Siate gioiosi

 

19 febbraio 1972.

Figli miei diletti, sono lieta di rivolgervi la mia materna e affettuosa parola e di ricambiare il vostro sacrificio con quella dolcezza di cui vi andrò, durante questa notte, riempiendo il cuore.

Voi vi siete riuniti qui con un duplice scopo. Avete il desiderio di riparare i bagordi del mondo e di coprire con un manto di purezza e d'amore le brutture di cui si va ricoprendo e volete iniziare bene la santa Quaresima, che vi prepara alla risurrezione di Gesù, dopo avervi additato la sua passione e morte per mezzo della quale si raggiunge la vita.

Io desidero pero che vi rendiate conto come le parole che giorni or sono io vi rivolgevo corrispondono a verità. Vi ho detto che dove è il mio Gesù la vi è la gioia. Noi siamo qui con voi. Ecco perché la vostra gioia deve essere completa.

Vi voglio ripetere l'invito che il mio Gesù faceva ai suoi apostoli: siate gioiosi, e si accorgano tutti che lo stare con Gesù è un dolce paradiso.

Non è vero che voi non invidiate i mondani che perdono il loro tempo in divertimenti peccaminosi? Vi assicuro che uscendo di qui vi sentirete più leggeri. Le croci che pesano sulle vostre spalle e più ancora sul vostro cuore, ve le addolcirò. Se ognuno farà dentro di sé il proposito di voler mantenere quella gioia che acquisisce qui nonostante le avversità, avrà molto più coraggio.

Perché non sapete capire che Dio vi vuole tutti felici? Che importa che ci siano delle battaglie da superare? Si turba forse il bambino che sta in braccio al padre suo o alla mamma, anche se deve attraversare un fiume o salire una montagna? Il bimbo ha fiducia nei suoi genitori e sa che sarà da essi protetto e salvato. Il bimbo vive sereno se sa che è custodito e guidato. Così siete voi, bambini miei.

Il Padre che veglia i suoi figli ad uno ad uno, che risponde ad ogni chiamata, vi tiene stretti a sé. La vostra Mamma celeste non ha altro compito che quello di assistervi e portarvi a salvezza.

Siate gioiosi. La gioia è come una fontana che, mandando acqua su tutti coloro che hanno sete, li disseta e li rinfresca. La gioia è come un profumo di pane saporito che invita altri a gustarlo. La gioia è come una sorgente di luce che fa piovere i suoi raggi su chi è nell'oscurità e nelle tenebre.

Siate gioiosi, vi ripeto. La fonte della gioia è Dio. Riempitevi di Lui amandolo e diffondetelo facendolo amare. Se capirete questa verità, non vi capiterà d'invidiare coloro che vivono diversamente da voi.

I giovani aspirano al matrimonio e corrono alla ricerca dell'anima che può procurar loro la gioia. Figli, la ricerca deve essere fatta in questo senso: cercate Dio nell'anima che incontrate, poiché è Dio che lega i cuori e li mantiene uniti. Solo così vi è la gioia.

I padri, le madri cercano la gioia e la chiedono ai loro figli. Desiderano che i figli siano buoni, per la loro soddisfazione. No, no. Essi devono portare e conservare Dio nel cuore delle loro creature. Solo così si raggiunge una gioia comune.

I religiosi e i consacrati cercano la santità, una santità fatta a modo loro in cui la soddisfazione personale ha molta importanza. No, figli, dovete cercare Dio, un Dio crocifisso, abbracciando il quale potrete dire: "Non temo nulla, né la malattia, ne la morte, né la persecuzione". Potrete anzi dire che servire Dio è regnare, ed avrete perfetta letizia.

A tutti dico dunque con tutto l'affetto del cuore: continuate a cercare Dio in tutto. Sia che voi pregate come quando lavorate, o soffrite, o amate, o gioite, o piangete, o studiate. Cercate Dio se volete essere felici in questa vita e nell'altra.

La vostra preghiera che sta occupando le ore notturne, ha per scopo la riparazione. Voi state mettendo Dio al suo posto, dove gli ingrati, i cattivi, gli increduli l'hanno cacciato. Voi gli donate i cuori degli uomini, nei quali si vanno annidando come serpi, cattivi pensieri e affetti impuri. Voi offrite a Dio le menti degli uomini perché la luce della verità si faccia strada.

Voi offrite il lavoro, che gli uomini compiono nel mondo tanto forzatamente da assomigliarlo al lavoro degli animali da soma o a quello dei lavori forzati, e così, facendo questa offerta, voi portate Dio fra i lavoratori e li rendete più buoni e più sereni.

Ma ora vi prego io stessa dicendovi: portate Dio nelle vostre chiese con la vostra preghiera assidua e piena di fede che trascini gli altri e, comunicando Dio a tutti, possiate donare a tutti i miei figli conforto e gioia, anche a coloro che non sanno attingerla alla fonte. Così dev'essere la vostra riparazione. Così sarete voi pure graditi a Dio.

Vi benedico, figli. Continueremo più tardi la lezione e vi diremo che cosa sarà necessario fare per santificare il tempo quaresimale. Se mi amate, come me ne state dando la prova, nessuna cosa vi sembrerà difficile o impossibile.

Cercate nella vostra vita di realizzare quella che è la volontà di Dio a vostro riguardo. C'è una volontà di Dio comune a tutti. È questa: che ognuno cerchi e ami Dio con tutto il suo cuore e che ami il prossimo come se stesso. Su questa base ognuno deve costruire il proprio edificio spirituale secondo la grazia che Dio gli dona.

Vi dirò poi con più particolari. Vi sia intanto di conforto il sapere che da questa nottata di preghiera scaturiranno grazie innumerevoli di conversione, di santificazione e una gioia senza limite.

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