La pace sia con voi
4 aprile 1971.
Figli miei cari, la pace sia con voi oggi e sempre. Vi faccio questo augurio io che sono la Regina della Pace. Ve lo faccio in questo giorno in cui la Chiesa distribuisce ai suoi figli quei ramoscelli di ulivo che stanno ad indicare la pace. Dopo il diluvio universale, infatti, Noè mandò sulla terra una colomba, che ritornò portando nel becco un ramoscello di ulivo. Esso stava ad indicare che la vita era ritornata nel mondo e che la terra era tornata a produrre. Figli, rifacendovi a questo avvenimento tanto importante nella storia del popolo di Dio, io vi invito ad imitare Noè e a mandare il vostro pensiero, veloce come e più degli uccelli, su questo mondo in cui manca la pace. Mentre date questo sguardo fugace ed immenso, vi prego di elevare la vostra preghiera a Dio perché la pace venga, e venga presto e venga per tutti gli uomini della terra. Vi sono molte persone di questo mondo che si dicono desiderose di pace, ma come la intendono? Pensano che la pace consista nel vincere i nemici, nel sopraffare il prossimo, nel possedere non solo quei beni materiali che spettano di diritto ad ogni creatura umana, ma anche nell'imporre agli altri il proprio dominio e la propria volontà. Credono alcuni che la pace sia una conseguenza di quella ricchezza che fa mettere il cuore in pace, così come diceva il ricco del Vangelo che, dopo aver costruito i nuovi granai, pensava di riempirli di grano. Ma la morte lo colpì proprio quando faceva progetti di grandezza. La pace è un grande dono di Dio, che Egli dà a coloro che con buona volontà aderiscono ai suoi disegni amorosi. La pace annunciata dagli angeli sulla grotta di Betlemme è ancora quella annunciata a tutti gli uomini, purché la vogliano. Essa scaturisce dalla vittoria del bene sul male, dal trionfo della bontà sull'egoismo, della fede sull'incredulità. È vero che nel mondo il male è immenso e per combatterlo occorrerebbero tutte le schiere angeliche, ma non sono gli angeli a disposizione degli uomini? Invocateli, dunque, perché a schiere si prodighino in questa tremenda battaglia. Ma vi voglio fare un altro riferimento particolare in questo giorno in cui ricordate il trionfo del mio Figlio, che, cavalcando un asino, entra in Gerusalemme mentre bambini e donne, agitando le palme e deponendo sul terreno i loro mantelli su cui Gesù passava, indicavano che Egli era il Re vittorioso. Figli, se il trionfo del mio Gesù fu tanto effimero perché durò lo spazio di un giorno, ora tocca a voi rinnovarlo e farlo protrarre nei secoli. Ognuno deve dare il suo contributo, ma a voi specialmente, mamme, a voi donne spetta il compito delicato di preparargli la strada. Egli viene ancora come principe della pace, Egli deve entrare ancora vittorioso in quella Gerusalemme che è la città di Dio, la sua Chiesa. A voi dunque il compito particolare, a voi che volenterose e pazienti, sapienti e delicate, sapete toccare il cuore degli uomini. Il vostro Gesù, che voi tanto amate, è forse dai vostri mariti e dai vostri figli bestemmiato e odiato. Figlie mie, sorelle mie, non vi sia nessun sacrificio pesante per la conquista di queste anime, che il Signore ha messo sulla vostra strada perché per mezzo vostro possano raggiungere Dio. Ogni lacrima è seme di salvezza, ogni azione buona è una caparra. Ma sia soprattutto la vostra bontà sconfinata che le richiami alla fede, alla grazia e alla pace. Si, figlie mie, se manca la pace in tante famiglie, è perché si è perduta la fede e si impreca contro la Provvidenza. È perché non si sa accettare la propria condizione sociale, sempre avidi di nuove esperienze, sempre incontentabili per ciò che si possiede e si vorrebbe possedere. Tocca a voi, sorelle mie, agitare quella palma che è anche simbolo della croce, com'è segno di risurrezione. Siate voi le colombe che annunciano alle famiglie e al mondo che è ancora la vita che deve trionfare per mezzo di quella grazia che è dono di Dio e di quella grazia femminile che è sinonimo di bontà e di pace. Figli, a tutti voi presenti in questo luogo io faccio un dono e dò un impegno. Vi dono la gioia di operare con me per il trionfo della verità e del bene, vi dò l'impegno di corrispondere con tutte le vostre forze perché nei luoghi che voi abitate e frequentate vi sia la pace e l'armonia. Sarebbe difficile se foste soli, ma io vi accompagno. Non avete che da assumervi l'incarico con particolare fiducia e buona volontà. La pace è una pianta che non nasce spontaneamente, ma che si coltiva pazientemente sin dall'infanzia. Ancora a voi, mamme, questo delicato incarico: abituate i bambini alla generosità, ad accontentarsi del poco, a gioire del bene altrui e a rattristarsi del male che colpisce il prossimo. Darete con queste vostre lezioni, dei preziosi insegnamenti che avranno una conseguenza per tutta la loro vita, e forse la vostra patria e le nazioni della terra avranno una sorte migliore. Il bacio della pace che vi scambiate durante il santo Sacrificio non sia una menzogna, non sia un insulto, ma sia un vero augurio e un desiderio che tra gli uomini tutti regni, presagio di quella pace che si gode nel cielo, la vera pace. Figli miei cari, vi benedico tutti dicendovi ancora: la pace sia con voi! Portate questo saluto a tutti i vostri cari, ai parenti coi quali siete forse in discordia e dite così: la Mamma celeste ti manda la sua pace come dono pasquale.

Commenti
Posta un commento