Difendete la santità della famiglia

 29 agosto 1972.

Figli miei, voi mi chiamate in mezzo a voi con la recita del santo rosario, ed io vengo.

Siedo Regina qui, come su un trono di gloria; ma sono anche nei vostri cuori con il mio amore, se voi mi donate il vostro e se togliete dal cuore tutto ciò che è di ostacolo alla mia dimora.

Come posso non avvisarvi che non mi è possibile abitare in chi ha sentimenti di odio, di rancore e di vendetta dentro di sè? Possono abitare assieme Dio e il demonio? E perché, figli, non riuscite a togliere dai vostri cuori ciò che a Dio tanto dispiace? Come posso accordarvi ciò che desiderate, se non volete vedere uomini e fatti nella luce di Dio? Forse che potete essere nemici degli uomini ed amici di Dio al tempo stesso?

Sgombrate, vi prego, i vostri cuori da tutto ciò che è cattivo, perché possa stabilire col mio Gesù la mia dimora in voi.

Ed ora ascoltatemi bene. Voglio farvi un duplice riferimento al Vangelo che oggi viene letto nelle vostre chiese.

Si parla del martirio di Giovanni Battista. Vedete questo grande messaggero di Dio, ritto davanti ad Erode mentre gli rimprovera il suo peccato: "Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello". Ecco perché Erode, che pure dentro di sè lo stimava, accetta di decapitarlo.

Figli miei, la verità punge, ed ogni rimprovero fatto al vostro simile, trova una reazione interna ed esterna. È una cosa che succede a tutti. E voi stessi avete provato, quando, feriti nel vostro amor proprio, avete reagito o vi siete sentiti ribollire il sangue ed avete forse dovuto dominare voi stessi per non mancare di carità.

È la suscettibilità del carattere umano, è la superbia umana e la troppa stima che ciascuno ha di se stesso, che rende incapaci di accettare le osservazioni e i rimproveri da qualunque parte vengano.

Ecco perché io desidero che voi predisponiate la vostra vita e le vostre giornate a quegli incontri spiacevoli, cosicché nessuna cosa vi capiti improvvisamente, ma trovi in voi una preparazione. Quanta pace di più regnerebbe tra suocera e nuora, tra genitori e figli e tra i parenti tutti!

Vi è poi un altro punto su cui devo fermare la vostra attenzione, perché sappiate come comportarvi.

Qualche volta, constatando il male che alcune persone commettono, vi verrebbe voglia di gridare al peccato e allo scandalo. Salvando sempre la carità, vi è lecito avvisare anche con forza la persona che sbaglia, ma come vi dovete preparare a fare questi ammonimenti? Anzitutto con la preghiera, molta preghiera, poi predisponendovi alle reazioni. Non dimenticate Giovanni, incarcerato per aver pronunciato il suo "non ti è lecito".

La prudenza nel parlare sia il vostro distintivo particolare. La certezza di ciò che dite sia veramente constatata e non ci sia il rischio di cadere nella mormorazione e nella calunnia propagando notizie infondate od anche vere, ma la cui diffusione può fare male a tutta la comunità. Figli, siate prudenti, e se non potete parlar bene delle persone che vi vivono accanto, tacete.

Sapeste che gravi pene colpiscono i mormoratori e i calunniatori nel purgatorio!

Si dice che chi non pecca con la lingua è uomo perfetto. Vorrei che voi foste proprio di questi, che non parlano se non per dire cose belle, che piacciono a Dio e che edificano i fratelli.

Figli miei, devo ora farvi il secondo riferimento al Vangelo.

In una società tanto corrotta, è logico che la famiglia sia la prima a sentirne le cattive conseguenze. Il mondo, si dice, è sempre stato così, ed intanto si viola la legge di Dio. Il nono comandamento viene messo in disuso come il sesto.

Vi sono persone che non riflettono sulla santità del matrimonio e pensano di poter con imbroglio ottenere dalle autorità religiose lo scioglimento di quel nodo sacro. Ma io vi ripeto le parole del mio Gesù: "Ciò che Dio ha congiunto l'uomo non separi". Nessuna permissione quindi vale a sciogliere ciò che Dio ha unito.

Vi sono persone ingenue che credono alle parole menzognere di altre e si lasciano ingannare.

Figli miei, difendete la santità della famiglia e fate che le mie parole siano luce a tutti.

Non si può fare un comandamento nuovo per chi non fu felice nel suo incontro matrimoniale. Ma la fede dà forza, fiducia e grande aiuto perché un coniuge tradito possa conservarsi fedele non solo a Dio, ma anche al coniuge che l'avesse tradito o abbandonato. Questa perseveranza che è possibile, poiché il Signore non la comanderebbe se non la si potesse praticare, deve essere messa in atto con tanta vita di pietà.

I sacramenti e la preghiera danno ai sensi tranquillità e santi desideri. Pregando poi per il coniuge che si è allontanato ed ha peccato, si potrà ottenere la conversione e il risanamento della famiglia.

Dove regna l'ordine, regna la pace; ma un coniuge non può accusare l'altro, poiché chi è buono deve aiutare l'altro ad esserlo.

Vi faccio osservare un'ultima cosa. Chi desidera svincolarsi da un legame, troverà mille motivi per farlo, accusando ingiustamente e calunniando.

La verità, quella che sta sulla bocca dei figli di Dio, diriga sempre la vostra vita; quella verità che vi rende cari al Signore perché basata sulla fede e sulla carità.

Non vi dico parole particolari. Ognuno dei presenti ha la risposta ai suoi interrogativi. Chi ha orecchi da intendere, intenda.

Figli, vi benedico tutti, cominciando da coloro che vengono da più lontano e tutti vi stringo affettuosamente al mio cuore materno.

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