La preghiera e la penitenza che io chiedo


13 Maggio 1976

Figli diletti e cari, sono la Regina del rosario che, apparendo a Fatima a tre pastorelli, inviava un messaggio a tutto il mondo, invitando tutti a pregare e a fare penitenza.

Oggi sono qui a supplicarvi perché preghiera e penitenza diventino sempre più il vostro programma. Urge pregare, e la vostra deve essere vera preghiera.

Quando, andando per le strade, vedete le impalcature di una casa in costruzione, non potete dire che quello è un bel palazzo. Così la vostra preghiera può essere una pura impalcatura, una sola formalità, se non cercate di costruire all'interno di essa quell'intimo dialogo con Dio che è la vera preghiera. Così non potrete mai realizzare né virtù, né santità, se alla preghiera non mettete l'anima, che è la grazia di Dio.

Invitarvi alla preghiera non è invitarvi ad emettere dei suoni, ma a perfezionare la vostra vita spirituale, cosicché il dialogo che voi tenete con Dio, sia di gloria e di lode a Lui e sia la vostra arma, cioè il modo per ottenere quegli aiuti che vi salvaguardano dai pericoli.

Insegnate ai bambini questo modo di pregare, e la loro voce si confonderà con quella degli angeli. La preghiera spontanea, che trasforma la giornata in un continuo ricorso, è il modo migliore per esercitarsi a quella presenza di Dio che prepara al suo incontro faccia a faccia.

Io desidero che voi diate riparazione ed amore al cuore sacratissimo di Gesù, specie per quelle continue imprecazioni che si levano da moltissimi cuori, fino a soffocare dentro di loro il pensiero della sua bontà. La vostra preghiera deve fare da contrappeso alle bestemmie ed agli insulti, fino a creare un manto di protezione e di difesa sugli uomini, per quanto cattivi siano.

La preghiera che io vi chiedo è la più bella espressione d'amore, che attira su di voi e su tutti le grazie di Dio. È necessario pregare col rosario meditato, perché con esso si possono comprendere i grandi misteri della vita, della passione e morte di Gesù Salvatore.

Si rifiuta il rosario perché preghiera monotona, perché non si penetra la sua bellezza e la sua grandezza. Esso è gradito a Dio, perché chi recita il rosario dà prova d'umiltà. Non ha detto Gesù che i segreti del Padre sono svelati ai piccoli?

Ed ora voglio dirvi della penitenza che vi è indispensabile.

Ci sono alcuni che pensano di rinunciare al cibo. Certe persone si servono di questo mezzo per dimostrare la propria ideologia o per ottenere dalle autorità o dagli uomini ciò che desiderano. Questi sono motivi umani che non hanno riscontro nell'eternità; e se a base del digiuno vi è un'idea errata o l'amor proprio, la sofferenza è proprio inutile.

La penitenza che io chiedo è quella del cuore, anche se può tornare utile il rinunciare a ciò che il corpo esageratamente desidera. Il cuore è la sorgente del bene e anche del male. Le cattive azioni vengono pensate nella mente, elaborate e desiderate nel cuore, e realizzate con le opere.

Convertirsi, significa imporre al cuore quella penitenza per cui si allontana il male di qualunque specie. Fare penitenza è riflettere, detestare e piangere non solo i propri peccati, ma anche quelli degli altri. Il pentimento ed il proponimento sono gli atti più importanti della penitenza.

Il 13 ottobre 1917 uno stuolo grande di anime era presente alla mia ultima apparizione a Fatima. Quel giorno, mentre si pregava, si levò un grido: "Guardate il sole!". In quel momento, infatti, il sole si mise a girare vertiginosamente su se stesso, dopo di che sembrò cadere sopra quella folla e schiacciarla. Davanti ad un pericolo così grande, ogni anima sentì il peso delle proprie colpe e, terrorizzata, sentì il dovere di chiedere perdono.

Figli, in questi giorni si parla molto di castighi, ed io infatti li minacciai a Fatima. La conversione diviene indispensabile, se non si vuol soccombere. C'è sempre in gioco l'ostinazione nel peccato e la misericordia di Dio.

Il grido "Guardate il sole!" è sempre d'attualità ed è un richiamo del cielo. Guardate il cielo, andate verso Dio! Ricercate nella fede, nella preghiera e nelle opere buone il motivo di vivere e di vivere bene. Non temete i castighi, ma fate di tutto per evitarli.

Vi ho detto che anche le persecuzioni erano destinate a portare benefici al cristianesimo. Ditemi, figli, chi poteva essere più interessato alla diffusione della fede del mio Figlio? Egli avrebbe potuto far sfuggire alle persecuzioni e alla morte tutti i suoi seguaci. Invece cominciò Lui a morire, poi permise che altri morissero e che altri scampassero al pericolo perché fossero apostoli.

La tragedia si rinnova. Dalla morte di molti terremotati deve nascere il fiore della bontà, deve rinascere la fede e deve venire a tutti un vero rifiorire di vita cristiana. Pensate quanto pregare in più, con più amore, si è fatto in questi giorni! Quanto esercizio di umiltà da parte di molti! Quanta carità e bontà risvegliata ha unito i cuori!

Se con la santità della vita e una conversione profonda, vi si chiede d'allontanare i pericoli che vi circondano, con la forza che vi viene dalla preghiera vi è possibile affrontare ciò che la vita riserva.

Figli miei, dovete agire con fiducia, come se tutto quel bene che c'è da fare dipendesse da ciascuno di voi, ma dovete anche essere convinti che tutto è nelle mani di Dio, che regge l'universo. Come non pensare che la terra, questa immensa sfera fatta di acqua, di terra e di fuoco, che si regge nell'immensità del cielo, è retta come tutti i pianeti e le stelle dalla mano invisibile di Dio? Riflettete, e amate e ringraziate.

Io vi benedico ad uno ad uno. Ai miei ministri presenti, il mio aiuto particolare e le mie grazie.

Ricordate che le calunnie e le tribolazioni vi rendono dei privilegiati, anche se l'occasione fosse venuta da precedenti errori.

Arrivederci, figli!

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