Siete qui per rispondere ad una chiamata precisa
6 novembre 1973.
Figli diletti, eccomi qui con grande fiducia e con grande speranza in voi.
Siete i miei bambini, è vero, sapete fare poco; ma io vi apro davanti agli occhi una visione stupenda. Ad ognuno mostro un campo di lavoro immenso.
Voi siete i privilegiati che, avendo risposto alla chiamata, avete partecipato al banchetto del ricco Signore. Non vi hanno trattenuto le ricchezze come quel tale che, avendo comprato cinque paia di buoi, li doveva andare a provare. Non vi hanno trattenuto nemmeno gli impegni e il lavoro che devono occupare le vostre ore giornaliere. Avete perciò saputo moltiplicare la vostra attività, perché a nessuno di casa vostra mancasse qualche cosa. Non avete imitato colui che, avendo comprato un campo, lo doveva andare a vedere proprio quando il padrone lo invitava a mensa.
Avete accettato l'invito e, pur dando alla famiglia il posto che si merita, non avete dimenticato le parole del mio Gesù, rivolte anche a voi: "Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me".
Anche il matrimonio, per colui che fu invitato al banchetto, fu un motivo per rifiutarsi. E nel mondo si fa così dovunque. I piaceri dei sensi sono un'attrattiva per far dimenticare i doveri verso Dio.
Non ha voluto Gesù in mia compagnia partecipare alle nozze di Cana? E non era forse per dare un significato e una forza ad un sacramento così importante nella vita familiare e sociale?
La famiglia è santificata dal sacramento del Matrimonio, ma questa santità si mantiene e si solidifica nella preghiera e nei contatti con Dio, che deve presiedere ad ogni famiglia.
Così oggi come ieri e come sempre, voi siete qui per rispondere ad una chiamata precisa, anche se avete lasciato per un po' di tempo gli interessi, le cure familiari e la casa. Non dubitate che tutto vi sarà reso moltiplicato.
Piuttosto vorrei farvi un ammonimento. Non meravigliatevi e non criticate coloro che non intendono e che non corrispondono alla chiamata. Non tutti hanno avuto la stessa grazia, per cui tocca al Signore giudicare le diverse situazioni.
Voi dovete essere la fiamma che, brillando di luce riflessa, illumina i luoghi dove viene messa. Voi dovete essere lo svegliarino che, trillando come un gioioso campanello, risvegli la fede in chi l'ha sepolta o distrutta. Voi dovete essere la luce che nel deserto della vita presente fa echeggiare la voce di Dio. Nessuno scontro dovete provocare, ma con tanta serenità e con tanta costanza richiamate tutti al bene. È una forza che si espande la vostra, perché da Dio vi viene l'aiuto.
Volete sapere che cosa dovete fare, con chi dovete agire? Dovete impedire il male possibilmente dovunque. Vedete, figli, quanto si insulta e si maledice il Signore e la sua Mamma! Se voi poteste intenderlo, sentireste un potente boato levarsi dalla terra al cielo per imprecare. Notate che al tempo stesso in cui si leva questo grido infernale, il vostro Dio potrebbe aprire una fossa così profonda da seppellire tutti i bestemmiatori. Dio non lo fa e voi dovete anteporvi a quelle anime ingrate ed infedeli coi vostri atti d'amore. Solo così la vostra opera diventa efficace.
Ma ascoltatemi ancora. Vorrei che voi poteste sentire il lezzo tremendo che sale verso il cielo da tutte quelle anime che vivono nelle pratiche più ripugnanti dei peccati impuri contro natura e per tutto ciò che gli uomini compiono in offesa al proprio Dio e ad abbrutimento del proprio corpo. Il Signore dovrebbe ancora una volta, come già su Sodoma e Gomorra, far piovere fuoco dal cielo. Ma ecco il vostro compito. Con una vita intemerata e con l'offerta della purezza del cuore di Gesù e del mio cuore a Dio, voi potete ottenere il ravvedimento, la conversione a queste anime e placare il cuore di Dio.
Così potrei continuare, ma voglio scendere in un campo a cui tengo tanto e voi dovete aiutare proprio me perché si realizzi il mio desiderio.
Voi siete un bel numero di persone, ma devono essere molte di più quelle che pregano, che amano, che riparano. So che alcuni di voi vanno a visitare gli ammalati e io desidero venire con voi. Voglio portare consolazione ed aiuto. Voglio che accanto ad ogni anima sofferente si formi un piccolo cenacolo. Qui venite ad attingere, là andate a portare; poi intervengo io e si genera una fonte dove altri possono attingere.
Qualche volta si radunano persone, e sono discorsi e parole vane che formano l'oggetto di quegli incontri. Io desidero essere in mezzo a voi, voglio essere al centro delle vostre discussioni.
C'è chi lavora nelle fabbriche, chi negli ospedali con la mente svagata da futili pensieri o da discorsi apportatori di pensieri sconnessi e cattivi. Io voglio essere compagna inseparabile di tutti. Il mio rosario è la catena che unisce tutti a me. Ecco perché, mentre vi preparate a ricevere da me il prezioso titolo di "miei missionari", vi indico con quanto ardore dovete mettervi all'opera. Intanto vi benedico tutti. Vi preparo la mente e il cuore, perché possiate rendere sempre più efficace la vostra azione.
Siate buoni, siate armonicamente allineati come soldati pronti per fare le loro esercitazioni. Un esercito ben costituito, agli ordini della Chiesa e di Dio, non può subire sconfitte.
Arrivederci, figli, sempre più numerosi e forti.

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