La morale è una

 


22 giugno 1971.

Figli miei, eccovi qui tutti uniti in fervorosa preghiera, nonostante il caldo che vi farebbe venire a noia non solo la strada da percorrere, ma anche la permanenza in questo luogo. Io vi ringrazio per la costanza e l'amore di cui mi date prova. Vi ricompenserò largamente con grazie di ordine spirituale e materiale e voi sarete contenti di me. Vedo fra voi alcune persone che sono state attratte qui da un falso motivo. Alcuni credono che qui si facciano sedute spiritiche e che si indovini il futuro. No, figli, qui si prega, si prega molto, si prega bene. Ciò che vi viene letto sotto forma di messaggio è come una lettera affettuosa, che io indirizzo, per mezzo del mio strumento, ai miei figli. In essa io rivolgo parole di lode o di biasimo, invito a fuggire il male e a praticare il bene, do quegli insegnamenti religiosi a cui, per mancanza di tempo, non avete potuto o non potete assistere nelle vostre chiese, dove l'istruzione religiosa viene qualche volta a mancare o è fatta in ore per voi non facili. Qui sono io che chiamo, sono io che invito alla preghiera e che istruisco. Perciò, quando vi muovete dalle vostre case e dai vostri paesi per venire qui, sappiate che fate un'opera buona e che non vi necessita nessun permesso, eccetto quello della vostra coscienza che vi deve avvisare se avete compiuto, prima di ciò, i vostri doveri familiari. Del resto state tranquilli, figli miei cari, che, se voi sacrificate il vostro tempo per me, io penserò a voi così da darvi capacità, salute e agilità perché possiate svolgere nel minor tempo e nel miglior modo tutto ciò che entra nell'ambito dei vostri doveri. Oggi voglio farvi un invito che vi sembrerà strano. Vedo sul mio altare che i fiori giornalmente appassiscono e vedo i fiori viventi, i miei figli, deturparsi per le vie del mondo. Io desidero darvi un suggerimento: non preoccupatevi dei fiori che appassiscono, poiché il loro compito lo svolgono ugualmente, testimoniandomi il vostro amore ed il vostro sacrificio. Preoccupatevi degli altri fiori, della gioventù che passa con tanta facilità e rapidità dal dominio di Dio, a cui dovrebbe appartenere, al dominio di satana che la tiranneggia. Pensate a loro e metteteli al centro delle vostre preghiere e delle vostre suppliche, accompagnate da qualche mortificazione, quelle soprattutto che in questa stagione vi pesano di più e che riguardano la modestia, la sopportazione del caldo e la rinuncia a quel riposo che, qualche volta, vi sembra indispensabile. Vorrei però anche dirvi, e questa è la mia richiesta particolare: ci sono piante nei vostri giardini e nelle vostre case che voi chiamate "i sempreverdi". Non c'è freddo che le possa distruggere o caldo che le possa rovinare; esse si mantengono costantemente fresche, indifferenti al luogo e al clima delle stagioni. Vorrei che voi foste dei sempreverdi nel senso spirituale. Non vi deve scontentare o turbare ciò che avviene nella Chiesa o nel mondo. Voi conoscete il Credo: sono 12 articoli basati sulla Rivelazione e sull'insegnamento di Gesù. Voi sapete che la morale, impartitavi dai vostri genitori, era basata sul Decalogo e che la legge di Dio non muta. Se le teorie moderne tentano di sviare ciò che la fede vi ha insegnato finora, non prestate fede, poiché non sono che bufere che cercano di rovinare l'opera di Dio. Se vi si parla di una nuova morale fatta di necessità e di convenienza, non prestate fede, sono i tarli che tentano di rovinare la pianta, sono le cose cattive che vogliono annullare le buone. Voi dovete essere come quei cedri del Libano - anch'io fui chiamata così - che resistono ad ogni imperversare di bufera e rimangono ritti mandando le loro cime verso il cielo. Nella pratica della morale, nella fede ferma e nelle verità eterne, risiede la forza del cristiano, per cui si merita l'assistenza continua della Provvidenza e la felicità anche umana, quella della buona coscienza che dà una certa sicurezza del proprio operato. Figli, se in determinate circostanze la Chiesa può venire incontro per appianare le difficoltà e rendere più facile il vivere umano, non sarà mai lecito peccare. Vi faccio alcuni riferimenti particolari in cui si dibattono inutilmente teologi, studiosi e genitori. Distruggere le fonti della vita con medicinali, interrompere una maternità incipiente con la forza, fare della vita umana un godimento insano dei sensi, non potrà mai essere una morale ammessa dalla Chiesa, poiché solo Dio ha diritto di vita e di morte sulle sue creature. Abbandonare la propria famiglia, rompere i legami santi che l'hanno unita e formare con concubinaggio altre famiglie non sarà mai permesso da Dio, che desidera che ciò che ha unito rimanga unito. Anche se le leggi umane dovessero permettere o annullare l'atto divino, non esiste una legge divina che possa distruggere ciò che Egli ha voluto. Qui vorrei rivolgermi anche a quei giovani che pensano al matrimonio come ad un accomodamento dei molti sbagli fatti durante il fidanzamento e che vedono il fidanzamento come il periodo di prova prematrimoniale in cui tutto è permesso, e vorrei dire ad alta voce a tutti e a ciascuno: figli, la morale è una ed è la salvezza; al di fuori di essa vi è il vizio, il fango e l'infelicità. Dico a voi, figli miei, queste cose, e ne ho il diritto perché sono l'Immacolata; fate tesoro delle mie parole per poter chiarire le idee dei vostri fratelli. Vi benedico, figli cari, e vi abbraccio con tanta fiducia che da questa scuola venga tanta luce per tutti. Alle giovani presenti il mio plauso e l'assicurazione del mio affetto particolare e della mia particolare protezione. Unitevi, figli miei, e sarete una vera forza per propagare il bene ed arginare il male.

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