La vita deve essere una continua ascesa
9 maggio 1972.
Figli miei diletti, sono qui con voi. Abbiate fede, fiducia e amore. Sono la vostra Mamma, desiderosa unicamente del vostro bene.
Voglio oggi suggerirvi qualche buon pensiero perché possiate prepararvi bene alla grande festa dell'Ascensione.
Dirvi ciò che provò il mio cuore quando vidi il mio Figlio sollevarsi da terra verso il cielo è una cosa impossibile. I pensieri più contrastanti si susseguivano, e mentre gioivo nel vedere la sua gloria, mi si riempiva il cuore di una profonda tristezza nel vedermi privata del mio unico tesoro. D'altra parte il pensiero della Chiesa nascente mi dava tanto desiderio di prodigarmi e di aiutare quei figli che erano rimasti come pecore senza pastore. Sentivo gioia, dolore, preoccupazione e un infinito desiderio di raggiungere il cielo per rivedere e riabbracciare Colui che aveva riempito la mia vita.
Io guardai in alto come gli apostoli e i discepoli e sebbene sapessi che non sarebbe più disceso il mio Gesù, rimasi ad osservare come per scoprire fra una nube e l'altra la sua divina immagine. Poi ritornammo alle nostre case e compresi che per ognuno la vita doveva essere una continua ascesa.
Cominciò, o meglio continuò per me quel desiderio di elevazione e di perfezione, quella salita aspra verso l'alto dove avrei incontrato il mio Dio e mio Salvatore.
Anche voi siete chiamati a compiere questa salita e man mano che passano i giorni, dovete sentirvi più leggeri per quel che lasciate e più agili e più liberi per le nuove conquiste. Lo so che è un po' difficile staccarsi da uomini e cose mentre siete sulla terra, perché il passare degli anni vi rende sempre più bisognosi di tutto, ma è pur un lavoro da compiere.
Quando, arrivati ad una certa età o colpiti da una malattia, sentite il dovere di fare testamento, una sola è la parola che primeggia: "Lascio". Ma che valore volete che abbia quella parola quando, se non lasciate per amore, dovete lasciare tutto per forza? E non è meglio cominciare subito a staccare il proprio cuore da ogni cosa? Staccare il cuore vuol dire non essere schiavi di ciò che vi deve servire unicamente per il bene, ma adoperare tutto a vantaggio dell'anima e per il bene comune.
Se ogni giorno vi staccate, ogni giorno più vi elevate nella virtù. Fate come chi, salendo una montagna, respira a pieni polmoni l'ossigeno che gli dà forza. Il distacco dalle cose suppone uno svuotamento di sé stessi. Che cosa meravigliosa, figli miei, sapersi svuotare di tutti quei pensieri di amor proprio, di quelle preoccupazioni che non sono altro che mancanza di fiducia nella provvidenza, per riempirsi di Dio, del suo amore, del desiderio della sua gloria.
Così vedete in me quanto potete avere anche voi. Si vive meglio pensando al cielo che lasciandosi appesantire dalla terra.
Il pensiero della Chiesa fu una grande preoccupazione per me e deve esserlo anche per voi. La Chiesa, figli, è la grande Madre dove nascono continuamente figli alla grazia perché chiamati alla gloria. Quanto devono starvi a cuore gli interessi di questa santa Madre! Dal Papa che la dirige, all'ultimo membro che la compone, quanto devono essere causa della vostra preghiera, del vostro amore e dell'offerta della vostra sofferenza!
Vi sono molti attualmente che fanno soffrire il vicario di Cristo; vi sono altri figli che si dichiarano miei devoti e nel mio nome combattono il Papa e ne seguono uno falso; ve ne sono altri che negano l'assistenza continua dello Spirito Santo che rende infallibile il Papa.
Ma non vi pare che si dovrebbe negare anche il Vangelo a questa stregua? Non ha parlato chiaramente Gesù quando ha detto a Pietro e agli apostoli, e quindi a tutti i loro successori: "Io sarò con voi sino alla fine del mondo"?
Figli, amate il Papa, difendetelo ed ubbiditelo con amore filiale, con devozione, come per colui che da Dio stesso ha ricevuto una paternità universale e un incarico di grande responsabilità e fiducia.
Non sia mai che alcuno di voi, attirato dai diversi lupi rapaci e dai molti "anticristi" che compaiono or qua or là, abbia a lasciare la barca di Pietro dove il nocchiero è Gesù stesso.
Quand'anche si rovinasse la Chiesa nei suoi membri tanto imperfetti, ricordate che essa è la mia Sposa e che non andrà mai in rovina.
Figli, di questa Chiesa Sposa di Cristo vi dovete sempre gloriare; difendetela, vi ripeto, ed amatela.
Ed ora, mentre v'invito a mettere in pratica quanto vi ho detto, vi dò un altro suggerimento.
Dopo l'ascensione, gli apostoli si ritirarono con me nel Cenacolo per prepararsi alla venuta dello Spirito Santo, che avrebbe consolidato la Chiesa e resi forti quei miei figli così da dare la vita per testimoniare la loro fede.
Anche a voi che frequentate questo Cenacolo della Divina Misericordia, io chiedo una preparazione particolare, fatta di preghiera e di raccoglimento, perché la festa di Pentecoste vi rinnovi nei buoni propositi e nell'amore. Anche per voi si deve avverare il miracolo delle lingue. Dovete avere le idee così chiare nella mente che a tutti possiate parlare con serenità delle verità della fede. Io fin d'ora vi benedico e prego con voi.

Commenti
Posta un commento