Occorre attenersi alle leggi divine

 


14 maggio 1974.

Figli diletti, eccovi qui ancora e sempre in mia compagnia.

Sono la Vergine della luce e luce voglio dare alla vostra mente, luce voglio essere nella vostra vita, poiché sempre più tenebrosa si fa per voi la via. Non avete che da seguirmi ascoltando le mie istruzioni, seguendo quella direzione che già vi fu indicata dai vostri maestri di spirito, i quali a loro volta hanno attinto la loro dottrina da Gesù stesso.

La mia parola semplice può suonare come un'assurdità ai sapienti della terra, ma i semplici, gli umili l'accolgono con gioia e ne traggono quelle regole che fanno da falsariga. Su queste regole modellano il proprio modo di agire e di pensare. Avviene in tal modo un vero cambiamento in queste anime: ciò che prima cercavano ed amavano, fuggono e disprezzano; ciò che prima fuggivano, cercano con l'avidità dell'affamato e dell'assetato.

Questo desiderio della mia parola, che trasforma, può avere la risposta in quella beatitudine che Gesù pronunciò nel discorso della montagna, che gli apostoli e i discepoli mal compresero: "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia". E non è la giustizia che voi desiderate praticare? Non è vero che il mondo ha bisogno di uomini giusti che come Giuseppe, mio sposo, attendano alla propria famiglia con vero amore, con sollecitudine, facendo del lavoro un gran mezzo di santità, di purificazione e di vita? Non è forse vero che voi per primi desiderate essere giusti, cioè escludere dalla vostra vita quell'egoismo che rovina voi stessi, la famiglia e la società? E se Giovanni nel deserto predicava la giustizia, praticata nella carità e nella mortificazione, non è vero che voi pure vorrete adoperare questi mezzi per ristabilire l'ordine e per risanare quelle famiglie malate di egoismo?

Figli miei, vi è stato detto ripetutamente che il Signore sa ricavare il bene anche dal male. Ebbene, è una verità sacrosanta, perché Egli opera sempre bene e vede molto lontano, perciò l'esito di un'azione lo vede nell'evolversi del tempo fino al suo ultimo termine. Ma voi non siete i collaboratori di Dio nell'opera mirabile di salvezza? Occorre la vostra volontà, occorre la vostra opera, occorre la vostra sete di anime per correre per le vie del mondo.

Ecco, figli, che le leggi umane possono essere ingiuste o cattive, ma se voi come operai solerti lavorate nella vigna del Signore, compite opere divine a cui le leggi umane non possono recare nessun danno.

Vi sono molte leggi stabilite da Dio, che, compendiate nei Comandamenti, devono dirigere l'uomo sulla giusta strada. Ma, se le leggi umane sono in contrapposto a quelle divine, che dovranno fare gli uomini? Attenersi a quelle divine e non usare delle leggi umane errate.

Così, nell'esercizio della carità e della bontà, praticando la giustizia, comincerete voi che mi avvicinate e le vostre famiglie diventeranno un modello per le altre. Non siate perciò tristi per ciò che gli uomini di questo mondo possono stabilire. Osservando il comandamento dell'amore universale, voi diventate come principi vitali e attorno a voi si forma come una corrente elettrica di generosità, di altruismo che travolge e conquista.

Sono la vostra Condottiera e vado cercando uno stuolo di anime che mi capiscano. Se volete il vero bene dei vostri figli, eccomi. Siate genitori pieni di fede che mettono la loro vita al servizio di Dio e della Chiesa.

Se siete giovani e sentite la chiamata di Dio a raggiungere quell'ideale di santità che vi brucia in cuore, per cui vorreste fare molto, lasciatevi guidare e plasmare da me. Lasciate che vi rivesta dello scudo della grazia e poi non soffocate i desideri di bene, seguiteli. Le vostre opere buone, le vostre preghiere, i vostri slanci amorosi indirizzateli a me perché vi porti a Dio.

Io suscito dovunque delle armate. Hanno tutte un punto d'arrivo comune, un unico scopo: la gloria di Dio. Desidero che nessun movimento venga soffocato. Tutti animati da zelo devono essere, compatti e solidali. Sono tutti miei figli, e chi lavora con ardore deve risvegliare i dormienti; chi giace sull'orlo di un precipizio deve riscuotersi al suono della vostra voce, all'incitamento e all'aiuto che voi porgete. Potete essere tutti militanti nella mia armata.

Ma in questo momento mi rivolgo particolarmente a coloro che, avviliti, disperati e angosciati, sono tentati di gettare le armi e vanno dicendo: Non ce la faccio più, è meglio morire.

Oh! figli miei, che cos'è che vi turba e vi fa soffrire? Forse una delusione, un insuccesso? Forse avete visto crollare attorno a voi le più rosee speranze? Ebbene, sappiate che io ho bisogno di voi. Rialzatevi, ravvivate la fede. Siete i miei soldatini che nella battaglia della vita siete rimasti feriti. Ebbene, io sono Condottiera e Madre, sono infermiera e medico. Venite, figli, vi curerò con medicine celesti e sarete rincuorati e felici. Scuotete da voi stessi quella tristezza che non è giustificata se pensate al cielo. Amatemi, pregatemi, seguitemi. Io vi prendo fra le mie braccia e voglio che siate felici.

Ed ora raccomando a tutti di mettersi all'opera per una generazione migliore, per una famiglia santamente unita e per un'Italia vera culla del cristianesimo e sede del Capo della Chiesa.

Io vi benedico tutti. Arrivederci, figli. La pace ed ogni bene sia a voi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Vi addito i magi

Amare, soffrire e gioire

Come si salvano le anime