Sono la madre degli orfani
2 gennaio 1972.
Figli miei diletti, sono qui a parlarvi e ad ascoltarvi. Sono la Madre degli orfani. Sono qui ad asciugare le lacrime di molti e a chiedere conforto ai miei dolori.
In queste solennità in cui la Mamma assume un'importanza tutta particolare, io voglio rivolgermi con tanto amore a coloro che piangono la perdita della persona più cara che, dopo aver dato la vita alle sue creature, le ha dovute lasciare, forse improvvisamente, forse immaturamente perché, cessato per lei il periodo della prova, è stata chiamata dal Padre per il rendiconto.
Vi fanno tanta pena gli orfani, specie se in tenera e giovane età. V'invito a ricordare le migliaia e migliaia di innocenti che per la cattiveria degli uomini o per qualsiasi catastrofe che possa essere piombata sulle famiglie, sono stati privati della loro mamma o del loro papà. V'invito a pensare alle stragi delle guerre e a tutti quei mali che colpiscono l'umanità come castighi e che seminano tanto dolore.
Ebbene, io vorrei avvicinarmi ad ogni figlio o figlia rimasta orfana per dire la parola sicura della fede. Vorrei dire: non piangere, non affliggerti eccessivamente. Se il tuo cuore ha bisogno di essere liberato dal peso del dolore che l'opprime, se il conforto delle lacrime non ti è negato, fa che non sia mai un senso di abbandono o di disperazione che ti fa parlare o piangere. Fa che nella luce dei divini insegnamenti si ravvivi la tua fede.
Tu lo sai, vorrei dire ad ogni orfano, che il viaggio da questa all'altra vita è obbligatorio, ma che dovrai pervenire anche tu all'altra sponda, perché la residenza definitiva è proprio là, dove ora sono i tuoi genitori. Scorgili intanto, per la misericordia di Dio, nel suo regno.
Qualunque possa essere stato il comportamento dei tuoi genitori, fidati del Signore e pensali in un luogo di salvezza, pensali pure in paradiso. Se tu preghi e ricorri ai tuoi cari per aiuto, muoveranno tutto il paradiso per aiutarti.
Forse certi genitori non furono edificanti nella loro vita, non importa. Fate un atto di fede nella bontà di Dio e pregateli ugualmente. Se non potranno aiutarvi loro, saranno altre mamme, altri papà che correranno in vostro aiuto.
L'orfano è veramente tale solo quando i propri genitori fossero dannati, ma nella comunione dei santi e nella carità di Cristo, se pregate, tutti i santi del paradiso vi saranno padri e madri.
La lontananza momentanea deve essere un invito per voi a praticare non solo le virtù teologali: fede, speranza e carità, ma anche le virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, perché praticando queste virtù, sarete degni di raggiungere nel cielo coloro che vi hanno preceduti.
C'è un modo per stare in continua relazione con i vostri cari. Non è il chiamarli attraverso la pratica dello spiritismo o della magia più o meno nera, e nemmeno con il cosiddetto gioco del tavolino, come comunemente lo chiamate voi. Tali cose sono assai pericolose, poiché, mentre voi pensate di comunicare con le anime dei vostri cari, sono anime dannate o spiriti maligni che vi rispondono. È invece congiungendo le mani in una devota ed umile preghiera, con l'offerta e l'adesione della vostra volontà a quella di Dio, che gli dite tutto il desiderio di congiungervi spiritualmente alle anime dei vostri cari.
A tutti gli orfani della terra mando in questo momento il mio abbraccio affettuoso e materno. Ma figli, vi devo dire con tanto dolore che il mondo è pieno di veri orfani. Figli che non vogliono Dio per Padre e che rifiutano pure di avere me per Madre. Sono le anime che negano, calpestano Dio e lo oltraggiano col peccato mortale volontario. Sono i peccatori che ancora ripetono: "Non ti voglio servire" e preferiscono prendersi il maligno per padre. La strada dell'iniquità è più facile che quella del bene, e questi figli che pur sono costati il sangue del mio Gesù, calpestano la sua legge e i suoi doni d'amore.
Come vorrei, figli, che voi capiste la grandezza di questo dolore. Dio li ama e li va inseguendo su ogni via, per richiamarli accanto a sé. Si serve di tutto. Qualche volta si serve della gioia, qualche altra del dolore, della croce, di dissesti finanziari, di contrarietà. Vede quei figli perdersi e li richiama anche a mezzo mio.
Io non dò sosta al mio amore materno. Mi mostro qualche volta sanguinante, qualche volta in sogno. Chiamo per vie ordinarie e straordinarie. Ma quanto dolore! Quando una mamma viene insultata e maltrattata dal proprio figlio, può capire in minima parte il mio dolore.
Sono la Corredentrice del genere umano e sono milioni i figli che ostinatamente mi rifiutano. Vogliono essere orfani, forse eternamente orfani. Se sentite compassione per coloro che perdono i loro parenti, muovetevi a pietà di questi orfani e del mio cuore di Madre. Aiutatemi, figli, e invocatemi per tutti, ma specie per coloro che se continuano a negare e ad oltraggiare Dio e la sua Mamma, andranno miseramente perduti.
Figli, grazie per il conforto che mi date e che mi darete. Ogni anima che porterete a me con le vostre preghiere, con le vostre parole e con i vostri sacrifici, sarà un dono per me, che ricambierò generosamente in modo regale.
A tutti, figli miei, orfani involontari e orfani in attesa dell'abbraccio della Mamma, il mio bacio affettuoso e la mia benedizione.

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