Dovete dire: "siamo servi inutili"

 


13 novembre 1973.

Figli, eccomi qui con voi per un dolce colloquio; voi parlate a me con la preghiera, io parlo a voi con la parola. Quale dono meraviglioso voi mi fate e quale ricompensa ricevete!

Io poi, quando siete qui, vi guardo con tanta amorevolezza che, se poteste vedermi, ne gioireste immensamente. Com'è bello vivere tutti uniti in questo clima di carità che così bene riflette il paradiso!

Vorrei parlarvi sempre del paradiso, dove i giusti avranno ricompensa e gloria. I giusti là saranno glorificati in un modo meraviglioso, ma anche sulla terra i giusti pregustano gioie purissime.

Il giusto è colui che dà a ciascuno ciò che gli spetta. Avendo tutto ricevuto da Dio, il giusto vive pensando a Lui, amandolo, servendolo e facendo della sua legge un programma di vita. E Dio lo ama e lo predilige fino a non lasciargli mancare nulla, fino a farsi suo scudo e sua fortezza contro i nemici, fino a farlo vivere della sua vita.

Come vorrei darvi un vero entusiasmo onde voi abbiate a scegliere di vivere davvero la vita in modo tale che il Signore di ciascuno di voi potesse dire: "Tu sei il mio giusto!". Tutti siete chiamati a compiere una missione, per cui nessuno può dire: "Perché sono venuto al mondo? Meglio che non fossi nato! ".

Ciascuno deve arare il proprio campo e custodire le proprie pecore al servizio del Padrone, poiché tutti avete delle responsabilità e non vivete isolatamente. Tutti siete necessari. Una missione è diversa dall'altra, ma ognuno deve poter dire: "Ecco, Padre, sono qui per servirti e per fare la tua volontà".

Sembra molte volte che la vita di certi esseri a cui non fu data un'intelligenza chiara o le gambe per camminare o le mani per lavorare, sia senza senso e senza utilità. Ma come molte volte, osservando macchine perfette, non vi sapete spiegare il congegno e non potete capire il valore di un pezzo piccolissimo che sembra inutile, così nel magnifico organismo del genere umano anche la più insignificante creatura ha il suo punto d'arrivo e il suo valore.

"Che ci sto a fare al mondo?", si domandano molte volte infermi, malati e vecchi. Siete al mondo per glorificare Dio, vi rispondo, e nella vostra immobilità e con la vostra sofferenza voi potete dar vita e moto alle più grandi opere. Come nelle costruzioni di ponti e di canali o di opere imponenti c'è sempre qualcuno che paga con la propria vita, così nella costruzione di quel mirabile edificio della salvezza delle genti occorre continuamente che molti si sacrifichino e offrano.

"Che ci sto a fare qui - si domandano molti - mentre tutte le cose mi vanno male e non posso portare a termine nulla?". Figli, se non vi fossero queste contrarietà, la vostra vita trascorrerebbe forse nel male e da esso ne verrebbero conseguenze cattive a molti. La vostra situazione dolorosa è una moneta preziosa con la quale, mentre testimoniate la vostra fede, potete giovare a molti. Nulla è nascosto a Dio, nulla è inutile.

Vi sono poi coloro che godono buona salute, forza e intelligenza e possono fare anche molto. Ma davanti a Dio come dovranno comportarsi costoro? Dopo aver speso le proprie energie, dopo aver usato dei propri talenti per la gloria di Dio e dopo averlo ringraziato perché ha voluto esser servito da loro non con la malattia e con la sofferenza, ma in perfetta salute, dovranno dire: "Siamo servi inutili".

Tutti servi inutili in realtà siete davanti al Padre, che, mentre tutto vi dona, vuole retribuirvi per ciò che gli date come fosse cosa vostra. Così, se voi siete buoni, vi dona i mezzi, vi dona un cuore generoso, vi ispira pensieri di bontà e poi vi ricompensa. Tutti servi inutili, poiché incapaci da soli di agire per il bene, se lo Spirito del Padre e del Figlio non vi anima. Tutti servi inutili, che il mio Gesù adopera unendovi a sé per compiere l'opera della redenzione.

E fra tutti io, la vostra Mamma, sono la serva delle serve di Dio che vado svolgendo per volontà sua la mia missione salvifica.

Presi tutti da questo prezioso insegnamento, sentite della vostra vita tutta la responsabilità e impiegatela nel migliore dei modi, senza perdere un minuto e tutto valorizzando, finché, arrivati alle soglie eterne del cielo, possiate sentirvi incoraggiati da Gesù stesso ad entrare con quelle parole: "Vieni, servo buono e fedele, a godere il premio che ti ho preparato da tutta l'eternità".

Figli, vi benedico. Portate il mio incoraggiamento a tutti coloro che, sfiduciati della vita, hanno visto i loro progetti fallire, i loro desideri annullati. Portate con la preghiera conforto a quei missionari che, dopo aver sacrificato tutto, salute, famiglia, avvenire e patria, si trovano delusi perché non trovano più nella fede il loro ideale.

Vorrei dare il mio abbraccio affettuoso a tutti quei sacerdoti, religiosi e religiose che, dopo aver intrapreso una strada di donazione a Dio con grande gioia, hanno lasciato sfuggire il primitivo entusiasmo e servono Dio con una vita scialba, sempre desiderosi di affetti umani. Offrite per loro delle ferventi sante Messe, facendo sante Comunioni.

E a tutte le mamme e a tutti coloro che piangono per non aver saputo educare o per aver avuto un esito cattivo da un'educazione religiosa e buona impartita, perché il maligno ha seminato zizzania durante la notte del peccato, il mio: "Coraggio, figlie e figli, io sono con voi!".

Vi benedico tutti, stringendovi al cuore. Arrivederci, figli!

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