Il dono più prezioso
6 Marzo 1977.
Figli diletti, sia pace a voi e grazia ed ogni bene! Ecco l'augurio della Madre vostra, che Ella cerca di realizzare in ognuno di voi. La pace, anzitutto, vi voglio donare, quella pace che deriva dall'adesione della vostra volontà a quella di Dio.
La vostra volontà, pur essendo buona, può qualche volta essere erronea e contraria a quei piani e a quella missione che il Signore ha stabilito per ciascuno di voi. Ecco perché la ricerca della divina volontà deve essere un impegno per tutti, ed io vi aiuto a scoprirla momento per momento, perché la vostra vita sia serena e perché abbiate a godere perfetta pace.
È difficile per voi scoprire il divino volere? Non lo deve essere, se tenete presenti anzitutto i Comandamenti di Dio, che sono una legge universale. Ne verrà, come conseguenza, l'osservanza delle leggi della Chiesa, essendo essa stabilita da Gesù per meglio farvi conoscere ed amare Dio e per farvi tradurre in pratica i suoi Comandamenti.
Ma vi sono altri modi per conoscere la divina volontà, oltre a questi che vi ho enunciati e che possono, se osservati, darvi pace. Ogni società ben condotta ha le sue autorità. Così, la famiglia ha i genitori, la sposa ha il marito, la parrocchia i suoi ministri, ogni comunità i suoi superiori.
Vi ho detto della famiglia, perché essa è la cellula della società e, se è ben organizzata e condotta nel rispetto dell'autorità, può essere la manifestazione umana della volontà e dell'amore di Dio. Sono poche purtroppo le famiglie dove, nell'ordine più perfetto, si osserva la legge di Dio e dove regna armonia e pace; eppure non è impossibile ristabilire quei punti di contatto fra i diversi membri per avere concordia e serenità. Dovrà essere osservata la legge di Dio, e tutto conseguirà.
Anche la società è in disfatta, perché non si vuole far entrare il Signore. Chi potrà impedire ai dirigenti e ai dipendenti di comportarsi disonestamente, se non c'è il pensiero di Dio che trattiene dal fare il male e che impone il bene?
La Chiesa stessa è quella magnifica istituzione che si regge sull'ubbidienza e sull'osservanza di quegli impegni che sono talvolta comandi e altre volte consigli, ma che sono espressione della volontà di Dio.
L'ubbidienza alla regola deve coincidere esattamente con l'ubbidienza alla Chiesa, di cui ogni diocesi, ogni parrocchia, ogni ordine religioso o comunità, deve volere l'estensione nella conservazione della fede e nella difesa della carità, che deve unire tutti.
Che mirabile spettacolo dovrebbe essere il mondo, e quale pace solenne dovrebbe unire tutti nell'onorare Dio e nel compiere i propri doveri familiari e sociali!
Il demonio, fin dall'inizio del mondo, ha sempre mirato a distruggere ogni bene con la sua e l'altrui insubordinazione. Il mio Figlio venne nel mondo per ristabilire l'ordine e per ridare pace ai cuori. Chi lo ama e lo segue, trova in Lui la gioia di vivere. Io collaboro a quest'opera di ricostruzione, illuminando le menti, ammorbidendo i cuori e muovendo le volontà al bene. Anche voi mi potete aiutare in quest'arduo lavoro!
Vi ho promesso di darvi grazia. Sono Madre della divina grazia, essendo Madre di Gesù che è la fonte della grazia, la sorgente inesauribile. Io vi guido a ricevere i Sacramenti e ve ne scopro la bellezza.
Chi possiede la grazia, possiede quel tesoro infinito che dà valore alla propria vita.
Chi vive in grazia, può ben ripetere senza timore di sbagliare: Non sono io che vivo, ma è Gesù che vive in me! Pensieri, azioni, affetti, vengono come trasformati in Dio, per cui potreste dire che anche una vita semplice, fatta di preghiera, di lavoro, di riposo, una vita normale come ogni creatura la può condurre, diventa mediante la grazia una miniera d'oro per tutta la Chiesa e per tutta l'umanità.
Chi costantemente procura di allontanare il peccato dalla propria vita, non può non vivere d'amore di Dio e non può non progredire nella perfezione cristiana, perché Dio non rimane un ospite inoperoso, ma ispira, lavora, e rende piacevole la croce e disgustose le cose del mondo.
Chi si consacra a me, ha questo impegno meraviglioso di conservare la vita divina in sé, ed io sono interessata a custodirla, come avevo cura del mio Gesù bambino, non solo nei nove mesi in cui lo portai nel mio seno, ma in tutta la sua vita d'infanzia e di adolescenza.
Dall'abbondanza della vita di grazia dipendono tutti i beni dell'anima e anche quelli del corpo, che valgono a santificarla. Quando perciò io vi auguro ogni bene, dovete vedermi, come tesoriera di grazie, chinarmi su di voi e darvi l'abbondanza dei miei doni.
Figli, la pace si ristabilisce nell'ordine, nel rispetto e nell'ubbidienza alle autorità, che a loro volta devono ubbidire a Dio. La grazia di Dio è il dono più prezioso che posso farvi, poiché vale la vita eterna. Ogni altro bene è a questi doni subordinato. Io vedo però le vostre necessità materiali, ed essendo io stessa passata per la vostra strada e avendo conosciuto tutte le croci a cui siete sottoposti, vi aiuto e vi comunico tanta forza.
Non lasciatevi prendere dalla sfiducia, ma non siate nemmeno troppo faciloni. Sappiate impegnarvi con un'assidua pratica cristiana. Stringete sempre più i vostri legami d'amore filiale con me, ed io, come Madre saggia e potente, supplirò alle vostre debolezze.
Vi benedico, figli, con tutto il cuore. Arrivederci! Vi amo tanto!

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