Trasformate in lui la vostra vita

 


27 giugno 1971.

Figli miei, tanto cari al mio cuore di Madre, voi vi domandate: "Che cosa ci vorrà dire la Mamma celeste oggi?". Io mi presento a voi come la Madre del divino Amore. E di cosa dovrò parlarvi se non d'amore? La vostra chiamata alla vita, la vostra chiamata al cristianesimo, la vostra chiamata qui non sono che chiamate d'amore e chiamate all'amore. Io perciò non posso fare a meno di insistere con voi perché abbiate ad esercitare quella carità con Dio, con il prossimo ed anche con voi stessi, che non è altro che amore. Rispondere alla chiamata di Dio vuol dire trasformare in Lui la propria vita rendendola conforme ai suoi insegnamenti. Vuol dire togliere tutto ciò che gli può dispiacere e che lo offende perché contrario alla sua legge. Quando una persona ama un'altra, si studia di piacerle in tutto e non conosce limiti nei sacrifici. L'amore è sinonimo di offerta, di donazione e anche di dolore. Il sacrificare se stessi per il Signore compiendo la sua volontà, attuando quella missione a cui ciascuno è chiamato, è la più bella attestazione di amore. Ci può essere qualcuno che si domanda: "Ma come posso sapere io qual è la mia missione?". Nell'osservanza dei doveri del tuo stato, io le rispondo, sta indicata la tua missione. Vi sono anime sempre dubbiose ed incerte che non sanno mai dove stabilirsi e vorrebbero cambiare mansione o professione ad ogni soffiar di vento. A costoro io dico: figli, fiorite dove siete. Non pensate che se foste altrove fareste meglio, poiché lì, proprio dove ciascuno è, il Signore ha preparato grazie sufficienti, le grazie di stato che aiutano ciascuno nel compimento del proprio dovere. Dovete vivere in società accanto a molte persone? Lì dovete esercitare e compiere la vostra missione. Siete accanto a figli ribelli, a caratteri difficili? Lì dovete testimoniare il vostro amore per il Signore nella sopportazione e nella pazienza, che vi deve far sorridere ed amare anche quando avreste più voglia di piangere. Le vostre cose personali o familiari sembrano continue catastrofi? Ma voi sapete che il Signore sa ricavare il bene anche dal male, e nell'accettazione di queste croci gli date prova di fiducia in Lui, nella sua provvidenza e gli date testimonianza d'amore. Perciò, prendendo dalla sua mano tutte queste contrarietà, cercando di guardarle sempre ad una ad una, fate come la brava massaia che deve rompere un fascio di legna: non lo spezza tutto in una volta, ma a poco a poco, magari fuscello per fuscello. Così, semplificando le cose anche quando sembrano difficili, date prova di equilibrio, di saggezza, di vera sapienza, rendendo la vita più serena. Ora vi voglio portare più direttamente a contatto col vostro prossimo. Voi siete circondati da persone buone e cattive. Qualche volta vorreste aiutare tutti e non vi è permesso perché non vi si comprende. Qualche altra volta ciò che fate viene disprezzato o deriso e voi vi sentite delusi e abbattuti. Siete tentati di pensare che chi fa male ha bene e chi fa bene ha male. Dovete guardarvi da questi tristi pensieri, perché sono dannosissimi all'anima vostra e qualche volta anche alla vostra salute. Guardate tutto alla luce dell'eternità. Che volete che conti l'essere corteggiati o amati da persone di morale dubbia? Che volete che conti l'essere tenuti in considerazione da persone che non sono in grado di aiutarvi a salire di un gradino nella vita spirituale? Amate questo vostro prossimo e mettetelo continuamente nelle mani di Dio perché Lui operi continui miracoli di conversione. Ma state tranquilli: compite il vostro dovere nel modo migliore, tutto il resto non conta. Ma ora vi voglio accennare ad una categoria di persone che non è difficile incontrare. Sono quei cristiani che qualche volta frequentano anche la chiesa, che vanno a Messa e si dicono bravi. Costoro, davanti a persone che recano loro danno, che li fanno soffrire, dicono come gli apostoli dissero a Gesù quando alcuni non gli permisero di entrare nella città di Samaria: "Gesù, vuoi che preghiamo perché piovano castighi dal cielo e questa città sia distrutta?" (Lc 9,54) Così dicono molti e aggiungono: "Ciò che soffro io devono soffrire anche loro". E non si vuol perdonare. Alcuni cristiani, poi, che si credono impeccabili, vedendo il male del mondo si augurano che il Signore faccia piovere i suoi fulmini sulla terra. No, figli, tutto questo è sbagliato. L'amore del prossimo è un impegno che non si risolve invocando castighi dal cielo, ma invocando misericordia, conversione e pace. Con questi insegnamenti che vi inseriscono nell'amore di Dio e del prossimo, voi realizzerete anche il vostro amore verso voi stessi. Chi ama veramente se stesso? Chi procura con ogni mezzo di assicurarsi l'eterna felicità. Ecco perché ancora insisto e vi dico: sono la Madre del divino Amore e non desidero altro che questo: la risposta alla vostra chiamata qui sia una trasformazione totale della vostra vita, che vi renda capaci di perdonare, di sacrificarvi, di compatire, di amare il vostro prossimo per amore di Dio. Figliolini miei, io vi benedico e vi aspetto sempre a questa scuola di bontà e di amore. Arrivederci! Io vi aiuto e vi amo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Vi addito i magi

Amare, soffrire e gioire

Come si salvano le anime