Dovete essere più buoni che giusti
24 settembre 1972.
Figli miei diletti e cari, sia pace ai vostri cuori.
Ecco, sono qui con voi come Madre e Maestra. Oggi voglio insistere con voi su un punto molto importante nella vita del cristiano. Vi voglio accennare alla virtù della giustizia per dirvi che dovete essere più buoni che giusti e che la giustizia da voi praticata, e che esigete dagli altri, deve sempre essere accompagnata dalla carità.
Dio solo è il giusto per eccellenza, è la giustizia personificata; eppure Egli stesso è più buono che giusto. Se volesse usare della giustizia verso gli uomini, pochi dovrebbero sopravvivere ai suoi castighi. Ma Dio è amore infinito, è tardo all'ira e i suoi richiami sono a base di bontà e di pazienza.
Dio ama tutti e chiama tutti accanto al suo cuore paterno. Il male, a chi è pentito, lo perdona e perdonando dimentica. Che ne dite voi mamme di questa bontà? Non è vero che appena un figlio anche cattivo, ritorna a voi e vi dimostra un po' di affetto, voi pure lo perdonate? L'amore che dimora nei vostri cuori è solamente un raggio dell'amore di Dio.
Ma vi voglio dimostrare come la bontà nel Signore supera di gran lunga la sua giustizia. Non in se stessa, poiché infiniti sono in Lui questi due attributi, ma nel modo di applicarla.
Ecco, vi presento la parabola evangelica in parole semplici. È il padrone della vigna che esce per chiamare operai a lavorare nella sua vigna. Esce di buon'ora, esce un po' più tardi, esce a mezzogiorno, al pomeriggio e alla sera, cosicché gli ultimi operai che si recano al lavoro possono compiere il loro dovere per un'ora sola.
Poi, a sera, il padrone chiama il fattore e gli dice di pagare tutti, cominciando dagli ultimi arrivati a cui darà un denaro. I primi, che hanno lavorato tutto il giorno, sperano una paga migliore. Ma no, un denaro anche ad essi, come era stato stabilito. I primi mormorano, ma il padrone chiarisce: "Siete invidiosi perché io sono generoso? Non avevamo pattuito così con voi?".
Figli cari, ancora così fa il Signore. Chiama a tutte le ore e paga in proporzione alla sua bontà. C'è chi dall'infanzia lo ha servito ed amato e c'è chi è arrivato dopo esperienze e cadute. Non importa. Che conta è l'amore, con cui chi arriva si mette all'opera per coltivare la sua vigna.
Tutti riceveranno il premio, tutti avranno la ricompensa. Cosa importante è ascoltare la chiamata e seguirla. Gesù, quando espone i suoi insegnamenti, ha qualche cosa da dire a tutti e tutti devono imparare da Lui.
La bontà è necessaria, specie oggi in cui si parla tanto di diritti e di giustizia. Se la giustizia che si propugna un po' dappertutto fosse vera, non porterebbe a divisioni e lotte. La giustizia è quella virtù per cui ad ognuno si dà ciò che gli spetta, ma quando si lotta tanto acerbamente per pretendere i propri diritti a scapito della carità, si vuol essere più giusti che buoni.
Nella vita familiare, litigi e screzi a non finire non sono giustificati che da una falsa giustizia. "A chi ti toglie la tunica, tu dona anche il mantello", diceva il mio Gesù.
Se il desiderio di andare incontro agli altri eliminando l'egoismo, dirigesse gli ambienti familiari e coloro che li abitano, quanta pace di più regnerebbe nelle famiglie. I santi hanno capito questa lezione di generosità e l'hanno fatta loro legge, così d'attenersi anche ai consigli come a dei precetti ed è per questo che hanno conquistato il mondo.
Il mio Gesù ha vissuto la sua vita come un esempio incancellabile per tutti, ma chi vuol imitarlo più da vicino, deve ricopiarlo per poter dire ciò che Paolo diceva: "Per me vivere è Gesù Cristo".
Figli, quando nelle mille situazioni della vita vi verrebbe voglia di pretendere, di lottare, di agire secondo giustizia, non esitate a scegliere la parte forse del più debole, ma senz'altro del più buono. Che vale aver conquistato un punto eminente, che vale farsi strada secondo il mondo, quando nel vostro cuore non c'è più pace?
La giustizia è virtù divina che solo Dio eserciterà nel pieno suo rigore dopo la morte di ogni uomo e che avrà il suo più alto riconoscimento nel giudizio finale, quando, accanto a Gesù Giudice, i giusti, cioè coloro che avranno rispettato i diritti di Dio e dei propri fratelli saranno glorificati. Ma se volete assomigliare a Lui che fu il grande condannato dall'ingiustizia umana, lasciate che Dio solo sia giudice delle vostre azioni.
Quante volte mentre gli uomini vi condannano, io applaudisco e il mio Figlio vi dà merito per il vostro modo di agire. Difendetevi dai pericoli evidenti soprattutto con la preghiera e sappiate abbattere le barriere che separano gli uomini fra di loro e gli stessi membri di una famiglia, di una comunità, di una parrocchia.
Difendetevi dicendo la verità, qualora foste interrogati, ma non turbatevi. Rimanete nell'amore di Dio e del prossimo, poiché tutto ciò che porta alla disunione e all'odio, viene dal maligno.
Aiutatevi senza misura. Amatevi come vi amo io e desiderate il bene gli uni degli altri.
Io vi benedico ampiamente. Benedico coloro che per la prima volta mi hanno visitata in questo luogo di grazia. Figli, i vostri dolori siano consacrati come prezioso unguento per lenire le piaghe di tutta l'umanità.
Arrivederci, figli, vi abbraccio ad uno ad uno. Padre Pio con me vi benedice e vi aiuta.
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