In preparazione alla festa del corpo del Signore

 


9 giugno 1971.

Figli miei, sono con voi, sono la Vergine del Cenacolo, la Signora del Santissimo Sacramento. Il mio Gesù ha gradito molto questo vostro sacrificio e ve ne darà abbondante ricompensa. Io vorrei celebrare con voi la festa di domani, quella del Corpo del Signore, ma non mi è possibile dimenticare che in questa festa sono due i sacramenti che dovete ben prepararvi a ricevere: quello della Misericordia, il sacramento della Confessione e quello della Comunione, che vi dona come alimento il Pane vivo disceso dal cielo. Vi parlo del primo, cioè di quel sacramento istituito da Gesù per cancellare i peccati commessi e che si commettono quotidianamente. Lo potreste chiamare un lavacro salutare da fare nel sangue del mio Figlio, questo sacramento, poiché è proprio lì ai piedi del confessore, nel momento in cui egli alza la mano per assolvere e dal vostro cuore si sprigiona l'atto di dolore che vi fa detestare la colpa, che il mio Gesù vi fa dono di tutto il suo sangue. Vi sono sacerdoti e fedeli che disprezzano o tengono in poca considerazione questo dono come se non fosse un mezzo salutare di salvezza, di purificazione e di perfezione. Vi sono alcuni che ricevono questo sacramento senza preparazione, senza riflessione e quasi per gioco. Questi assomigliano a coloro che davanti a Gesù morente ridevano e schiamazzavano. Molto meglio sarebbe non farne uso che usarne male, perché si rinnova per molti cristiani quel grido feroce che i Giudei lanciarono verso il Crocifisso: "Il tuo sangue cada su noi e sui nostri figli". Io desidero perciò invitarvi a fare delle vostre Confessioni il vero mezzo per riallacciare la vostra amicizia con Dio. Amicizia che vi renderà a Lui graditi e perciò degni e meritevoli di ottenere tutti gli aiuti che vi porteranno a raggiungere quel grado di perfezione voluto da Dio. Vi prego perciò di vedermi accanto a voi, vicino al confessionale, nell'atto pietoso e materno di tergere l'anima vostra da tutto ciò che la può avvilire e deturpare, con una spugna imbevuta nel sangue del mio Figlio e di avere sentimenti di fede e di gioia quando vi accostate. Fede sincera in ciò che è la promessa fatta da Gesù ai suoi discepoli e, in loro, ai miei e suoi ministri: "Tutto ciò che rimetterete sarà rimesso anche in cielo, tutto ciò che riterrete sarà ritenuto anche in cielo". (Gv 20, 23) Sentimenti di gioia quali furono quelli del figliol prodigo che, dopo aver provato quanto è triste stare lontano dal padre, ritorna pieno di fiducia e di pentimento, sicuro di trovare il cuore del padre aperto per accoglierlo. Vi sono molti che vorrebbero escludere dal sacramento della Confessione l'atto di presentarsi al confessore. Essi dicono che lui pure è uomo e peccatore e vorrebbero fare la loro accusa direttamente a Dio. Anche se è molto bello che prima di presentarvi all'uomo di Dio abbiate a chiedere direttamente a Dio il perdono delle vostre colpe, non vi pare che sia un atto di squisita bontà quello di affidare ad un uomo la risposta di Dio? Gesù ha voluto, istituendo questo sacramento, darvi la sicurezza del suo perdono perché di esso doveste gioirne profondamente. Non vi pare un grande dono che ognuno, pur riconoscendosi miserabile, possa confidare ad un uomo che ne ha ricevuto l'incarico da Dio, tutte le sue miserie e possa sentirsi dire: Va in pace, che Dio ti ha perdonato? Ringraziate continuamente il Signore di questo sacramento, fatene buon uso e invitate pure altri ad accostarsi perché ne ricaveranno i più grandi vantaggi. Non potete imporre ai vostri simili di fare ciò che a voi sembra tanto bello, ma le vostre spiegazioni, date con competenza, con amore e con desiderio di giovare, saranno il mezzo migliore per convincere anche i più reticenti. Figli, successivamente vi parlerò ancora di questo sacramento, per ora vi invito solamente a voler disporre il vostro cuore al sentimento più profondo di umiltà e a coltivare in voi un desiderio ardente di purificazione. Ogni solennità che voi celebrate ha una sua particolare importanza e un significato tutto particolare. La festa del Corpo del Signore vi deve invitare a rivestire il vostro corpo di quel meraviglioso vestito nuziale della grazia che vi rende degni di partecipare al banchetto eucaristico e al banchetto eterno. Figli, vorrei proprio che vi affidaste a me come i bambini si affidano alla loro mamma perché ella provveda a riordinarli nella persona e a renderli così accetti a chi li deve accogliere. Voi vi abbandonate a me e vi fidate di me. Io penso a tutto, faccio tutto. Mi occupo del passato per aiutarvi a distruggerlo nel cuore del mio Gesù; del presente, per favorirvi di tutti i doni della Provvidenza perché non vi manchi nulla; del vostro futuro perché nel modo migliore possiate compiere la vostra missione. Se voi vi liberate dalla colpa, se voi fuggite le occasioni di peccato, io vi dono la gioia di poter scorgere il Signore sui vostri passi, in voi e in ogni persona che vi sta vicino. La vostra vita cambia completamente, ve lo assicuro. In una delle nottate che avete passato in preghiera con me, io vi ho detto: Siete miei, guai a chi vi tocca! Ancora ve lo ripeto. Sì, dovete essere miei e per sempre, anche se il maligno tenta in ogni modo di farvi sua preda e i pericoli del mondo vi seducono. Statemi accanto. Io vi proteggo e vi difendo, perché il mio Gesù vi ha affidati a me come preziosa eredità. Coraggio, figli, ad ogni vostra necessità provvederò: abbiate fiducia.

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