Preghiera riparatrice
14 febbraio 1972.
Figli miei diletti, ravvivate la vostra fede e vedeteci con voi ogni volta che vi riunite, sia che vogliate chiedere favori, come quando avete desideri d'amore e di riparazione. Siamo qui e vi benediciamo.
Voi siete come quei buoni amici, quei cari figli che non volete mai staccarvi da noi e che godete delle nostre tenerezze, anche quando voi non le sapete capire ed apprezzare.
Qualche volta anche voi, care mamme, e anche voi papà, nascondete sotto un aspetto severo un cuore tenero e pieno d'affetto.
Così succede di noi. Vi chiediamo sempre qualche cosa, ora le lacrime, ora una sofferenza fisica, un'altra volta una sofferenza morale. Sappiamo che queste cose sono preziose per noi, per voi e per gli altri. Nascondiamo così il nostro amore.
Chi ci capisce sa che queste richieste si fanno agli amici. Chi non ci ama e non ci capisce, bestemmia, si ribella e chiama Dio ingiusto.
Non meravigliatevi di questo comportamento sia da parte di Dio che da parte dei vostri simili. Non vengono molte volte classificate male le persone di questo mondo, anche se fanno o pensano di fare del bene a tutti?
Voi siate buoni, abbiate fede e credete al mio amore di Mamma che io attingo dal cuore amorosissimo del mio Gesù.
Ecco, vorrei per un istante, come Regina del mondo, portarvi con me al di sopra delle nubi, negli spazi infiniti e vorrei mostrarvi tutti gli uomini della terra. Ne rimarreste inorriditi. Vedreste come una marea di anime rivolte contro Dio per imprecare e rivolte fra di loro per odiarsi e combattersi.
Se dovessi indicarvi come malati tutti coloro che sono in peccato mortale, vi dovrei dire che il mondo è un immenso ospedale.
Ebbene, come voi ricorrete alle cure del medico perché risani le parti doloranti del vostro corpo, così il Signore non lascia senza cura gli uomini, che anzi si fa Lui stesso Medico e sceglie i suoi collaboratori perché si possano somministrare a tutti i rimedi adatti. Voi siete nel numero di quelli. La vostra forza risiede soprattutto nella preghiera, ma la vostra esperienza di medici aiutanti la fate proprio nel passare per quelle difficoltà che molti vostri fratelli hanno incontrato e incontrano.
Ecco perché vi ringrazio di questa bella preghiera riparatrice. Con essa voi mi date una mano a riparare gli strappi, proprio come fanno le mamme con i loro bambini, quando dopo il gioco o dopo una salita scabrosa in mezzo ai boschi, riparano i vestiti che essi, incespicando, hanno rovinato. Così io riassetto. Voi mi preparate il filo, l'ago, il ditale; mi aiutate, mi date sollievo, continuate la mia opera.
In che modo? Con la preghiera, che in definitiva non è che amore. Poi vi sono le esperienze. Voi avvicinate molti, potete avvicinare parenti ed amici, conoscenti e sconosciuti. Li avvicinate interessandovi dei casi loro, non considerandovi superiori, ma come persone che sono passate per la stessa via. Che vi fa comunicare con loro, con tutti è la carità, quella virtù che vi fa ridere con chi ride, piangere con chi piange.
Quando avete capito qual è la malattia di cui sono affetti questi cari figli, voi li presentate al Medico celeste, al Primario dell'ospedale, direste voi, a cui spetta di dare il giudizio e di far conoscere il referto ai pazienti. Se la vostra opera sarà docile e sottomessa a quella del mio Gesù, avverranno molte guarigioni in questo mondo. Si salveranno molte anime. Come vorrei parlarvi ad uno ad uno e insegnarvi a trar profitto di tutto.
C’è qualcuno, ogni tanto, che dice: "Gesù, tu porti una croce troppo pesante, mettila un po' sulle mie spalle!". Quant'è bello questo invito. Il portare la croce di Gesù è un atto di riparazione per tanti che si ribellano. La riparazione è dar gioia al posto di chi fa soffrire.
Il carnevale in se potrebbe essere anche una cosa buona. Se il divertimento lo si intendesse come sollievo della mente, del cuore, del corpo, come riposo fisico e spirituale, sarebbe benedetto. Ma vedete che non e così. Molti figli miei trasformano questo periodo dell'anno in una pazzia e il mondo in un manicomio.
Ebbene, la riparazione faccia rinsavire, risanare i malati mentali che svisano il significato della vita, della fede, della morale.
Figli, se riparate, consolate me e il mio Gesù. Se riparate contribuite alla salute dei malati spirituali. Se riparate vi fate dei meriti, pagate per chi non paga e diventate creditori alla banca di Dio.
Finché vivete qui sulla terra, potete aumentare il vostro patrimonio spirituale e con poco, guadagnare molto.
Continuate in questi giorni quest'opera benefica della riparazione; avverrà per voi come per gli apostoli che erano al seguito di Gesù e si dolevano perché avevano con loro un solo pane e pochi pesci per sfamare una moltitudine di persone. Ma che fece il mio Gesù? Li moltiplicò nelle sue mani.
Anche ciascuno di voi ha poco. È solo un pane quello della vostra preghiera e del vostro sacrificio, della vostra collaborazione, ma datelo a Lui quel pane e vedrete quante persone saranno trasformate da questa offerta.
Figli, vi benedico tutti. A chi è venuto per la prima volta dico: ritorna! A chi viene solitamente dico: persevera! A tutti dico: amate, pregate e riparate.

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