Le beatitudini

 


1 Novembre 1976.

Figli diletti, voglio oggi continuare quell'argomento al quale ho accennato nella mia lezione precedente, e voglio farvi più pressante l'invito alla santità.

Sono la Madre di Gesù, e la sua parola divina io la tengo scolpita nel mio cuore, mentre un desiderio vivissimo mi porta verso di voi per comunicarvela e darvene la spiegazione.

Vi è infatti un discorso fatto da Gesù, che chiamate "della Montagna", che è come il codice della santità: è il discorso delle beatitudini. Ve le accennerò, per invitarvi a togliere ciò che è ad esse contrario e perché, trovandovi in certe situazioni, possiate avere conforto.

"Beati i poveri di spirito", disse Gesù. Quanto è difficile, per chi vive sulla terra, avere quel distacco da tutto ciò che possiede e da quei beni che sembrano tanto necessari e, direi, quasi indispensabili! Eppure è la povertà che Gesù esige da coloro che chiama alla santità. Usare di tutto con riconoscenza e con gratitudine, ma non attaccare il cuore a nessuna ricchezza, né spirituale né materiale, è segno di santità, e in questo vi è anche felicità.

Vi ho detto che il distacco deve riguardare anche le cose spirituali, perché potreste correre il rischio di cercare i doni di Dio più che Dio stesso.

Così, figli, si può entrare a fare parte del regno dei santi quando Gesù benedetto copre la vostra povertà desiderata, con la sua ricchezza.

Gesù ha detto: "Beati i pacifici". Certamente non intendeva chiamare beati coloro che non sanno reagire, non sanno vincere sé stessi, oppure che si lasciano dominare dalla pigrizia, ma coloro che portano dovunque la pace, come frutto della grazia di Dio.

Oh, figli, quanto è necessario essere veri cristiani in questo senso! Quanti cristiani litigiosi e astiosi che, dopo essersi accostati al Principe della pace nella Comunione, portano nelle proprie case il frutto del loro cattivo carattere e tutti quei difetti che starebbero bene su un campo di battaglia!

Pace dovete invocare e diffondere, se volete possedere la terra, cioè se volete guadagnare i cuori per portarli al Signore e se volete un giorno entrare nella terra promessa.

"Beati i misericordiosi - dice ancora Gesù - perché troveranno misericordia". Figli, questo è certamente il comando più impegnativo per il cristiano. Troppo facilmente si usa il cannocchiale per ingrandire i difetti del prossimo e si allarga enormemente la bocca per criticare ciò che gli altri fanno. Troppo facilmente i miei figli si legano al dito ogni offesa, e il perdonare diventa oltremodo difficile. Eppure, è una responsabilità gravissima che ciascuno si assume davanti a Dio: se perdoni, sarai perdonato; se non perdoni, ti sarà negato il perdono e la misericordia.

Riflettere e decidere è bene, poiché non esiste santità in nessuno che non voglia essere misericordioso.

Gesù disse: "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia", e molte volte si fraintende questa espressione. Alcuni si ritengono autorizzati a fare giustizia o ad usare violenza, oppure si ritengono giustificati nei loro rancori.

Oh no, figli! La fame che deve tormentare l'anima è quella di voler essere giusti con tutti, prima ancora di pretendere che gli altri siano giusti. È più facile pretendere la santità dagli altri che praticarla. Eppure, la giustizia è sinonimo di santità. Ricordate come il Vangelo definisce il mio sposo Giuseppe? Giusto, cioè santo.

La fame e la sete di giustizia può riguardare tutti gli uomini della terra, ma deve essere soprattutto quel desiderio di perfezione che vi fa tendere verso il Padre che sta nei cieli.

Allora sì che anche l'altra beatitudine: "Beati i puri di cuore", assume un valore. La purezza di cuore è sorella della giustizia, per cui il vedere Dio è la più bella conseguenza per chi possiede queste virtù. Il puro di cuore allontana dalla propria mente e dal proprio cuore tutto ciò che li deturpa, e il giusto compie le sue azioni in armonia col suo Signore e Dio.

Che importa a questo punto se le persecuzioni e le menzogne vengono come frecce a ferire l'onore e la stima, quello che costituisce nell'uomo come una seconda vita? Chi vuol raggiungere la santità, chi vuol essere beato sulla terra e in cielo, cammina sulle orme di Gesù e anche nelle persecuzioni trova perfetta gioia e felicità.

Così figli, ogni giorno, esaminandovi, potrete vedere a che punto siete nella via della perfezione e potrete confrontarvi coi santi, che hanno vissuto la vostra vita e hanno raggiunto la gloria.

Non dimenticate che il dolore è una preziosa eredità degli uomini. Quando perciò il dolore busserà alla porta del vostro cuore, quando dovrete piangere lacrime amare, ricordate le parole di Gesù: "Beati coloro che piangono, perché saranno consolati".

La consolazione che viene dall'alto è vera consolazione. Forse non vi toglierà il dolore, il divin Maestro, ma avverrà ciò che è avvenuto nell'orto degli ulivi. Scese un angelo e porse a Gesù un calice amaro, che gli diede forza e coraggio per accettare e compiere la volontà del Padre. Figli, la volontà di Dio è la vostra santificazione e in essa vi è perfetta felicità.

Arrivederci, figli! Le vostre preghiere hanno dato sollievo a molte anime, specie ai vostri cari. Alcuni verranno nella gloria nella festa della mia Immacolata Concezione. Voi state sereni, perché in purgatorio si soffre con amore e per amore. Dalle loro sofferenze viene a voi un grande aiuto. Vi abbraccio, figli!

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