Eccomi, signore, sono tuo

 


21 novembre 1973.

Figli diletti, quanto mi è gradito questo incontro con voi oggi, mentre desidero ricordarvi quella donazione fatta in tenera età a Dio in un sacrificio totale a Lui, perché mi rendesse strumento adatto nelle sue mani al compimento della mia missione!

Avevo solo tre anni di età, ma ero consapevole di ciò che desideravo e facevo. E se il separarmi dai miei cari fu come per ogni bambino una sofferenza, il pensiero di andare a vivere nella casa di Dio, all'ombra delle sue ali, mi dava una gioia purissima, ineguagliabile.

Figli, com'è bello vivere vicino al Signore! Com'è vantaggioso lavorare per Lui senza nulla chiedere e donando il meglio di sé!

Quando un bambino viene alla luce, non ha la capacità di capire se non per un dono straordinario di Dio; ma quanto sarebbe bello che ogni creatura, appena raggiunto l'uso della ragione e anche prima, fosse affidata alla bontà di Dio perché, illuminata dallo Spirito Santo, possa comprendere quanto è doveroso e grande essere a servizio di un Re così potente e buono.

Ciò che voi andate facendo, quando con un atto della vostra volontà vi consacrate a me, mi ricorda quel momento solenne; e come io bambina corsi fra le braccia del sommo sacerdote, così io vi prendo fra le mie braccia e vi porto al sommo ed eterno Sacerdote, mio Figlio Gesù, perché vi accetti e faccia di voi dei monumenti della sua gloria.

Figli, quando venite qui non compite un'azione comune. Come io nel tempio, ammaestrata dalla profetessa Anna, potei addestrarmi a tutti i lavori per essere una brava sposa, una brava mamma e un'anima amante di Dio che avrebbe testimoniato la sua esistenza, così voi, venendo qui, acquistate molte virtù che vi rendono capaci di essere a tempo e luogo dei veri maestri di sapere cristiano. Voi acquistate virtù sode che, tradotte in pratica, vi santificano. Avete visto molte volte cambiare improvvisamente situazioni e persino i caratteri vostri e dei vostri cari, proprio per quegli insegnamenti che avete ricevuto.

Ora desidero farvi un riferimento al brano del Vangelo che alcuni di voi hanno sentito durante la s. Messa. Parla di Zaccheo, che, desideroso di vedere Gesù e di sentire la sua parola, essendo piccolo, corre dove Gesù dovrà passare, si arrampica su un albero e attende la sua venuta. Gesù arriva, lo guarda, lo invita a scendere dicendogli che vuole andare a casa sua per pranzare con lui.

Figli, se quando venite qui, procurate di mettere nel vostro cuore il desiderio della divina parola come Zaccheo, vi assicuro che la Parola stessa, il Dio vivente si comunica a voi con una luce viva che vi chiarisce ogni cosa e da questa luce vi viene la facilità ad operare il bene.

È certo che da chi vi circonda non potete aspettarvi lodi e approvazioni. Se avete avuto un passato un po' oscuro o un po' dubbio o peccaminoso, troverete molti che si befferanno di voi e diranno che fate per interesse o per orgoglio. Se il vostro passato è stato buono, diranno che volete fare "il di più" e mettervi in mostra. Comunque sia, il giudizio degli uomini non conta, poiché per voi risponde Gesù dicendo: Questi sono figli di Dio che io amo, e se hanno sbagliato, io sono venuto per perdonare e per salvare.

Oh, quanto godo poi, quando così ferventi e gioiosi vi sento dire: "Se ho sciupato il tempo negli anni passati, ora non più! Voglio lavorare unicamente per la gloria di Dio e raddoppiare e moltiplicare la mia attività pur di essere gradito a Lui".

Quando i giudizi degli uomini tendono a calunniare e a demolire ciò che di buono un'anima vorrebbe fare, producono lo stesso effetto di ciò che il demonio va facendo nelle anime che hanno desiderio di conversione o che sono ai primi passi di una conversione radicale. Egli turba le anime mostrando loro la difficoltà di perseverare nel bene. Le confessioni passate sono solitamente il mezzo con cui il demonio turba le coscienze. Egli in tal modo demoralizza e fa pensare a sacrilegi inesistenti e a mancata sincerità solo per impedire che con la preghiera e con l'opera si abbia a lavorare per il regno di Dio in voi e nel mondo.

Non lasciatevi intimorire né dalle critiche né dalle tentazioni. Sappiate proseguire il vostro cammino con sicurezza. Ogni giorno che passa è un avvicinarvi di più a Dio nell'ordine della grazia, se voi lo volete, e per la brevità della vita, che scorre ininterrottamente verso quel mare di bontà infinita che è la misericordia di Dio. Fidatevi e continuate.

Quando all'inizio di ogni giornata volgete il vostro sguardo verso il sole che illumina il mondo, e verso l'Eucaristia che è il sole dell'anima, dite con sincero desiderio di santità: "Eccomi, Signore, sono tuo; accettami così come sono e come Zaccheo farò del mio meglio per riparare il male passato e per camminare sui tuoi sentieri". Io vi prendo per mano.

Vi benedico, figli. Benedico i bambini di tutto il mondo, specie quelli che fin dalla nascita furono consacrati a me.

Benedico il cenacolo di Lodi, ed assicuro che in esso, se si praticherà umiltà e carità, fioriranno cose grandi.

A voi miei ministri, una benedizione particolare per quei figli spirituali che vengono a voi, qualche volta tentati e qualche volta posseduti dal demonio. Io vi aiuto perché la missione è importante.

Arrivederci, figli! Volete farmi un favore? Questa sera, prima che si corichino, consacratemi tutti i bambini, fanciulli e giovani coi quali avete qualche relazione. Le mamme mi consacrino i figli e i nipoti, i religiosi e i sacerdoti le loro comunità. Grazie siano a voi e a loro.

Commenti

Post popolari in questo blog

Vi addito i magi

Amare, soffrire e gioire

Come si salvano le anime