Voglio darvi fiducia in Dio
8 Giugno 1977.
Figli a me tanto cari, sia pace a voi! Ecco, sono qui per darvi fiducia, speranza e gioia. E chi potrebbe darvi queste cose se non la Mamma, che vuole soltanto la vostra felicità e il vostro bene?
Voglio darvi fiducia in Dio, poiché voglio farvi conoscere sempre meglio la sua infinita bontà. Ma voglio che abbiate fiducia anche nel vostro prossimo, sapendo credere alla bontà di coloro che vivono accanto a voi. Molte croci derivano proprio da quella diffidenza che vi rende facile il giudicare temerariamente, e non vi fa accettare le imperfezioni altrui. È facile vivere se si è circondati da gente timorosa di Dio, semplice di cuore ed onesta, ma è difficile scoprire queste virtù, che molte volte sono nascoste. È invece molto più facile interpretare male ogni parola ed ogni azione altrui, così da rendere difficile il vivere a sé e agli altri.
Io vi voglio, è vero, prudenti come serpenti, ma voglio anche che la vostra vita sia vissuta con quella serenità che la sfiducia non può darvi. Sappiate che il non saper giudicare bene il vostro prossimo, potrebbe portarvi a grandi errori e generare in voi quell'orgoglio che tanto dispiace a Dio.
Io desidero anche che abbiate fiducia in voi stessi, non già nel senso di presumere nelle vostre capacità e forze, ma nel senso di voler arrivare a compiere tutto quel bene che il Signore vuole da voi. Molte volte, quei complessi d'inferiorità e quei timori esagerati, portano in certe anime un'incapacità a compiere anche le cose più semplici. Ecco perché desidero vedervi volitivi e forti!
Il mondo abbisogna del vostro aiuto. Vi sono anime lontane da Dio che andrebbero richiamate con particolare energia. Ricordate Gesù che, passando nella via, scorge su un albero un uomo. Vi era salito perché, essendo piccolo, non poteva vedere Gesù. Gesù lo vede e lo chiama: "Zaccheo, vieni giù, voglio venire in casa tua!".
Figli, molte persone vanno chiamate così, con bontà, con confidenza, con energia, e dando ad esse un segno di fiducia. Occorre saper scegliere il momento adatto, per far sottolineare la volontà di Dio di venire nella casa degli uomini e di portarli a mensa con Lui. Se saprete capire i vostri cari, li potrete aiutare.
Pensate quanto desidera il mio cuore di dare a tutti un abbraccio pieno di tenerezza! Non deve venir meno in voi la speranza. Quando nella stagione invernale vedete i rami secchi e gli alberi spogli, non vi viene da pensare che non avrete più né foglie, né gemme, né verde. Quando a primavera vedete cadere a terra i petali degli alberi in fiore, non pensate che forse non raccoglierete frutti. La vostra speranza è una certezza e, se anche tutti vi dicessero che quegli alberi non torneranno a produrre, voi non credete. Così deve essere la speranza che accompagna la vostra vita!
Dovete fidarvi totalmente di Dio e della vostra Mamma, e avere la sicurezza che la vostra preghiera sarà esaudita, le vostre lacrime asciugate, i vostri desideri buoni realizzati. Occorre avere una fede viva, una fede che tenga in massimo conto le parole di Gesù, una fede che, unita ad una vita esemplare, meriti di essere esaudita.
È vero che la debolezza umana può rendere una vita non del tutto esemplare, ma è necessario che vi sia almeno il desiderio continuo di togliere dalla propria vita ciò che è in contrasto con la propria fede.
Vi ho promesso un aumento di felicità. Intendo parlare di quella serenità interiore che deriva dalla buona coscienza e dalla grazia di Dio. Non intendo certamente la felicità come la pensa il mondo, che è insoddisfacente e fragile. E non intendo nemmeno esentarvi dal dolore fisico, morale o spirituale, poiché anche nel dolore, fonte di meriti, potrete scoprire e gustare la gioia.
La felicità completa l'avrete solo in cielo, ma, se mi saprete capire, nell'adempimento dei vostri doveri e nel compimento della volontà di Dio troverete perfetta letizia e non rimpiangerete coloro che, pur facendo male, pare che godano sulla terra di ogni bene.
Ricordate, figli miei, che, quando nel mondo tutto va a gonfie vele, c'è da temere e da piangere, perché, se molti mali sono causati dall'ostilità del demonio, che vuole portare le anime alla disperazione, la tranquillità in cui vengono lasciate molte anime che vivono in peccato, è la cosa peggiore che possa capitare ad esse. Chi vive in peccato è già sotto il dominio del demonio, e a che servono tutte le cose passeggere?
Figli miei, siate dunque sempre fiduciosi; abbiate speranza di raggiungere una meta e di portare con voi quante più anime potrete, e sappiate godere di quella gioia che Dio dona alle anime che l'amano.
Io vi benedico, e, mentre ringrazio coloro che hanno promosso questo bel pellegrinaggio, voglio dirvi con tanta certezza che alla fine del pellegrinaggio terreno verrò io ad incontrarvi. Fate in modo che il vostro abito nuziale sia candido. Fate in modo di presentarvi con la lucerna accesa, e abbiate una buona riserva di quell'olio che sta a significare le buone opere. Arrivederci, figli!
Le religiose presenti portino la mia benedizione alla loro comunità, le maestre ai loro alunni, le infermiere ai loro malati, le mamme ai loro mariti e figli.
La mia benedizione scende, come pioggia benefica, su tutta la Chiesa e dona refrigerio alle anime purganti. È come una festa di cuori, anche se il male tenta di soffocare ogni pensiero di bene ed ogni opera buona. State fiduciosi!
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