L'amore delle tre persone per l'uomo

 21 Maggio 1978.

Figli miei, quanto è delizioso per il mio cuore rivolgervi la mia parola come Madre di Dio, per invitarvi a fare della vostra vita un'offerta amorosa a Colui che ne ha pieno diritto!

Vi faccio perciò la domanda più semplice: "Chi è Dio?". E vi rispondo io stessa dicendovi: "Dio è amore". Ma che cos'è l'amore? L'amore è la perfezione delle virtù, è la santità, è la bontà, è la giustizia, è la pace.

Questo amore, in Dio, si distingue in tre Persone che hanno tutto in comune e che dedicano a quelle creature, a cui hanno voluto dar vita per comunicare l'esuberanza dei loro beni infiniti, tutte le loro cure. Voi siete perciò come bambini nelle mani di Dio, ed Egli vi conosce personalmente e vi ama di un amore infinito ed eterno.

Figli, se io penso all'amore di Dio per me, creatura sua, che mi fece piena di grazia, e che mi abbellì di ogni dono perché potessi compiere nel mondo la mia missione, mi commuovo, e un grido di riconoscenza e di affetto mi esce dal cuore per ogni cosa grande da Lui compiuta in me. Ma ogni anima, fatta a immagine e somiglianza sua, è un miracolo di grazia e di amore. Le doti di cui vengono arricchite le anime, rese figlie adottive di Dio, sono immense e sono un preludio di quei doni a cui ogni anima è destinata per l'eternità.

Dio è Padre, ed ogni creatura umana dovrebbe esplodere in uno slancio d'affetto verso Colui che, avendo tratto tutto dal nulla, ha voluto comunicare agli uomini la sua vita e renderli capaci di continuare nel mondo le sue opere.

Figli, basterebbe volgere gli occhi al cielo per ammirare le bellezze in esso contenute, e guardare una pianta in fiore per vedere un prodigio di bellezza! Basterebbe vedere la nascita di un bimbo, e ammirare la perfezione delle sue membra, e la capacità di compiere quelle azioni che lo mantengono in vita, per pensare alla mente di Dio, che di tutto ha fatto una meraviglia, e per elevarsi a Lui con un pensiero di gratitudine e di riconoscenza.

Il mondo e l'universo intero sono un mistero d'amore e di perfezione, che suppone una mente sapientissima, che ad ogni cosa ha dato origine e che tutto conserva e dirige con leggi naturali perfette. Sembra cosa facile risalire a Colui che tutto dona, ma l'uomo non vuole elevarsi e con la sua superbia vuole rimanere terra terra e dare ad ogni cosa una spiegazione umana. Avviene in tal modo che egli non sente il bisogno di ringraziare e pensa di poter fare tutto da sé. L'uomo fa come quel ragno che, dopo aver tessuto la tela, pensa di togliere, come inutile, quel filo che lo tiene legato ad un ramo. Avviene così che distrugge sé stesso.

Quel Dio immenso ed infinito, che dovrebbe essere amato, cercato, ringraziato, è il più delle volte bestemmiato, insultato o maledetto. L'amore non è amato. Così, negando l'amore, si nega la sua Legge divina, lo scopo dell'esistenza, e si ignora l'altezza del fine da raggiungere e l'ideale da conseguire. Dio amore vi ha fatti per sé, non perché a Lui ne venga un vantaggio, ma perché vuol rendere tutti partecipi della sua felicità, che proviene dalla sua essenza, che è l'amore.

Da questo rifiuto di Dio da parte dell'uomo, ecco venire ogni male: l'infelicità, il dolore, la morte, l'ignoranza, la malattia, l'odio, e tutti quei mali di cui l'umanità si è aggravata fin dall'inizio del mondo con lo spirito di superbia, l'impurità, la disubbidienza e la ribellione. Figli, in Dio e con Dio vi è ogni bene. Senza Dio vi è ogni male, e la sorgente delle grazie e d'ogni bene viene come chiusa per dar adito a ciò che intossica e avvelena ogni cosa.

Proseguiamo nel piccolo studio che abbiamo iniziato. Dio non può cambiare le sue qualità, non può essere cattivo. Dio ama gli uomini e li ama come sono, perché sono suoi figli. Che cosa farà per ristabilire quei legami che l'uomo rifiuta, per ridonare quei beni che egli rifiuta? Ecco, manda il suo Figlio, che riveste la natura umana e si fa modello e vittima. Nessuno avrebbe potuto presentarsi al Padre per chiedere pietà, se non il Figlio, ma questo Figlio doveva rappresentare tutta l'umanità. Doveva perciò caricarsi di tutti i mali di cui l'uomo si era volutamente coperto e, con i suoi meriti infiniti di Uomo-Dio, chiedere misericordia.

Questo è avvenuto nel tempo ed avviene in ogni momento. Il Padre accoglie l'offerta e perdona. Accoglie un dono infinito, una voce che tocca il suo cuore paterno, che si eleva fino a Lui per mezzo della Chiesa. Oh, benedetta opera dello Spirito Santo! Oh, Chiesa santa di Dio, che perpetui nel mondo l'opera di salvezza voluta dal Padre e operata dal Figlio, continua la tua opera, la tua missione nel mondo! Gesù ha detto che le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa, anche se le divisioni, le ribellioni, le eresie, minacciano da ogni parte la sua missione, e tentano di produrre delle falle nella barca di Pietro.

Oh, figli, pregate perché l'opera dello Spirito Santo trovi sempre accoglienza nella sua Chiesa, e perché tutti coloro che la compongono siano sempre degni di essere pietre vive e collaboratori suoi.

Nella luce della Trinità, sgorghi dal vostro cuore un inno di lode e di ringraziamento a Dio creatore, redentore e santificatore delle anime; si elevi verso il cielo per coprire l'ingratitudine umana e ripararla. Esca dal vostro cuore un continuo atto d'amore, che trasformi la vostra vita divinizzando le vostre opere e rendendole degne di ricompensa eterna. Sia lode, onore, riparazione e gloria a Dio!

Figli, in nome della Trinità Santissima vi benedico. Rinnoverò la mia benedizione ogni volta che vi unirete a me nella recita del "Credo" o del "Gloria" e che vi segnerete col segno della croce. Oggi è giorno di grazie! Arrivederci, figli! Vi amo.

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