Coerenza tra fede e opere

 


30 Novembre 1975

Figli diletti, sia pace a voi. Ecco, sono qui con voi per insegnarvi come dovete passare queste settimane d'attesa del santo Natale. Non tutti avrete la possibilità di seguire gli insegnamenti settimanali che io vi dono, poiché i vostri impegni familiari e di lavoro non vi permettono di essere sempre presenti, e la lontananza da questo luogo è per molti una grande difficoltà. Ebbene, io desidero che abbiate a seguirmi anche se lontani, anche se non vi può pervenire la mia voce attraverso il mio strumento.

C'è un luogo in ogni città, in ogni paese per quanto piccolo, in cui la mia presenza non viene mai a mancare. È la chiesa, tempio del Dio vivente. Nel tabernacolo, Gesù è vivo e vero come quando lo trastullavo tra le mie braccia e come quando accoglieva i bambini per benedirli ed istruirli. Egli è presente come uomo e come Dio, ed io, che sono Madre sua, non lo posso abbandonare. Sono lì, accanto ad ogni tabernacolo, per accogliere le anime che vengono a confidargli le loro pene, ad esprimere i loro desideri e a piangere i loro peccati, per parlare di loro al mio Figlio divino e per prendere ancora parte all'opera di redenzione.

Ma vi è un momento solenne in cui, alla presenza di tutto il paradiso, il mio Gesù rinnova la sua offerta come vittima al Padre, ed io sono lì, accanto all'altare, per offrire i dolori della mia vita di mamma, quelli del corpo mistico e quelli che i presenti mettono fra le mie mani, in un'unica offerta al Padre.

Nella chiesa, nella vostra parrocchia, accanto all'altare, è il luogo dei miei incontri. Non avete che da ravvivare la fede. Qui io vi parlo e accolgo le vostre preghiere; là accolgo le vostre lacrime, i vostri doni e li faccio un tutt'uno con quei tesori infiniti che vi vengono dalla passione e morte di Gesù. Qui v'istruisco perché possiate acquistare le virtù più belle e farvi santi; là ottenete la grazia per mettere in pratica i miei insegnamenti.

Se mi domandate perciò come potete prepararvi bene al santo Natale, vi dico: nel limite del possibile non mancate alle mie lezioni, ed anche se con sacrificio, venite ad incontrarmi ai piedi del tabernacolo. Quando avrete fatto di questi atti, due grandi atti di fede e d'amore, non vi sarà difficile mettere in pratica quanto andate ascoltando.

Vi sono molti cristiani che asseriscono che coloro che frequentano la chiesa sono peggiori degli altri, e si astengono dall'andarci. In realtà, c'è poca coerenza tra il modo di dire e il modo di fare, tra la fede e le opere, ed è questo che genera critica e diffidenza. Voi non dovete essere nel numero di costoro e, se per debolezza non riuscite sempre a praticare quelle verità in cui credete, la vostra Mamma celeste, che ben vi conosce, sa certamente capirvi. Quando però difetta in voi la buona volontà di essere coerenti, viene a mancare l'esempio che deve trascinare gli altri, e vi rendete responsabili di quelle mancate conversioni che voi forse desiderate. Anzitutto dovete, figli cari, cercare di vivere e di praticare per intero ciò che voi vorreste che gli altri facessero.

Vi sono figli ribelli che non sanno dominare il proprio carattere. Una bella revisione interiore vi farà scorgere quelle lacune che si creano in voi per la poca docilità che avete alla legge di Dio. Avete figli, mariti, fratelli che non pregano? Ebbene, rivedete un po' la vostra vita e vedete se vi lasciate prendere dallo scoraggiamento, per cui tralasciate la preghiera. Pensate quante volte, quando le cose andavano meglio, non vi siete rivolti a Dio, trascurando un grave dovere verso di Lui. Queste revisioni, che devono farvi migliorare spiritualmente, saranno un mezzo per attirare al bene chi non prega e non crede.

Ma soprattutto l'esercizio della pazienza e della carità saranno indispensabili.

Molti miei figli ritengono che, dopo una novena, sia doveroso da parte di Dio concedere grazie e favori. Dimenticano, questi figli, che il Signore ha forse atteso per anni, e forse sta attendendo ancora, la corrispondenza alle sue grazie, la generosa risposta che vi metta nella via della perfezione. I suoi richiami continui sono caduti nel vuoto, ed ora si desidera ricevere tutto e ricevere subito. Quale stoltezza pretendere di comandare a Dio! Occorre pazienza nel saper aspettare e occorre carità per saper sopportare.

Quanti difetti ha ciascuna creatura! Difetti fisici, morali e spirituali. Ciascuno porta in sé le proprie storture, ma quando si guarda il prossimo, lo si vorrebbe vedere perfetto. La carità deve dirigere le vostre parole, i vostri pensieri e i vostri desideri, in modo tale che abbiate prima a tradurre in realtà per voi stessi, ciò che volete che altri facciano.

Così, con questi pensieri che vi accompagneranno durante l'Avvento, voi potrete disporre il vostro cuore a celebrare Colui che, facendosi uomo, vuole elevare l'uomo fino a sé.

Siate contenti quando venite qui ad ascoltare le lezioni direttamente da Gesù e da me, e siate contenti quando m'incontrate presso l'altare, al momento della Messa. Imparerete ad essere coerenti e a chiedere ad altri quei cambiamenti di vita che voi avrete già realizzati.

Vi benedico tutti ad uno ad uno. Continuate la novena in mio onore. La festa dell'Immacolata segnerà un punto di partenza nella vostra vita, per l'abbondanza di grazie. Arrivederci, figli!

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