Santificare la famiglia
26 maggio 1972.
Figli miei diletti, salute e grazie a voi. Sono contenta di questo incontro che nonostante le difficoltà prosegue bene. Con esso mi dimostrate il vostro amore e io vi andrò mostrando la mia riconoscenza e il mio affetto.
Oggi molte persone ricordano la mia apparizione a Caravaggio ad una sposa infelice, povera e maltrattata, e tanti fedeli che si sono recati in quel luogo riceveranno grazie. I santuari, sparsi in tutti i luoghi della terra e di cui nella vostra Italia vi è una particolare fioritura, sono come i miei castelli, le mie regge, dove io chiamo i miei figli per donare ad essi un aumento di fede e grazie particolari.
Ma voi vi siete accorti che in quest'ultimo periodo della storia, io vado facendo le mie apparizioni non solo nei luoghi deserti dove desidero che sorgano delle basiliche, ma anche nelle famiglie. Io vi parlo per mezzo dei miei strumenti e dò segni importanti in molte di esse che stanno ad indicare la necessità di ricostruire, rinsaldare e santificare il santuario domestico, prima base della società.
Lo sapete che la famiglia è sacra. I coniugi sono i ministri del sacramento del Matrimonio e ad essi, come a responsabili, è affidato l'incarico di conservare la fede, quella virtù che è come l'ancora di salvezza che aiuta tutti i familiari ad elevarsi. Devono i genitori nel mutuo affetto aiutarsi e dare ai figli quell'educazione e quei principi che faranno di loro dei buoni cittadini e dei santi cristiani.
Figli, come potranno i coniugi assolvere questi preziosi doveri, senza l'aiuto dì Dio? La religione in tutti i tempi ha considerato la famiglia il più grande dono di Dio per l'umanità, e le famiglie dei patriarchi dei popoli antichi hanno considerato il capo famiglia come il più grande responsabile della buona riuscita del popolo stesso.
La Chiesa tiene in grande considerazione la famiglia umana, a cui dà come modello la famiglia divina, la Trinità santissima, e la famiglia di Nazareth, la mia famiglia, dove regnava il rispetto reciproco nel mutuo aiuto e nella pratica dei doveri religiosi.
Ecco perché oggi più che mai è necessario che io scenda in mezzo a voi, che vi porti la mia parola di Mamma e che vi consigli ciò che è bene che voi facciate.
Ecco la preghiera del rosario, che molte volte sembra monotona e noiosa, diventare il mezzo per unire i cuori e per ricordare a genitori e figli i propri doveri, e soprattutto per stringere come una catena d'oro, tutti attorno a me. Da queste unioni di anime voi partirete perciò rafforzati, ed ognuno porterà nella propria casa quel profumo di bontà che la rosa significa. Non lo chiamate rosario, che vuol dire serto di rose?
Lo so che per molti è un vero sacrificio il recitare una preghiera così lunga. Ma vi spiego il motivo: forse non aggiungete alla vostra parola la meditazione o anche solo una piccola riflessione sul mistero a cui accennate, che vi riproduce un quadro del Vangelo o della vita del mio Gesù.
Provate a pensarci di più. Molte volte i miei figli passano nelle sale cinematografiche delle lunghe ore, sacrificano il sonno e si sottopongono a molte rinunce per vedere cose non sempre edificanti. Vogliate uguagliarli e anche voi date il meglio di voi stessi.
Pregate, figli, anche per coloro che non pregano e che hanno grande bisogno di essere aiutati. Pregate per i vostri figli, molti dei quali vivono in peccato e non pensano alla vita eterna che li attende. Pregate per coloro, e sono molti, che passano giornalmente da questa all'altra vita. Davanti ai loro occhi, come davanti ad una scena che si chiude, cala il sipario. Figli, si chiude una scena e si apre un giudizio.
Fate in modo di poter dire ad ogni calar del sole: "Oggi ho svolto bene il mio dovere". Ogni sacerdote ha i suoi doveri da compiere riguardanti Dio, se stesso ed il prossimo. Ogni genitore, come sacerdote della propria famiglia, ha i suoi doveri che riguardano Dio, se stesso, l'altro coniuge e i figli. La gioia del dovere compiuto, anche se i risultati non sono soddisfacenti per voi, sia il segno dell'approvazione di Dio al vostro operato.
Santificare la famiglia è opera di Dio, ma non può mancare la vostra collaborazione, ed io vi prometto anche la mia. Fate tesoro della mia parola, custoditela nel vostro cuore per poterla far fruttificare e comunicatela con carità e con dolcezza a tutti i vostri cari.
Voi mamme siate come l'ape regina che dà vita a tutto l'alveare. La fiamma della fede che qualche volta sembra doversi spegnere, sia da voi alimentata con tanta amabilità a tempo opportuno, perché non abbiate a provocare ribellioni o contrasti, e l'amore e la tenerezza del vostro cuore si manifestino in quelle delicatezze che solo le mamme sanno praticare nel modo più squisito.
Spesse volte il Signore permette che la malattia fisica o morale o spirituale colpisca qualcuno dei membri della famiglia. Sono richiami all'amore. Ricevete queste sofferenze come dono del cielo e sappiate donare conforto ed aiuto, perché in questo periodo si rafforzi la fede e il pensiero di Dio torni a rinfrescare la memoria dei vostri malati, nel ricordo di giorni sereni passati forse nella fanciullezza uniti con Dio.
Vi benedico, figli. Porterete ai vostri cari, specie ai bambini, una tenera carezza. Direte ad essi: "La Madonna vi vuole bene".
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