Tre forme di tentazioni

 


8 maggio 1974 (a Muggiò).

Sono l'Immacolata, figli miei, e godo di mostrarmi a voi, come in questa effigie che voi onorate, tenendo schiacciato sotto i piedi il serpente infernale.

Il mondo attualmente è come dominato dalla sua forza e potenza, che non è nulla in confronto alla potenza di Dio. Ma gli uomini aderiscono alle imposizioni del demonio, perciò egli diventa sempre più forte. Ve l'ho ripetuto molte volte che il demonio è come un cane legato alla catena che può danneggiare qualche volta il corpo degli uomini, ma non l'anima, che voi avete in custodia e che è l'abitazione di Dio. Solamente col peccato si apre la porta al serpente infernale, che prende possesso dell'anima rendendola nemica di Dio.

La tentazione che fece cadere gli angeli ribelli, cioè il desiderio di essere come Dio, è ancora oggi ciò che forma la causa di molta confusione nel mondo. Il demonio tenta l'uomo. Ecco perché Gesù vi insegnò nel Padre Nostro a ricorrere al Padre per esserne liberati. Essere come Dio è la tentazione di superbia che alletta le menti umane.

Si studia, si lavora, si crede di dover costruire il mondo con le proprie forze. Ecco il motivo per cui persone che furono ricolmate di doni superiori e non comuni cadono come i cedri del Libano. Si vede la rovina delle anime nelle cadute più terribili di persone che hanno posti di responsabilità, furono arricchite di grazie e di grazia, ma hanno dimenticato che tutto viene dall'alto. Il detto di Gesù "Senza di me non potete far nulla" lo ritengono sorpassato, perché con la propria intelligenza sono riusciti a creare opere importanti.

Così, figli, vedo i miei figli prediletti e tanto cari precipitare nel baratro oscuro dell'errore. Si oscura la luce della mente nelle cose divine e si accende il loro intelletto nel desiderio di cose straordinarie e grandi. Ricorrono forse anche a Dio, ma con alterigia come da pari a pari. Poveri illusi, che dimenticano come la morte uguaglia tutti e pone tutti davanti al giudizio inappellabile di Dio! Si credono degli dei e sono disposti ad asserirlo tanto sono pieni di orgoglio.

Ma a questa categoria non appartenete voi che sapete bene quanto siete miseri, che tutto avete ricevuto e che di tutto sentite gratitudine e riconoscenza. Rimanete nell'umiltà e ripetete con particolare insistenza: Signore, liberaci dalle tentazioni.

Ma vi sono altri che non solo credono di pareggiarsi con Dio, ma si scagliano contro di Lui e lo insultano accusandolo di ogni difetto. Pensano che Egli si disinteressi dei suoi figli e che sia ingiusto con tutti, specie coi miseri, coi malati, coi sofferenti.

Anche a questa categoria voi non appartenete, perché so che avete accettato ed accettate la croce con rassegnazione, anche se chiedete di esserne liberati perché, a dir il vero, non l'amate troppo ed è perciò che vi riesce tanto pesante.

Il demonio lavora assiduamente perché nei cuori entri la ribellione a Dio e perché non vi sia sottomissione e pace. Il mondo è pieno di queste anime che non sanno rassegnarsi alla loro condizione e, di tutto ciò che capita a loro nella vita, accusano Dio come se Egli fosse un padrone spietato. I comandi di Dio li trovano troppo duri e impraticabili, la legge di Dio un peso e un'oppressione che toglie la libertà. Così, ribelli a Dio, sono anche ostili a Gesù Cristo e alla Chiesa, anche se apparentemente si dicono credenti e dicono di avere ammirazione per Gesù Cristo.

Anche questi miei figli sono poveretti ed anche per loro e per voi, perché non cadiate negli stessi errori, dovete dire: Signore, liberaci dalle tentazioni.

Poi vi sono tutti gli altri che fanno un po' l'alto e un po' il basso. Passano da momenti di fervore a quelli di abbattimento. Da desideri di bene che vorrebbero realizzare passano alla freddezza, che li trascina nel peccato veniale acconsentito e forse anche al peccato mortale.

Hanno capito queste anime l'amore di Dio per loro e che esse devono ricambiare, ma vorrebbero godere dei doni particolari e delle gioie spirituali come per diritto e si lasciano abbattere quando si accorgono di esserne private. Credono nella misericordia di Dio ma solo nei momenti di fervore, per ricadere nella tristezza subito dopo, cioè al primo incontro di un'umiliazione, di una contrarietà o di qualche rifiuto da parte dei superiori di qualche cosa da cui si sentono come attirati.

A tutti questi figli, che io amo teneramente, vorrei dire: stringi sempre più i tuoi legami con Dio. La tentazione di allontanarvi perché non godete delle sue carezze, deve farvi dire come Pietro Lontani da te, Signore, dove andremo per trovare la vita?

Così, vinto e debellato il maligno in queste tre forme di tentazioni, vi sentirete forti perché coperti dalla forza di Dio. Vi affiderete a Lui come i piccoli si affidano alle braccia poderose del Padre e lavorerete per la sua gloria senza chiedere altra ricompensa che quella di essere coperti dalla sua ombra e di poterlo amare.

Figli miei, vi benedico tutti ad uno ad uno e vi do l'incarico di portare ai vostri cari questa benedizione. Abbracciate per me i vostri malati e dite loro: La Mamma celeste vi ama. Se sulla vostra strada troverete persone sconsolate, dite che il paradiso vale la pena di essere meritato.

Stringete la mano dei vostri nemici o di coloro che ritenete tali e dite: La Mamma vuole che ci perdoniamo e ci amiamo. Così, in questo clima di pace, portate nel mondo il mio sorriso e la mia bontà.

Arrivederci, figli, sempre pieni di gioia per ciò che vi dico.

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