Tre doni

 


21 marzo 1971.

Figli miei cari, ecco che la vostra Mamma celeste è in mezzo a voi. Vorrei distribuire a tutti doni meravigliosi, chiamandovi tutti per nome poiché tutti siete immensamente cari al mio cuore. Vorrei dire a tutti parole piene di dolcezza e di soavità, per invitare tutti a seguirmi in quella strada che conduce fra triboli e spine al cielo, dove è la mia e la vostra patria. Mi limito oggi a farvi tre doni molto importanti. Se voi li saprete ricevere dalle mie mani, la vostra vita cambierà completamente. Voglio donarvi la fede, la speranza, la carità. Lo so che queste virtù già vi furono infuse nel Battesimo, ma io ve le aumenterò, ve ne mostrerò la bellezza, cosicché la vostra riconoscenza sarà grande e sentirete il bisogno di elevare a Dio il vostro ringraziamento vivo e sincero. Vi dono dunque la fede. Ha detto il mio Gesù: "Se avrete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: buttati in mare, ed egli vi ubbidirà". Sì, dovete avere una fede così viva da costringere Dio ad operare miracoli, quella fede che vi fa scorgere attorno a voi e sopra di voi tutto un mondo che vi aiuta, che vi incoraggia e che vi assiste: è la schiera degli angeli e dei santi, è Dio stesso nel quale siete immersi come i pesci nel mare e che di voi ha ogni cura, che va dal nutrimento naturale a quello spirituale. Dovete avere fede nella vigilante cura che ha per la vostra anima il mio Figlio Gesù, che nota ogni vostro progresso nel bene e ogni vostro desiderio di perfezione; fede in quell'insegnamento che vi viene dalla Chiesa, basato sulla rivelazione e sulla dottrina del mio Gesù; e fede anche in quell'insegnamento semplice e buono che viene a voi impartito tramite queste parole. Vorrei, miei buoni figli, che veramente vi studiaste di accogliere questo dono come bambini, non per essere classificati dei creduloni che prestano fede alle favole, ma per attirarvi le benedizioni di Dio per quella certezza che vi fa credere che a Dio tutto è possibile e che Egli può comunicare con le sue creature nel modo che ritiene più conveniente per ciascuna. Se voi saprete credere a quanto vi ho detto, verrà a voi tanta pace e tanta sicurezza nel vostro agire. Sarete chiamati giusti, poiché la fede vi insegnerà ad essere tali. La fede non vi impedisce di agire per i vostri bisogni materiali, di dirigere le vostre famiglie e le vostre aziende, i vostri lavori. Non vi impedisce di farvi una posizione, di formare la vostra famiglia, di pensare al vostro avvenire. Ma vi fa agire con giustizia, così da rendere contenti del vostro operato non solo il Padre che sta nei cieli, ma anche il vostro prossimo e voi stessi. La tranquillità di coscienza vi darà quella serenità che non è possibile conseguire in altro modo. Vi voglio far dono della speranza. Non sono io la Madre della santa speranza? Figli, quando vi parlo di questa virtù, non intendo solo alludere a quella patria che voi potrete raggiungere per i meriti di Gesù e con la vostra collaborazione, ma intendo darvi anche quella fiducia che vi fa tutto attendere da Colui che con la sua onnipotenza dirige il mondo. Perché, figli miei, tanto dubitate e disperate? Voi vorreste veder realizzati i vostri sogni in un baleno. Vorreste dare dei consigli al Padre eterno. Gli vorreste dire che dovrebbe fare così come volete voi. Ma non capite, figli miei, che le sue mire sono lungimiranti? Quante cose, se fossero avvenute, sarebbero state dannose a voi e agli altri. Non avete costatato mai a distanza di tempo che un male è diventato un bene? Se poi tenete conto che il genere umano è una immensa famiglia e che come un buon Padre, Dio deve pensare a tutti, voi capite come qualche volta dovete essere pronti a rinunciare ad un bene personale per un bene collettivo. Figli miei, non intristite la vostra esistenza pensando a ciò che forse non raggiungerete mai, vivete fiduciosi nella volontà di Dio, alla giornata, poiché non sapete se domani sarete ancora vivi. Gioite di quello che possedete e fate che il vostro ottimismo e la vostra serenità portino fiducia anche agli altri. La speranza deve essere la dolce compagna che dà a tutti la forza di continuare. Che sarebbe del navigante se disperasse di raggiungere il porto, del viandante se scordasse la sua meta? Voi siete dei viandanti tutti incamminati sulla stessa via; non venga mai a mancare a voi l'ossigeno, o l'acqua, o il pane della santa speranza, che io vi dono con amore infinito. E per ultimo vi riempio il cuore di divina carità e di amore. Figli, un cuore senza amore è morto. È l'amore che lo anima, che lo rende pregevole davanti a Dio ed agli uomini. Vorrei che usciti da qui, ognuno di voi si ponesse una domanda: "Che cosa faccio io per dimostrare il mio amore a Dio e al mio prossimo?". Sono due cose che non possono essere disgiunte, una vale l'altra. Vi è stato detto: "Come dirai di amare Dio che non vedi, se non ami il tuo prossimo che vedi?". Figli, c'è tutto un mondo che esige il vostro aiuto e c'è il vostro Dio che vi comanda di aiutarlo. C'è nel mondo chi ha fame, c'è nel mondo chi è coperto di lebbra, c'è chi geme in un ospedale, c'è chi è nella miseria. Non potete vivere tranquillamente pensando che a voi non manca nulla, poiché quegli stessi bisognosi che voi non aiutate saranno i vostri accusatori davanti al tribunale di Dio. Figli, dove non potete arrivare con l'aiuto materiale arrivate con la preghiera, ma nessuno venga da voi dimenticato. Io vi riempio di carità, voi risponderete alla mia chiamata mettendo in pratica le mie parole. Vi benedico tutti, figli miei, e vi amo.

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