Io sono la divina Pastora
4 luglio 1971.
Figli miei, eccovi qui pieni di fervore e di desideri di bene, numerosi e devoti nonostante il caldo. Grazie, figli, il vostro sacrificio è il mezzo migliore per dimostrarmi il vostro amore. Io vi dimostro il mio, fatto di sollecitudine e di bontà materna. Oggi vi voglio dire: io sono la divina Pastora delle vostre anime e come tale vi custodisco e vi chiamo. Vi conosco tutti per nome, un nome comune che è quello di figli di Dio; Dio è il mio Padrone supremo ed io sono al suo servizio. Come le anime vostre sono partite dal cielo, Egli vuole che, collaborando con il suo Figlio, io abbia a riportarle al cielo. Ma vi conosco anche individualmente con il vostro nome di battesimo e vi chiamo con tanta dolcezza con questo nome che è sacro e vi faccio gli inviti più impensati. Vi conduco ai pascoli eterni provvedendo ai vostri bisogni. Vi do il pane salutare di puro frumento, il pane eucaristico, il sangue purissimo e vi conduco alle sorgenti di acque fresche che vi dissetano e vi donano vigore: le acque della grazia, che vi lavano e che, detergendo le vostre lordure, donano al vostro abito quello splendore dell'abito nuziale desiderato dal Padre. Figli, non avete che da comportarvi con me come pecore docili e a fare dei comandi che vi impartisco oggetto di premurosa obbedienza. Non dovete essere pecore matte che vanno in cerca di pascoli proibiti, perché potreste incontrare sul vostro cammino rovi e spine, e il lupo rapace, il demonio, potrebbe divorare tutto ciò che di bello c'è in voi, che rallegra il Padre e la sua divina Pastora. Non avete che da essere docili e lasciarvi guidare. Io vi indirizzo e vi mostro i pericoli. Vi aiuto e se vi si presenta una difficoltà, ve l'appiano proprio come fa il buon pastore che, dovendo attraversare una siepe con il suo gregge, lavora con le sue stesse mani, incurante delle lacerazioni e delle punture, per rendere il passaggio più agevole alle sue pecorelle. Io vi ho parlato di acque che dissetano e intendevo parlarvi della grazia, ma in questo momento vorrei presentarvi due categorie di persone a cui voi, fatti buoni pastori come il mio Figlio e come me, potete e dovete dare refrigerio e aiuto. Anzitutto vi presento quelle anime sante che sono infinitamente care al cuore di Dio e al mio, che gemono in quel luogo di pena indicibile che è il purgatorio. Ve ne parlo ora non a caso, poiché le gocce del vostro sudore, il caldo sopportato e offerto per amore possono, uniti alla preghiera, portare loro sollievo. Voi vi lamentate di tanti piccoli mali che vi sembrano insopportabili, anche se la loro durata è breve, ma quelle anime soffrono, forse da anni, perché abbandonate e lasciate nella loro pena. È un dovere ricordare i propri parenti, amici e conoscenti che, legati a voi da vincoli di affetto, desiderate aiutare. Ma vi sono in quel carcere abbandonato molte anime che hanno speso anche bene la loro vita e che ebbero delle enormi responsabilità. Forse si pensa che, essendo vissuti in religione o avendo ricevuto l'Ordine sacro o avendo occupato posti importanti, per questo solo motivo il Signore li abbia elevati alla gloria eterna; ma le vedute di Dio sono diverse da quelle umane e la giustizia di Dio è infinita come la sua misericordia. A voi, figli, il tirarne le conclusioni; e ricordate che ciò che fate per quelle anime è come un capitale che mettete alla banca, che frutterà a suo tempo, quando voi pure sarete nella sofferenza, la stessa misura di bontà da parte degli altri. Ma vi voglio parlare della seconda categoria di persone bisognose del vostro aiuto. Intendo raccomandarvi gli ammalati. La brutta stagione, l'inverno, come la stagione calda, sono per loro causa d'immensa sofferenza. Le piaghe dei corpi si acutizzano e il mancato movimento fa sì che esse si ingrandiscano. Le sofferenze possono essere santificate ed offerte, è vero, ma quanta responsabilità hanno i sani di fronte a questa categoria di persone che forse espiano i peccati degli altri. Vi ho detto, giorni fa, di essere riconoscenti a Dio e al prossimo per ciò che ricevete. Ebbene, se possedete la salute, ringraziate Dio e sappiate essere grati anche a coloro che soffrono, che sono molte volte come dei veri parafulmini che preservano l'umanità da mali peggiori. Imparate da queste brevi esposizioni a non lamentarvi inutilmente per quelle piccole croci che sono le compagne inseparabili della vita. Se avete il dono della salute, soprassedete ad altre difficoltà o almeno affrontatele con coraggio, con fiducia e con amore. C'è sempre nel mondo chi sta peggio e chi si dibatte fra cose molto cattive. Se possedete nel cuore la grazia, se la vostra coscienza è tranquilla, avete il Sole dentro di voi e potete dire con tranquillità: "Lascia pure che fuori piova". Figli, il periodo delle vacanze porterà molti di voi, fra pochi giorni, lontani da questo luogo. Io vi accompagnerò, perché nel luogo dove andrete possiate fare molto bene. Diffondete la divina parola che con tanta abbondanza ricevete e fate che questo nutrimento sia pure per tanti quel delizioso e profumato pane che ridoni la salute e la vita spirituale a molte anime. Figli, vi benedico tutti, chi parte e chi resta, dandovi il mio tenero bacio e l'affettuoso abbraccio materno.

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