La presenza di Gesù porta felicità

 

13 febbraio 1972.

Figli miei, buona sera a voi! Ecco, sono qui per dirvi che giustamente mi chiamate "Causa della vostra gioia", perché io vi ho portato Colui che rallegra i cieli e la terra con la sua immensità e grandezza e con il suo amore.

Non hanno detto gli angeli ai pastori: "Vi annunzio una grande gioia. Oggi a Betlemme è nato il Salvatore"? Era Lui, il mio Gesù, che poteva dare allegrezza, serenità e pace a tutti i cuori.

Ancora oggi si ripete lo stesso annuncio da parte mia, e a tutti coloro che vogliono godere gioie paradisiache, io dico: ecco, vi dono il mio Figlio. È sempre lo stesso, Figlio di Dio. Dio è felicità senza fine e chi lo accoglie gode di Lui fino a sentirsi scoppiare il cuore dalla gioia.

Già la sua vicinanza, quando visse tra gli uomini, dava gioia. Ricordate Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor? Gesù aveva scoperto un lembo della sua divinità. Era bastato quello perché quegli apostoli non capissero più nulla, fino al punto di chiedere di restar sempre sul monte in contemplazione.

E la folla che lo seguiva e pendeva dal suo labbro, non è vero che dimenticava persino il cibo e il riposo pur di ascoltarlo, pur di stargli vicino?

Così, figli, ricordate i discepoli di Emmaus? Erano con Lui e sentivano che il loro cuore batteva più forte ed esultavano.

La presenza di Gesù porta felicità ai cuori. Lo constatate anche voi, quando vi commuovete e vi riempite di tenerezza e di gioia davanti ai piccoli segni che vi attestano la sua presenza in mezzo a voi.

Oh, se voleste veramente approfittarne! Se voleste ricordare ogni volta che vi riunite in preghiera qui ed anche altrove, le parole di Gesù: "Dove saranno due o più persone riunite a pregare, io sarò con loro". Non dimenticate questo impegno da parte del mio Signore e gioite poiché non siete mai soli a supplicare il Padre.

La vostra gioia sia vera e completa nel limite del possibile. Vi sia quella serenità che deriva dall'affetto che vi unisce, come quello che univa i primi cristiani.

Anche nel momento della prova essi gioivano. Non avete letto che "andavano ilari al martirio, felici di poter soffrire qualche cosa per Lui, per Gesù"?

Tutto diventa gioioso per il vero cristiano, che in ogni avvenimento lieto o triste sa accogliere la volontà di Dio e trova motivo per dargli gloria.

Non avete forse incontrato anime che al colmo della sofferenza hanno saputo inneggiare a Dio? Non vi è rimasto l'esempio di molti santi, che persino nel momento più cruciale della vita, il punto estremo nel quale dovevano rendere la loro anima a Dio, cantavano o vollero che altri cantassero e che chiamarono la morte sorella? E come tale non l'hanno accolta con benevolenza e con gioia, sicuri che essa tenesse la chiave del paradiso?

La vita del cristiano è una dura battaglia da combattere con serietà ma anche con serenità e con gioia, poiché al vostro fianco c’è un Capitano invincibile e, affidandovi a Lui, la vittoria è certa. A guidarvi a battaglia c’è la vostra Regina, sempre trionfante.

Su, dunque, figli! Ogni amarezza desidero cambiare in gioia per voi. Guardate in faccia la vostra vita e dite: "Stiamo camminando verso la vetta. Dobbiamo santificarci. La santità è gioiosa, poiché è pur vero che un santo triste è un tristo santo".

La santità è il possesso di Dio dentro di voi nel modo più completo. Non dovete possedere un Gesù a qualche modo. Come io ve l'ho dato, così lo dovete possedere e dare.

Gesù è il Salvatore. Se è in voi con la sua grazia, vi salva. Gesù è Redentore. Egli vuole redimere tutti gli uomini. Li vuol liberare dalla schiavitù di Satana, vuol donare a tutti la libertà. La libertà è vita. Se viene usata per il bene, da gioia.

Oh, la gioia del bene compiuto, quanto è efficace e bella! Un cristiano che fa il bene gioiosamente, fa due volte il bene: fa un bene materiale e un bene morale. Chi vive con persone serene, guadagna spiritualmente e fisicamente. Anche la salute, si, ne ha vantaggio. Voi usate dire che il riso fa buon sangue; io vi dico ancora meglio: che la gioia vi allunga la vita.

Voi direte: ma non è fissata l'ora della nostra morte? Si, ma se la vostra vita sarà stata gioiosa nel senso che avrete diffuso la gioia, anche il vostro ricordo, reso più vivo in chi rimane, sarà come un prolungamento della vostra vita.

Siate sereni, figli! Alle volte voi vi turbate perché i vostri cari non credono tutto ciò che credete voi. Ma no, siate riconoscenti al Signore del dono che vi fa, e chiedetelo anche per loro. Se sarete sereni, si convinceranno che voi avete imparato delle belle e grandi cose e con il tempo crederanno anche loro.

Ne con la forza, ne con la sferza, ne con viso accigliato il mio Gesù ha insegnato la sua dottrina. Egli vi ha detto: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore" e non si è alterato che rarissime volte, quando dovette dimostrare con forza lo zelo che divorava il suo cuore e dovette dimostrare come la casa di Dio è casa d'orazione. Ebbe parole forti per condannare la superbia e l'impostura perché doveva far conoscere la gravità di questi difetti.

Amate la pace, sappiate mantenerla nel vostro cuore, superando anche le difficoltà che vi circondano. Sappiate gioire di ogni piccola cosa e diffondete lo spirito di ottimismo, ringraziando tutti e sempre con entusiasmo.

Figli, la Mamma vostra sia sempre causa a voi di gioia, una gioia inalterabile che continui in paradiso, dove il mio Gesù si donerà a ciascuno in modo perfetto.

Vi benedico, figli miei, e vi amo. Arrivederci ancora e sempre!

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