Fate del bene in ogni campo
30 Aprile 1977 (a Legnano).
Figli miei, eccomi qui a darvi quel pane spirituale così necessario nella vita dell'uomo.
Disse Gesù un giorno: "Le mie parole sono spirito e vita", e, mentre spiegava ai suoi discepoli l'importanza di cibarsi di questo cibo spirituale, ci fu chi disse che il linguaggio di Gesù era troppo duro e se ne andò. A questo gesto di rifiuto il mio Figlio non si oppose, ma chiese agli apostoli: "Anche voi volete andarvene?". Pietro, l'apostolo della fede, asserì: "Signore, se ci allontaniamo da te, dove andremo per avere la vita?".
Questo semplice fatto evangelico si ripete continuamente anche nei vostri raduni. Ancora vi viene dato quel pane spirituale che dà vita: è la parola di Gesù ed il pane della Mamma. Sarebbe tanto bello che i figli, affamati della divina grazia, l'accogliessero e lo traducessero in vita pratica, come si assimilano gli alimenti comuni. Invece subentra il dubbio e si sofistica sul modo e sulla forma, fino a non gustare più ciò che dovrebbe portare beneficio e far crescere in virtù.
Voi sapete e conoscete i miei desideri, ma io vorrei poterli comunicare a tutti e vorrei che tutti, senza rispetto umano e con fede e con coraggio, si facessero promotori di questa diffusione del bene.
Si decanta la carità fatta sotto forma di aiuti materiali, ma come dimenticare ciò che alla materia dà vita e ciò che è indispensabile per acquistare quella vita che non ha fine e che sarà l'incontro delle anime col Verbo del Padre, Dio e Creatore d'ogni cosa?
Sappiate dare il giusto valore alla fede e a tutto ciò che in essa è racchiuso. Accogliete con semplicità e con amore questa parola materna, che esula dall'eloquenza dei sapienti, ma che è sapienza spicciola a portata di tutti.
Ecco che, mentre vi si affaccia, come il mese più bello dell'anno, il maggio dedicato alla Mamma, io vi faccio un invito quanto mai pressante: approfondite le verità cristiane e fatevi maestri, poiché la Chiesa non ha paura di coloro che, attratti dal desiderio di Dio, vogliono scoprire i suoi segreti, ma teme l'ignoranza, che facilmente può essere manomessa e illusa, e teme la superbia, che mette a rischio l'anima di essere privata dei doni di Dio.
Se volete perciò farmi cosa gradita, abbiate questo ideale di evangelizzazione. Oh! sì, figli, io v'incoraggerò sempre a fare il bene, indipendentemente dalla buona riuscita e dalla vostra soddisfazione personale. Vedete come chi lavora col maligno a danno delle anime, si dà da fare e affronta sacrifici e supera difficoltà! Siate audaci!
Fate del bene in ogni campo! Il medico ha una missione grande quanto quella del sacerdote, sul piano umano. Quanto bene può fare il medico, che si sente collaboratore di Cristo nel sollevare l'umanità da quella sofferenza che è inevitabile e così male accettata! Occorre saper vincere, e saper creare attorno a sé quell'aureola che deriva dalla santità. Un medico santo porta a conversione e a santità le anime più che ogni altra categoria di persone, poiché a lui il malato si attacca con fiduciosa speranza.
Siete in un ospedale. Tutto il mondo è attualmente un grande ospedale. E chi vorrà essere medico? Chi vorrà aiutare i malati a risanare, a capire il dono della sofferenza e a risalire a Dio?
Ricordate la parabola del buon samaritano, che sulla strada di Gerico trova un ferito, se lo carica sulla sua cavalcatura e lo porta dove può trovare assistenza. Paga di sua borsa, e riparte col pensiero di ritornare per vedere il suo stato di salute.
Tutti dovete essere dei buoni samaritani. Malati, feriti, e bisognosi nello spirito, ne potete trovare dovunque, e gli stessi malati possono essere coloro che con la loro fede e la loro sopportazione pagano di persona.
Figli, questo mese che chiamate dei fiori, deve far fiorire attorno a voi quel sorriso e quella pace che solo Dio può dare e di cui Egli vuole riempirvi il cuore. Tutti si lamentano dovunque. Tutti vorrebbero ciò che non hanno e desiderano l'irreale e l'irraggiungibile. La vostra serenità sia come una molla che faccia scattare il più importante congegno, quello della fede, che in molti cuori è spenta, in altri assopita.
Figli, la scienza umana si trova molte volte nell'impossibilità di risolvere i problemi gravi di salute che minacciano la vita, ma davanti a Dio non esistono difficoltà di nessun genere. "Nulla è impossibile a Dio", mi disse l'angelo quando mi annunciò la divina maternità. Anche la vostra azione sarà valorizzata e divinizzata, se procurerete d'imitarmi e di far entrare il Signore nella vostra vita.
Figli, vi benedico tutti e vi do il via per un lavoro apostolico assai importante. Non chiamate umiltà ciò che può essere tentazione! Agite con retta intenzione e metteteci tutta l'anima, perché io sarò al vostro fianco per guidarvi.
Benedico coloro che lavorano per i volontari della sofferenza e per i poveri.
Ai giovani e ai bambini presenti, il mio augurio e la mia benedizione, perché possano farsi interpreti della voce di Gesù e di Maria presso gli adulti.
Ai sacerdoti che lavorano in questo ospedale, la mia raccomandazione, perché a mezzo loro si riviva nella pietà cristiana quella preziosa collaborazione con me e con i medici per risanare anime e corpi in Cristo Signore.
A tutti, il mio abbraccio.
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