La vita è un dono immenso
14 novembre 1971.
Figli miei diletti, sono qui a consolare coloro che piangono, a rallegrarmi con coloro che gioiscono e ad ammaestrarvi nelle divine verità.
Sono la Vergine Immacolata, sono la Madre vostra che tutto può. Non temete, abbiate fiducia. Suvvia, fatevi coraggio! Deponete nel mio cuore ciò che vi turba. Guarderemo insieme le vostre pene e le condivideremo, le analizzeremo insieme e vedrete che i mali che vi affliggono non vi sembreranno più tanto gravi. Io vi suggerirò i mezzi e le medicine più adatte.
Finché c'è vita, c'è speranza, voi dite. Ed è realmente così. È soltanto necessario che voi abbiate ad agire in modo da poter dire che avete fatto tutto ciò che era in vostro potere.
Se qualche mancanza al vostro dovere può avere inciso sul vostro andamento familiare, voi invitatemi, mediante il pentimento e la preghiera, a riparare i vostri sbagli e tutto si risistemerà.
Occorre fede e pazienza. Una mamma che ha fatto sempre il suo dovere ha tutto da sperare.
Se viene un temporale e fa chinare il capo al frumento che è nei campi, voi vi rammaricate, ma se torna a splendere il sole, quelle pianticelle si rizzano ancora e tornano belle come prima. Fate sorgere il Sole della grazia in voi e portatelo a tutti i vostri cari; vedrete che non potranno rimanere indifferenti. Tutto si accomoda, figli miei. La morte sola è irrimediabile.
Ora voglio farvi capire una grande verità. Il mondo attuale poco valore dà al dono della vita e molti si domandano: "Perché siamo nati, se dobbiamo soffrire e morire?".
Vi spiego, figli: la vita è un dono di Dio, è un dono d'amore, poiché nessuno avrebbe diritto di chiedere di esistere. È un dono d'amore anche vicendevole, poiché ogni persona che viene in questo mondo dovrebbe essere un frutto d'amore. La vita è un dono per se stessi, per chi la possiede, poiché è un dono immortale che si prolungherà nell'eternità.
Dio ha formato l'uomo anima e corpo, e questo capolavoro ha uno scopo: cantare la magnificenza di Dio nel tempo, dare testimonianza di Lui nel mondo e continuare nell'eternità quella vita di armonia, di gioia e di gloria iniziata sulla terra.
Se il peccato ha causato il dolore, non per questo la vita diventa meno preziosa. Anche nel dolore l’uomo può trovare la gioia. Non diceva S. Paolo: "Sovrabbondo di gioia in mezzo alle tribolazioni"? Non hanno chiesto alcuni santi di soffrire e di essere martirizzati nel corpo e nello spirito? E non per questo erano tristi, poiché non esiste una santità triste.
Gioire in mezzo al dolore può essere considerato da voi un eroismo, ma se guardate le vostre preoccupazioni con l'occhio della fede e con un certo ottimismo, oltre che con fortezza e con fiducia, vedrete che le vostre pene vi sembreranno, se non irrisorie, certamente molto meno gravi.
La vita assume al vostro sguardo un vero valore: oltre che a testimoniare, siete chiamati a collaborare nella grande opera della redenzione. Compite in voi quella parte che, essendo frutto di accettazione della volontà divina, completa la passione del mio Gesù.
La vita è dunque un dono immenso per voi stessi e per gli altri e ognuno deve dire di sé: "Io esisto per dare gloria a Dio e per aiutare i fratelli". Ognuno di voi ha ricevuto la vita, dono d'amore, e la deve dare come tale.
Se non vi spiegate questa verità, osservate coloro che l'hanno messa in pratica nel modo migliore.
Se pensate ai missionari che abbandonano casa e patria mettendo a repentaglio la loro vita per gli infedeli, ne avete un'idea.
Se pensate a tutti coloro che in un sacrificio completo, rinunciando alle gioie più pure della vita, sepolti in un convento immolano se stessi per le anime, ne avete ancora una bella immagine.
Ma se guardate anche solo il sacrificio diuturno di una mamma tutta dedita al bene spirituale, morale e fisico dei propri figli, voi potete capire quanto vale la vita. Tutto sta nel saperla accettare, condurre, santificare.
Il dono della vita viene da Dio ed Egli solo ha diritto su di lei. Distruggere la vita con l'omicidio è arrogarsi un grande diritto di Dio, è offenderlo gravemente.
La vita umana, semplice e complessa, comprende la vita dell'anima e quella del corpo. Esiste un uomo sano quando le due vite sono sane. Quando l'anima è in peccato mortale, non è più un uomo che vive, ma un cadavere che passeggia per le vie e che abita la propria casa; invece, se la vita spirituale è rigogliosa, la vita del corpo le è sottoposta per quella superiorità che Dio le ha dato e tutto procede con ordine.
Forse che in un corpo imperfetto l'anima soffre? Oh no! Voi vi rammaricate quando i vostri figli non godono di quelle doti che li rendono pari agli altri, ma ricordate che le anime di questi figli che il più delle volte conservano l'innocenza battesimale, sono l'ammirazione di Dio ed in cielo saranno la gloria dei loro genitori, se essi avranno saputo accettare anche questa umiliazione.
Coraggio, dunque, figli miei. Sappiate che la vita vale sempre la pena di essere vissuta. Dipende da voi di saperla valorizzare e renderla preziosa per voi e per gli altri.
Non dite più e ditelo anche agli altri: "Perché sono al mondo? Sarebbe meglio se non fossi nato". Di uno solo si poté dire così: di Giuda. Finché potete sperare nella salvezza eterna, vale sempre la pena di vivere tutta una vita anche piangendo.
Vi benedico tutti, figli miei. Il pensiero del cielo vi dia gioia come io con un abbraccio in questo momento ve la dono.
Benedico tutti e benedico tutti quegli oggetti religiosi che portate con voi. Teneteli nelle vostre case con particolare devozione, vi produrranno frutti di grazia.
Figli, vi faccio un invito. Volete portarmi tanti bambini nel giorno della mia presentazione al tempio? Li benedirò in un modo tutto particolare. Vi aiuterò a crescerli bene e saranno la vostra consolazione.

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