Abbiate fiducia e lasciatevi guidare
3 Settembre 1978.
Figli diletti, sia pace a voi, e le vostre anime siano ripiene di quelle dolcezze spirituali di cui faccio dono a coloro che sinceramente mi amano. Ecco ancora una lezione!
Sempre una mamma parla coi propri figli, e la Mamma celeste, che deve insegnare a tutte le mamme, non può tacere! Parlo alle mamme e ai loro figli, parlo ai padri. Parlo ai piccoli, soprattutto, cioè agli umili, che accolgono la mia parola con semplicità e si studiano di praticarla. Io vi amo tutti, figli, ma, se siete piccoli, vi nutro; se volete essere adulti, cioè bastanti a voi stessi, io vi trascurerò un poco, perché abbiate ad accorgervi che l'orgoglio vi ha fatto ingrandire ai vostri occhi e che perciò non meritate le mie premure. Io vi do l'imbeccata come se foste degli implumi, poi v'insegno a volare e a fare della vostra vita un meraviglioso canto d'amore a Dio.
Avete fatto bene a consacrarvi a me. Siete miei, anima e corpo! Io perciò devo occuparmi di tutto ciò che vi riguarda: dell'anima e del corpo. Voglio solo che ricordiate questa consacrazione ogni giorno e che la viviate abbandonandovi serenamente alle mie cure.
Voi mi potrete dire che non è possibile un tale comportamento perché la Mamma celeste non la vedete viva e vera, ma io vi ripeto che ciò che non è possibile materialmente fare, è possibile per mezzo della fede. Se mi amate, voi ricorrete a me nelle vostre necessità e, senza che voi ve ne avvediate, trovate che molte difficoltà le potete superare con un po' d'impegno, altre si appianano da sole, ma è l'intervento dell'alto che ne favorisce la soluzione.
Quando vi sentite deboli, voi invocate aiuto. I vostri familiari possono essere assenti, la vostra voce può non giungere alle loro orecchie, essi possono non volervi aiutare; ma, se la vostra invocazione sale a Dio e tocca il mio cuore, credetemi, non resta mai senza risposta e senza aiuto. Potrei io mancare ai miei doveri, dopo che Dio mi ha voluta compartecipe della vita, della passione e della morte del suo Figlio, mio figlio e vostro fratello? Non sarei una mamma snaturata, se non volessi aiutarvi a crescere e maturare per quella vita eterna a cui dovete giungere?
Figli, abbiate fiducia, abbiate confidenza in me e lasciatevi guidare. Quella legge che molti uomini dimenticano e calpestano, è legge divina, uguale per tutti. Io dunque sono tenuta, osservando il quarto Comandamento, ad aver cura di ciascuno dei miei figli, come essi sono tenuti a rispettarmi, onorarmi ed amarmi. Voi d'altronde siete il mio prossimo che devo amare come me stessa. Eccovi spiegato perché dovete abbandonarvi sul mio cuore come bambini! Ma voglio anche farvi un riferimento evangelico che deve esservi d'incoraggiamento.
Disse un giorno Gesù: "Chi ama la propria vita, la perde; ma chi la perde per il mio nome, la trova". Se voi, figli, vorrete seguirmi nel mio dire, capirete la verità di queste parole.
Vi sono molti nel mondo che vanno in cerca di beni materiali, che bramano le ricchezze, la salute, la gloria, la propria posizione come cose insostituibili, e non si danno pace se viene a mancare qualcuno di questi beni. Costoro amano la vita terrena, e perciò non saranno in grado di conseguire i beni eterni. L'attaccamento esagerato alla vita e il loro egoismo li rende insensibili alle necessità altrui, e qualche volta, crudeli verso il prossimo. Occorre sapersi dominare, e io vado aiutando ciascuno di voi a raggiungere questo dominio di sé nel modo più semplice e più perfetto .
Avete donato a me anima e corpo. Io certamente non ne faccio una ricchezza privata, ma, come vi donate a me, vi consegno a Colui che vi ha creati, vi do a Gesù che vi ha salvati. Ecco che la salvezza non è più una difficoltà! Voi date la vostra vita per amore a Dio, ed Egli si dona a voi perché ogni dono merita la sua ricompensa. Occorre soltanto perseverare nella donazione e fare in modo che le vostre opere riflettano le opere di Dio. In Dio tutto è amore!
Oh, figli, imparate ad amare! Togliete ogni rancore, ogni discordia dalla vostra vita! Persino il malumore non deve regnare, perché esso viene dalla tristezza, e la tristezza non viene da Dio ma dal maligno, che di essa si serve per impedire il bene.
Una vita da consacrati a me deve portare l'impronta della santità. La ricerca della volontà di Dio non è difficile per chi vuol essere santo. È vero che la croce non può non essere con voi. Forse che potete vivere senza ossigeno, senz'acqua, senza pane, senza forza? La croce è tutto questo per ciascuno, poiché la croce, intesa come dono del cielo, è il mezzo per potervi giungere. Nella croce la salvezza! Figli, chi si consacra a me deve imitarmi, poiché la mia azione materna tende a formare delle copie perfette del mio Gesù facendole passare per la mia via, che è più facile.
Oggi il Pontefice prenderà ufficialmente l'incarico di governare la Chiesa. Non ha voluto essere incoronato, perché vuole che Dio stesso coroni la sua missione quando arriverà nel cielo. Io vi prendo nel mio cuore e, mentre voi m'incoronate vostra Regina col rosario, mi riservo d'incoronarvi io stessa quando arriverete nel mio regno. Partecipate con gioia alla festa del Pontefice e pregustate le delizie che il Signore riserva ai suoi consacrati, ai suoi santi nel cielo. Vi benedico tutti! Benedico, in Giovanni Paolo, tutta la Chiesa. Siate perseveranti e felici.
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