Dovete passare per la via stretta
27 Giugno 1978.
Figli diletti, la grazia del Signore nostro Gesù Cristo rivesta le vostre anime e vi dia uno spirito di fede sempre nuovo, un nuovo entusiasmo per il bene, e un rinnovato desiderio di comportarvi secondo i suoi insegnamenti. Io vi do una mano perché la vostra vita di perfetti cristiani sia sempre un modello per il vostro prossimo, e perché tutti possano trovare nelle vostre parole le parole di Gesù, mio Figlio, e nelle vostre azioni le azioni di Gesù.
Tutti, infatti, devono poter dire di voi, di ciascuno di voi: "Passò facendo del bene, fece bene ogni cosa". Certamente, un simile comportamento esige che voi abbiate a passare per quella via stretta di cui parla Gesù, che è la sola che conduce al cielo, poiché la via spaziosa e comoda, che i mondani amano percorrere, non porta alla salvezza.
Come dovrete intendere la via stretta? La via della rinuncia alla vostra volontà, la via della mortificazione, che comprende la sottomissione dei sensi a quella legge divina che sono i Comandamenti. L'osservanza dei Comandamenti non è cosa facile. Nessuno potrebbe vantare di essere un perfetto osservante di questa legge, se non avesse l'aiuto continuo di Dio che si ottiene per mezzo della preghiera.
La via stretta è la via di Dio, la via degli umili, dei semplici, e il mondo non ama di passare per questa via poiché, essendo stretta, suppone che debba spogliarsi da tutto ciò che l'egoismo, la superbia, il piacere e l'avarizia, insegnano a trattenere come cosa buona.
La via stretta mette nella condizione di rinunciare a vedere ciò che, entrando per gli occhi, può danneggiare l'anima. Insegna a rinunciare ad udire ciò che può far nascere il dubbio e può far diminuire l'amore per la verità.
La via stretta insegna a distruggere quella bramosia di operare per avere l'ammirazione e la lode dagli uomini, e a regolare le proprie esigenze in modo di non trasmodare nell'uso del cibo, della bevanda e di tutte quelle cose che, se usate con parsimonia, portano beneficio all'anima e al corpo, mentre, se se ne fa un ansioso bisogno, diventano dannose.
La via stretta insegna a moderare e a regolare l'uso della lingua, perché non debba essere quell'organo malefico che danneggia la reputazione, l'onore, la vita fisica, spirituale e morale del prossimo.
Figli, per questa via, che richiede una sorveglianza attenta di voi stessi ed una sempre attenta riflessione sull'importanza della vita eterna che dovrete raggiungere, io voglio condurvi, invitandovi a saper gioire di tutto ciò che il Signore vi dona, e a saper accettare tutte quelle piccole croci che fanno parte del vivere umano. Non tutti, e non sempre, saranno disposti a seguirvi in questa via di mortificazione, che voi non dovrete far pesare sugli altri.
Ricordate ciò che diceva Gesù ai suoi discepoli: "Non fate come i farisei; quando digiunate, ungetevi il capo e mostratevi sereni". E voleva dire: sappiate offrire con gioia i vostri sacrifici, le vostre penitenze, perché solo il Signore vi deve dare una ricompensa!
Se siete invitati a gustare cose buone o a prendervi dei sollievi, fatelo con semplicità e con gioia, e ringraziate il Signore che di essi vi fa dono per rendere più buona la vostra amicizia e per far nascere da cose umane quelle cose divine che legano i cuori indissolubilmente.
Sappiate pregare con la mente e col cuore, per conservare buona armonia, e sappiate indovinare i gusti e le necessità dei vostri cari per andare incontro a tutti e, a tempo opportuno, portare il discorso su cose molto più importanti.
La via stretta che voi dovete percorrere, è una chiamata particolare, e il Signore sulla vostra strada ha messo un'infinità di grazie, per cui non vi costi troppo sacrificio il rinunciare ad una vita comoda.
Figli, sappiate che quel proverbio che i vostri vecchi genitori ripetevano, è un granello di sapienza sempre d'attualità. "In paradiso non si va in carrozza", essi dicevano, ed è una realtà. Il paradiso è una conquista, e chi si lascia trascinare dalla corrente, chi non reagisce al male, chi non sa vincere sé stesso, andrà indubbiamente per quella strada larga che conduce alla perdizione.
Si è dimenticata da molti questa verità: l'inferno esiste, figli! Lo esige la bontà e la giustizia di Dio, che deve dare ai buoni un premio e ai cattivi un castigo. È un luogo così tremendo che nemmeno lontanamente potete immaginare. È terribile l'inferno! Tutti i cristiani sono stati avvisati della sua esistenza, perché non avessero a caderci; eppure, come se fosse un gioco, molti vogliono andarci. Dall'inferno non si ritorna più. È un male irreparabile, figli! È l'unico vero male.
Io vi vorrò tutti nel mio regno, regno di Dio, casa del Padre, dove gli eletti ameranno Dio e lo benediranno in eterno. Perciò sollecito da voi quella mortificazione che può chiamarsi anche fuga del peccato.
Figli diletti, siate fedeli alla Legge di Dio, ai vostri doveri, e siate costanti nella preghiera. La porta del cielo è stretta, ma la vostra preghiera vi darà le ali per una vita di pietà e d'amore, e la porta sarà il mio cuore in cui io vi ospiterò per introdurvi nel regno.
Vi benedico e vi amo.
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