Fate del rosario un richiamo continuo al bene
12 Aprile 1978 (a Muggiò).
Figli diletti, sia pace a voi! Sono la Regina del santo rosario, e sono desiderosa di pregare con voi e di esporvi i miei desideri, perché il vostro rosario sia veramente un mezzo di salvezza, non solo per le anime vostre e dei vostri cari, ma per quelle di tutto il mondo.
Che cosa chiedete con questa preghiera meravigliosa, che congiunge le vostre anime col cielo e che ha il soave profumo di rose? Voi chiedete grazia e grazie. Chiedete quell'aiuto che vi è indispensabile per poter vivere come visse Gesù, e come vissi io, nella casa di Nazareth. Chiedete di saper soffrire condividendo le sofferenze della croce di Gesù. Chiedete di poter raggiungere il paradiso, dove Gesù salì ed io pure, anima e corpo, e dove vi attendiamo con una schiera innumerevole di angeli e di santi.
Tutto ciò che voi chiedete è buono, e tutto Dio desidera concedervi. Non avete dunque che da rinnovare quotidianamente queste intenzioni, facendo di questa preghiera un mezzo per ottenere.
Ciò che vi è indispensabile, è questo: la preghiera del rosario non deve essere una preghiera meccanica, ma una continua vibrazione d'amore! Vi dissi altre volte che, senza l'amore, la preghiera è come l'armatura esterna di una casa in cui manca la costruzione. Vibrare d'amore, significa far partire dall'intimo del vostro cuore quelle parole che devono essere come una musica divina, che si unisce al canto che continuamente si eleva a Dio nel cielo.
Nel mondo si prega in più parti, ma molte volte la preghiera non arriva al cuore di Dio. Qualche volta l'anima prega in peccato mortale, e non intende lasciarlo poiché ama più il peccato che Dio. Qualche volta l'anima è come avvolta nel suo egoismo, perciò la preghiera non trova la via di uscita per arrivare al cielo. Qualche altra volta anime buone pregano, ma sono troppo superficiali e non chiedono che cose materiali che, se fossero concesse da Dio, porterebbero le anime al male anziché alla santità. Moltissime persone non conoscono e non apprezzano la preghiera, la ritengono anzi un'umiliazione, una perdita di tempo, una cosa inutile e ridicola.
Il vostro rosario deve essere un grido d'amore che richiami molte anime alla fede e al dovere di comunicare con Dio. Deve essere una riparazione per tutti coloro che pregano male, e un invocare pietà per l'umanità che non prega. Se però volete dare al vostro rosario comunitario, e anche a quello familiare, un indirizzo e un'importanza particolare, io v'invito a fare di esso un richiamo continuo al bene.
Come, infatti, potrete recitare i misteri gaudiosi, senza sforzarvi di sentire la voce di Dio che vi chiama a svolgere la vostra missione in casa e nel mondo? E se vedete me, che, lasciando la mia Nazareth, mi reco con sollecitudine in un paese lontano per aiutare Elisabetta, che nella sua vecchiaia deve dare alla luce un bambino, non vi verrà facile il pensare quanto sia gradita a Dio la carità, che voi potete attuare presso chi è nel bisogno? La nascita del mio Bambino non vi farà capire la necessità di aiutare i poveri? E la presentazione al tempio, non riscuoterà il vostro interessamento perché i bambini del vostro tempo siano battezzati e consacrati a Dio?
L'opera più bella di carità e di bene che voi possiate fare, è però sempre quella di aiutare tutti a ritrovare quella fede che ha, come espressione esterna, la frequenza alla chiesa e la pratica dei Sacramenti.
Tutti questi sono i frutti che dovete ricavare dalla prima corona e, mentre chiedete a Dio l'aiuto per esercitare la carità in questo senso, vi verranno spontanei i propositi di migliorare e di perfezionare i vostri legami familiari e sociali.
La seconda corona ha un'impronta di dolore e di tristezza, ma la fede vi mostra, nel sacrificio dell'Uomo-Dio, la grandiosità del dono: la salvezza per tutti. A questa salvezza non si giunge forzatamente, ma accettando e valorizzando il dono. È un dono gratuito, quello che il Padre fa agli uomini dando il suo Figlio unigenito, ed è un dono d'amore quello che il Figlio fa di sé stesso, chiedendo di essere sacrificato per voi.
Per ciò che ricevete e che avete ricevuto, deve sprigionarsi un canto di ringraziamento e di riconoscenza. A chi vi fa un piccolo dono, voi usate dire grazie e chiamate senza educazione colui che non dimostra riconoscenza. A Gesù, che dona tutto il suo sangue e che perpetua il suo sacrificio nel mondo ad ogni ora, voi dovete esprimere gratitudine, promettendo che non sciuperete mai questo dono prezioso! La Messa, la Confessione, i Sacramenti, sono scaturiti dal cuore misericordioso di Gesù. Usarli bene, significa fare dei misteri dolorosi la più bella meditazione.
Non mi dilungo a parlarvi dei misteri gloriosi. La speranza del paradiso trova il suo appoggio, la sua conferma e la sua forza, nella risurrezione e ascensione di Gesù al cielo, e nella mia assunzione, anima e corpo, in paradiso. Che vi è di più efficace e di più importante che utilizzare il dogma, per aiutare la propria fede e per dare a sé stessi costanza nel fare il bene?
Questi misteri, che sono un invito alla gioia, sono anche un richiamo a quella testimonianza che serve a diffondere fiducia, conforto e speranza in tutti. Un cristiano triste non sarà mai un buon testimone di Gesù, poiché la fede insegna e permette di andare incontro anche alla morte con serenità.
Figli, a questo punto v'invito ad allargare le braccia come per accogliere nel vostro cuore le anime di tutto il mondo. Veramente, il rosario diventa così preghiera universale e, con la "Salve Regina", m'invitate a regnare su tutto il mondo. Mi sono dilungata, figli, ma in compenso vi riempio il cuore di gioia, mentre vi benedico largamente. Vi do aiuto e grazie.
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