognuno di voi è una pietra che compone la Chiesa, ognuno di voi è Chiesa. Fate in modo che questa giovinezza perenne sia anche in voi, perché, seguendo i tempi, abbiate a capire i giovani; perché, seguendo la Chiesa nelle sue riforme, abbiate ad essere aggiornati nella sua dottrina; perché i malumori della vecchiaia non abbiano mai ad entrare in voi. Il Signore, che rallegra la giovinezza dei suoi ministri, deve rallegrare anche la vostra: sia una giovinezza intramontabile! Dovete essere giovani nello spirito, giovani nel cuore, giovani nella volontà, anche se le vostre forze dovessero venire meno. Purtroppo, qualche volta, la malattia sembra incatenarvi e togliervi la forza di fare il bene, ma quello è il momento più provvidenziale e il migliore per lavorare per il Signore. L'adesione alla volontà di Dio e la sofferenza offerta con la preghiera, diventano un mezzo energetico per ravvivare questa Chiesa che vive del sacrificio dell'Uomo-Dio che si perpetua nel mondo.

Figli, vorrei proprio vedervi lieti, contenti, anche quando la sofferenza batte alla porta di casa vostra; quando le incomprensioni, i dolori morali e spirituali vengono per distruggere la serenità interiore, che non deve mai mancare. E io, in questo momento, invoco su di voi lo Spirito del Signore, lo Spirito Santo, che, rallegrandovi e donandovi il gaudio, possa trasformare la vostra vita.

Voi dovete entrare nelle vostre famiglie, nella società, come persone che hanno capito veramente che cos'è la fede; hanno capito perché hanno gustato le verità della fede, e di queste verità vivono. Dovete entrare nella società come coloro che non sono destinati a tramontare, come vuol dire qualcuno affermando che con la morte tutto finisce, ma come coloro che, guardando il cielo, vedono la loro abitazione eterna, vedono l'aprirsi di una vita che non avrà tramonto. Guardando voi, che avete nel cuore questa gioia non comune, tutti devono dire: Veramente la carità di Cristo è in questi cuori! Proprio così, come dicevano dei martiri che andavano a ricevere la loro pena: Guardate come sono felici! Vanno godendo incontro alla morte! È vero, siete tutti destinati alla morte, chi prima, chi dopo, chi in giovane età, chi nella vecchiaia, ma è sempre presto anche se la pensate molto lontana. Ebbene, figli, ilari e giulivi dovete andare incontro alla morte che, giorno per giorno, si avvicina a voi, che, giorno per giorno, andate ad incontrare, perché, se dentro di voi lo Spirito Santo aleggia con la sua gioia, con la fede e la speranza che non viene mai meno, oh! allora, anche la morte viene accettata come un grande dono di Dio, come il mezzo che vi apre la porta dell'eternità e v'introduce in una gloria e in una gioia senza fine. Figli, vi benedico, e con voi benedico tutta la Chiesa. Benedico Giovanni Paolo II, che inizierà il suo apostolato universale anche col vostro aiuto. Aiutatelo, figli! Aiutatelo in tutti i modi, perché è la persona che deve fare un immenso bene a tutta l'umanità e, per lui e in lui, la Chiesa deve trovare una nuova fiamma, una nuova vita.

Benedico i vostri familiari. Fate festa in famiglia e dite: la Chiesa è sempre giovane e anche noi dobbiamo essere sempre giovani! Non state a badare quando v'insultano, quando vi chiamano pazzi, quando vi chiamano illusi! Non state a badarci! Quando si è giovani, tante cose si lasciano correre e, se siete giovani nel cuore, tutto deve passare inosservato per voi.

Nei vostri ambienti di lavoro, portate la serenità, portate la gioia, perché il demonio lo si sconfigge anche con la gioia. Il demonio è padre della tristezza, dell'ira, dell'odio e semina discordia e malumore dovunque, ma il cristiano deve essere portatore di gioia. Dovunque portate questa gioia, perché una persona gioiosa è amata ed ascoltata, e, se volete farvi dei proseliti e portare al Signore delle anime, non potete andare incontro ad esse con la tristezza. Il mondo odia i tristi, e anche il Signore vi vuole felici. Vi vuole sereni, il Signore, perché tutti devono capire che la fede che Gesù ha portato nel mondo è la fonte inesauribile della gioia, che comincia di qui e non ha mai tramonto di là.

Benedico i vostri compagni di lavoro, i vostri alunni, le persone che vi sono care, tutti coloro che avete nel cuore, tutti coloro che desiderate aiutare, anche se sono di nazioni lontane. Tutti dovete aiutare con la vostra fede e col vostro amore e, attraverso questa benedizione, raggiungerete i punti estremi della terra, perché la fede, l'amore, la speranza e la gioia, unite alla benedizione di Dio, diventano onnipotenti nel mondo.

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