Tre simboli da tenere fissi nella mente

 22 Settembre 1978.

Figli, sia pace a voi! Ecco, la Mamma vi dà la buona notte e, dandovi la buona notte, v'invita a guardare il tabernacolo. Osservate i tre simboli che stanno su quella porticina: un pesce, un cesto di pane e una croce.

Vorrei che foste veramente come tanti pesciolini, immersi nell'oceano di bontà del Signore, guizzanti come loro, pronti a fare la volontà di Dio; pesciolini vivi, animati da uno spirito d'amore e di riconoscenza verso il Signore che vi fa vivere con sé. Figli, ho preso il simbolo del pesce, ma voi siete anime, siete persone estremamente care a Dio, a me e a tutto il paradiso. Oh, vorrei proprio che voi sentiste questa presenza divina nel mondo! Vivete alla presenza di Dio! Vivete in compagnia della vostra Mamma e dei santi del paradiso! Oh, non sono tanto lontani da voi! S'interessano della vostra vita più di tutte le persone a voi più care, s'interessano dei loro parenti ed amici. Sono loro che devono indirizzarvi là, che devono darvi una mano, che devono additarvi il loro esempio. Accettatelo, questo esempio. Pensate a loro. Troppo dimenticate i vostri cari morti, troppo dimenticate i vostri santi che già godono nella Patria beata. Vivete alla presenza di Dio! Gioite di essere con Lui, perché Lui non può vivere senza di voi! Un Dio che ama le sue creature fino al punto di non poter vivere senza di loro! Vi sembra poco, figli? Amate il Signore, sentitelo vicino a voi! Vivete, come pesci, immersi nel Signore!

Ma guardate l'altro simbolo: un cesto di pane. Oh! non vi sto a parlare dell'Eucaristia, ve ne ha parlato Gesù. Io vi parlo della provvidenza. Quante volte sentite durante il giorno il bisogno di ringraziare Dio dei doni di provvidenza che mette sulla vostra strada: la salute, il lavoro, le buone compagnie, le buone parole, le buone persone, tutto quello che dà serenità e gioia alla vostra vita e che vi aiuta a vivere? Oh, perché non vedete in questo cesto di pane un dono meraviglioso del Signore? E perché non dovrete sentire, ogni volta che il tabernacolo indirizzerà i vostri pensieri, il bisogno di ringraziare Dio di quella provvidenza che vi dà? Molte volte siete facili a lamentarvi, eppure dovreste continuamente ringraziare. Tutto è dono nella vita: dal primo istante della giornata fino all'ultimo istante della sera è tutto dono! Oh, imparate ad essere riconoscenti e grati al Signore! Da quanti pericoli vi ha scampati! Potevate mille volte essere morti, e forse anche in peccato mortale, ma no, vi ha liberati dall'inferno, vi ha liberati da tanti pericoli dell'anima e del corpo.

Siate riconoscenti al Signore! Ringraziate! Prendete l'abitudine di ripetere spesso: "Deo gratias; grazie a te, Signore, per quello che mi dai, per quello che mi hai dato, per quello che mi darai"! È tutto dono! E poi guardate il terzo simbolo: è una croce. È vero, la croce è guardata con malumore dai cristiani. Si preferisce il segno di gioia a quello della salvezza. Eppure, nella croce c'è tutto, e, se voi amate la croce, avete in mano un mezzo potente per cancellare le colpe e le pene delle colpe. Oh! vorrei che nessuno di voi dovesse, dopo la morte, andare in purgatorio, perché sappiate che il purgatorio non è un luogo di delizie, ma di dolore, di grande dolore, anche se nel purgatorio si soffre per amore. Figli, ogni giorno porta con sé la sua croce. Piccola o grande, tutti hanno qualche pena durante la giornata. Imparate ad amarla, la croce! Se buttate la croce, ne trovate subito un'altra. Amate la croce come amate Gesù, perché è Gesù che ve la dona in quelle incomprensioni, in quelle piccole o grandi sofferenze morali, in quelle sofferenze spirituali, in quelle sofferenze fisiche. Amate la croce! È sempre Gesù che si avvicina a voi e vi dice: "Vuoi accettare qualche cosa per amor mio? Vuoi soffrire un poco con me? Vuoi salvare il mondo con me?". Ecco, figli! Brevemente, stasera prima di coricarvi ripenserete a questi tre simboli. Potrete ripensarli anche tutti i giorni e vi serviranno come esame di coscienza serale. Potrete pensare: Sono stato o sono stata unita col Signore, oggi, mediante l'amore, custodendo quella vita interiore che ha così importanza per il cristiano? È la sola che vale! E poi penserete: Sono stato riconoscente al Signore per quello che mi ha dato? Ho usato bene dei doni del Signore? Non ho sciupato le sue grazie? E per ultimo, pensate un po' se i doni d'amore fattivi da Gesù per mezzo della croce hanno trovato nel vostro cuore buona accoglienza.

Sappiate che la santità è tutta qui, e, siccome voi andate in cerca della santità e volete raggiungerla, e parecchi di voi dovranno raggiungere una santità eroica, io vi dico: ecco la strada: tenete fissi nella mente questi tre simboli.

Ed ora, mentre vi benedico augurandovi la buona notte, v'invito a recitare un atto di dolore. Vorrei che fosse perfetto, perché, cancellando ogni pena dei vostri peccati ed anche ogni peccato veniale, possiate avere l'anima vostra candida come nel giorno in cui usciste dal fonte battesimale. La benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda copiosa dal cielo sopra di voi e con voi rimanga sempre.

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