La grazia e la gentilezza dei modi
15 Maggio 1977.
Figli, a me tanto cari, sia pace a voi! Sono la Madre di Gesù e vostra.
Desidero farvi dono della grazia, di cui è ricca l'anima mia, e desidero farvi dono di quella gentilezza di modi che sembra frutto di una buona educazione, ma che in realtà è la manifestazione esteriore di quella ricchezza di vita interiore che possedete. Perché, vi domanderete, unire questi due doni?
Figli, mentre nel mondo non si sa apprezzare il dono di Dio, e si corre precipitosamente verso la rovina per mezzo del peccato, e mentre gli uomini, specialmente i giovani, imbrattano il proprio linguaggio con parole che puzzano di marcio e hanno modi così poco educati e gentili, mi piace farvi un invito pressante a saper profumare di bellezza, e specie di carità, la vostra vita.
Io sono la Madre della divina grazia e voi, come figli, dovreste assomigliarmi. Vi prego, togliete dalla vostra vita non solo le bestemmie, ma anche quelle parole triviali che sono di scandalo ai bambini e infettano l'aria.
Il vostro modo di comportarvi non deve essere né affettato né sdolcinato, ma deve attrarre le anime per quel profumo delicato di cui è intriso. Quante volte, trovandovi con persone gentili ed educate, avete esclamato pieni di rispetto: quella persona è un angelo!
Sappiate di essere sempre osservati, non solo da Colui che dovrà giudicarvi anche di una sola parola inutile, ma anche dal vostro prossimo, a cui potete dare scandalo e che potete danneggiare nell'anima forse per sempre.
Un'anima delicata vive alla presenza di Dio, e di Lui parla con ogni suo gesto, lavoro o preghiera che compie. Sappiate mostrarvi quali siete, ma sappiate togliere dal vostro cuore tutto ciò che può diventare una spina per il mio cuore e per quello del vostro prossimo. Pensieri di bontà danno origine ad azioni buone. Parole piene di bontà portano ai cuori serenità e gioia.
Sappiate vedere il mio Gesù nei fratelli e, se li vedete sofferenti o anche difettosi, non lasciate mancare ad essi il vostro aiuto e il vostro conforto. Diventerete altrettanti cirenei, ed avverrà a voi come avvenne al cireneo che, per il gesto da lui compiuto, si santificò.
Figli, io vi prego di mettere pure degli occhiali fortissimi, ma per osservare attentamente le virtù del vostro prossimo. Qualche volta sono anime semplici che hanno sofferto per anni, forse per tutta la vita, e non hanno incontrato chi le potesse capire ed accettare. Saper accogliere queste anime è veramente come accogliere me. Quando Giovanni mi accolse come madre, mi amò ed io l'amai immensamente, perché vedevo in lui il mio Figlio. Fate anche voi così: accoglietevi gli uni gli altri, e aiutatevi a vicenda per creare quell'unità che è il desiderio infinito di Dio.
Chi ama è in Dio, e Dio l'ama fino a scegliere come sua dimora il suo cuore. Chi non ama è nella morte, e come potrà elevare la sua voce a Dio per ottenere grazie per sé e per gli altri?
La Chiesa deve essere formata da anime che amano Dio, perciò lo scelgono come Padre e come Padrone. Ma, se nella Chiesa vi sono tante divisioni, non è certamente perché Dio le vuole, ma perché il demonio le ha seminate per avere un più facile dominio sulle anime.
La vostra comunità, che gode di così grandi privilegi e della mia particolare protezione, non può non essere modellata secondo la volontà di Dio. Amatevi gli uni gli altri, e non escludete nessuno da questo affetto, poiché, se escludeste qualcuno, diventereste colpevoli di aver dilaniato il corpo del Signore.
Dio attua le sue meraviglie nelle anime che lo amano, crea solidarietà, e fa fiorire le opere di chi accetta la collaborazione di tutti e si addestra alla continua vittoria su sé stesso per andare incontro agli altri.
Desidero che la vostra santità si manifesti in famiglia, dove tutti i suoi membri devono essere edificati dalla vostra dedizione e dal vostro sacrificio. Ma ciascuno, nel luogo dove svolge la propria missione, deve saper prevenire i bisogni degli altri e saper dare, a coloro che beneficiano dell'opera fisica, materiale o morale, quel conforto che deriva dalla grazia.
Una religiosa farà nascere vocazioni con la gentilezza dei modi e con la serenità del suo viso. Un'insegnante serena farà amare la scuola, e gli alunni avranno confidenza e fiducia in lei. Un'infermiera o un infermiere, che usano modi garbati, saranno amati e ubbiditi, e le benedizioni di Dio trasformeranno le loro opere così da arricchirle di meriti. Un operaio, un impiegato, in qualunque posto di lavoro si trovi, usando modi gentili raccoglierà la stima e la fiducia dei superiori e dei colleghi. Un sacerdote che sa ascoltare e parlare con dolcezza e con carità, farà amare la religione e attirerà alla sua predicazione e alle sue opere sacerdotali molte anime, che resteranno edificate.
Io vi propongo una piccola gara di gentilezza da svolgere prima di tutto in famiglia, poi fuori, in qualunque posto vi troviate. Non mentite, ma modellate il vostro comportamento sul mio. Domandatevi che cosa farei io al vostro posto!
A chi vi chiede un favore, non negatelo mai, anche se l'inopportunità dell'orario o le vostre esigenze personali non vi permettessero di concederlo. Siate buoni, figli! Mettetevi sempre al posto degli altri, e fate agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi.
Un'ultima raccomandazione. Tutti sapete di essere imperfetti, specie per quei difetti di carattere che sono tanto difficili da correggere. Occorre impegnarsi a togliere questi difetti, e ammonirsi a vicenda sempre col desiderio di piacere a Dio.
Figli, la grazia, diffusa nella mia anima in pienezza, e la soavità del mio sguardo e della mia voce, siano il dono di cui io vi arricchisco e che voi cercherete di trafficare e di assimilare.
Arrivederci!
Commenti
Posta un commento