La fedeltà nel matrimonio
16 novembre 1971.
Figli miei, siate benedetti. Ecco, mi presento a voi: sono la Vergine e Custode della famiglia. La famiglia, cellula della società, è minata alla base. Distrutto il santuario domestico, andrà in sfacelo la società e la Chiesa.
Che cos'è la famiglia, figli? È il riflesso umano di ciò che è in cielo la Trinità santissima. Sono i coniugi due anime che si incontrano e si amano fino al punto di farsi reciprocamente una donazione completa. Anima e corpo, in una fusione completa, devono cooperare all'opera divina della creazione. È un completarsi vicendevole per compiere un insieme perfetto e per rendersi strumenti adatti alla crescita, alla formazione e all'educazione di colui che è il frutto di un amore tanto grande: il figlio.
Visto così il matrimonio, come lo ha voluto Dio e come lo ha santificato Gesù facendone un sacramento, è una grande cosa da cui dipende l'avvenire del mondo.
La fedeltà dei coniugi è una nota caratteristica che proviene dall'amore. Amare significa essere fedeli, poiché l'infedeltà è assurda quando si ama. L'amore è unico. Due esseri si amano per l'eternità e si giurano fedeltà. Non si può cambiare persona, non si può dividere o trapiantare l'affetto. O si ama o non si ama. Solo davanti ad un amore che non è mai esistito si desidera cambiare persona.
L'amore nel matrimonio è un comando, è una necessità. Solo chi ama può capire le necessità del compagno o della compagna della propria vita. Solo chi ama è in grado di condividere gioie e dolori, di compatire i difetti e di sopportare ciò che nell'altro coniuge costituisce miseria o debolezza.
Che due coniugi si amino quando nel fiore degli anni la vita sembra sorridere, è cosa facile. Ma come si può chiamare amore quel sentimento così labile che passa come farfalla ad attingere nettare ad ogni fiore, o che davanti ad una sofferenza o ad una debolezza dell'altro, preferisce abbandonare il tetto coniugale?
Il vero amore lo si dimostra nel bisogno. Che sarebbe di un figlio, se la mamma lo abbandonasse perché malato?
Se i coniugi capissero qual è il vero amore e vi si preparassero con decisione e con vera comprensione, quanto sarebbe bella la famiglia, in cui si vivrebbe l'uno per l'altro, con la gioia di sacrificarsi per chi è nel bisogno!
Il matrimonio, figli, è il grande sacramento. È la strada maestra e comune per la quale si incamminano i figli di Dio per raggiungere la santità e per arrivare al cielo.
Forse che le difficoltà devono mancare se si vuole arrivare alla vetta? Se si scala una montagna, s'incontrano precipizi e pericoli. Dovunque c'è la croce, e chi si ribella ad essa ne troverà una più pesante e troverà più difficile il cammino.
Si cammina in cordata nel matrimonio. Bisogna avere fede, e se a un coniuge manca, occorre pregare, supplire, aiutare, pazientare e soffrire. In paradiso, in carrozza non va nessuno.
È sempre con la pratica della virtù cristiana e specie della carità che si arriva ad ammorbidire i cuori duri.
L'amore vince la morte. L'amore di una sposa che vive la vita cristiana con piena consapevolezza, arriva a convincere il cuore del marito, che il peccato ha reso come morto alla vita della grazia.
È indissolubile il matrimonio, ve lo ha detto Gesù nel Vangelo: "Chi ripudia la propria moglie e si unisce ad un'altra donna commette adulterio".
Figli, vi è stato detto ancora: "Ciò che Dio ha congiunto l'uomo non separi". Si parla del sacramento dell'amore umano che unisce l'uomo alla donna indissolubilmente. È per il giuramento fatto davanti a Dio che non si può sciogliere questo legame. È in riguardo alla società che occorre mantenere fede a questo giuramento. È per la propria salvezza e per la dignità dell'uomo che occorre essere fedeli.
Forse che anche umanamente, nello stabilire i vostri contratti, siano essi di lavoro o di affari, non dovete tener fede ai patti? E non vi sono forse pene, sanzioni, castighi, per chi vien meno ai propri impegni?
Figli, il matrimonio vissuto e santificato nell'osservanza della legge di Dio, è garanzia non solo di ordine e di pace, ma dona anche ai coniugi un aumento continuo di grazia. Gli atti più umili e più umani inerenti ai propri doveri, diventano fonte di grazia e di gioia, per cui la santità diventa facile. I doveri compiuti per amore sono benedetti da Dio, che vede nella famiglia quel santuario in cui regna sovrano. La provvidenza non abbandona mai coloro che, fidandosi del Signore, si mettono al suo servizio.
La famiglia umana compie sulla terra l'opera meravigliosa di aiutare Dio nella creazione e attende il suo premio nella celeste Gerusalemme.
Figli, possano questi miei insegnamenti, convalidati dalla vostra preghiera e dalla grazia, penetrare nel cuore di tutti i cristiani e portare i loro frutti.
Io benedico le vostre famiglie, anche quelle in cui la discordia minaccia continuamente la pace.
Ricordate che con la pazienza e con l'amore si ricostruisce anche ciò che sembra irrimediabilmente perduto. Pazienza e amore sono il cemento che consoliderà la costruzione familiare tanto danneggiata e traballante.

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