Il precetto della messa festiva
28 dicembre 1971.
Figli miei diletti, eccomi qui a riprendere con cuore materno la mie lezioni che devono essere alle vostre menti fonte di luce.
Sono oggi qui a tenervi una lezione di massima importanza, che dovrete far conoscere a tante persone. Vi voglio parlare dell'osservanza di un precetto che sempre più viene trascurato dai cristiani: quello della Messa festiva.
La religione, figli, è il legame che unisce l'uomo a Dio. È un legame di amicizia e di amore, ma anche un legame che comporta il pagamento di un debito contratto, che sarebbe insolvibile se non vi fosse come intermediario il mio Figlio divino. Egli paga per tutti e per ciascuno. È anche un legame di riconoscenza, che lega l'uomo al suo Creatore e Signore.
L'amore si dimostra con la sottomissione, la riconoscenza con l'offerta di ciò che si possiede; il debito lo si paga con l'immolazione. Mentre dell'amore e dell'offerta personale potete fare la vostra offerta giornaliera, l'immolazione vostra, di tutti e di ciascuno, non avrebbe nessun valore se non fosse unita all'immolazione della croce.
Dai primi tempi della creazione, risalendo fino ai primi uomini, tutti hanno sentito il bisogno di sacrificare ed immolare delle vittime o di fare delle offerte al Dio vivente.
Da Abele, che sacrificava gli agnelli più belli, fino al sacrificio delle tortorine per il riscatto del figlio primogenito, è stata sempre una meravigliosa serie di omaggi, che in modo anche cruento volevano testimoniare fedeltà a Dio e pentimento dei propri peccati.
Anche i pagani capirono l'importanza del sacrificio e pur essendo false le divinità a cui l'offrivano, dimostravano la loro fede.
Dopo la passione e la morte del mio Figlio Gesù, si sostituì il grande Sacrificio a tutti gli altri, che ne erano solamente un simbolo ed una preparazione.
Il sacrificio chiesto ad Abramo di sacrificare il figlio Isacco, ebbe il suo compimento in quello a cui l'eterno Padre sottopose il suo Figlio divino.
Gli uomini hanno dunque a loro disposizione il mezzo unico e valido per placare la giustizia divina, irritata per i peccati dell'umanità, e quello più efficace per ottenere santificazione e grazia: la santa Messa.
Come nell'Antico Testamento, anche ora e lungo i secoli, l'uomo non può esimersi dai doveri che ha verso il suo Dio.
Ogni giorno di vita è un dono, e ogni giorno dovrebbe ringraziare il Signore di tutto ciò che riceve. I buoni cristiani sentono questa necessità, ed essendo di poco valore il grazie che essi possono elevare al cielo, si servono della Messa in cui è Gesù stesso che ringrazia per loro.
Ma chi non trova il tempo o non ha la possibilità di partecipare giornalmente alla Messa, ricorre a quella festiva che, abbracciando tutti i giorni della settimana come in un unico fascio, li depone sull'altare del Signore.
Dice infatti il comandamento di Dio: "Ricordati di santificare la festa", al quale si aggiunge la voce della Chiesa che insegna come soddisfarlo: "Parteciperai alla Messa la domenica e le altre feste comandate".
Figli, come è possibile svincolarsi da doveri tanto gravi? È vero che necessità impellenti vi possono sciogliere da questo obbligo, ma perché con tanta facilità si vanno trovando i motivi per esimersi? Forse che il vostro Dio non ha il diritto di essere onorato, di ricevere una riparazione valida, di essere ringraziato in modo degno e di essere supplicato per mezzo del Figlio, che unico fra tutti gli uomini merita di essere esaudito, essendo l'Innocenza e la Santità stessa?
Vi sono alcuni miei figli che, non avendo idee ben chiare in mente, pensano di poter sostituire la Messa con altre pie pratiche. No, figli, nessuna preghiera e nessun sacrificio può equivalere alla Messa. Vi spiego con un paragone.
Se anche voleste mettere assieme ed offrire al Padre il sacrificio di tutti i santi, di tutti i vergini, di tutti i martiri, se voleste girare a piedi tutto il mondo, se vi martoriaste il corpo e se voleste fare penitenze prolungate a non finire, tutto ciò non varrebbe quanto una Messa. E se a tutto questo vi aggiungeste anche le pene tremende del purgatorio, non fareste che una misera somma da offrire a Dio, che non servirebbe a cancellare nemmeno un peccato mortale.
La Messa ha un valore infinito. In essa e per essa, potete chiedere tutto ciò che vi sta a cuore. In essa Gesù è dalla vostra parte, supplica, prega per voi e vi ottiene, poiché la sua voce si identifica con quella del Padre.
Siate dunque solleciti, figli, ad acquistare questo prezioso tesoro.
Ricordate quel mio caro figlio, Padre Pio, che, conoscendo il valore della Messa, chiese al mio Gesù di poter celebrare fino all'ultimo giorno della sua vita.
Avviene in qualche famiglia che solo la mamma ascolta la Messa festiva. Ebbene, sia così grande la sua fede e il suo fervore da poter rappresentare tutti i familiari davanti all'altare di Dio, e la preghiera fervida e l'offerta del suo dolore valgano ad ottenere la conversione a tutti.
Figli, due sono i modi per attirare i castighi di Dio sulle famiglie e sul mondo: la bestemmia e il trascurare la Messa festiva.
Fate in modo che il mio incitamento all'osservanza dei comandamenti di Dio, specie del secondo e del terzo, sia conosciuto da tutti e da tutti praticato.
Figli, la mia benedizione materna vi riempia il cuore di gioia infinita e celestiale.

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