Il ricorso a Giuseppe è indispensabile


 1 Maggio 1976

Figli diletti, grazie per essere venuti a chiedere il mio aiuto per cominciare bene e ben trascorrere questo mese! Voi mi onorerete con le vostre preghiere e con le vostre opere, e io vi crescerò in santità e in grazia.

Vi do come modello il mio sposo Giuseppe che, come lavoratore e come padre putativo di Gesù, santificò il suo lavoro e visse di preghiera.

Tutti siete stati scelti quali collaboratori di Dio nella creazione e nella redenzione. Tutti con le vostre opere, collaborate a far crescere nel mondo la vita e, con la vostra sofferenza, compite ciò che manca alla passione del Signore. Non avete che da tener presente questa volontà di Dio ogni giorno della vostra vita. Farete perciò del lavoro un dono all'umanità, e della vostra sofferenza un dono a Dio.

Così Giuseppe sacrificò la sua vita con Gesù e per Gesù, con Maria e per Maria. Eravamo i suoi tesori, che doveva custodire e nutrire. Io guardavo Giuseppe, e la sua virtù mi era di tanto coraggio e forza.

Nelle famiglie dovrebbe regnare l'armonia e l'amore. Ma come possono regnare, se non si custodisce la fede in Gesù e non si ama Colei che gli fu Madre? Giuseppe santo deve riportare nelle famiglie ciò che è venuto a mancare.

Giuseppe deve insegnare altresì ad amare la Chiesa che Gesù ha voluto e che è l'arca di salvezza delle anime. Come mise in salvo il Redentore, così deve, in questi momenti difficili, salvare la Chiesa. Il vostro ricorso a lui è veramente indispensabile e doveroso. Fate amare Giuseppe, e potrete far amare la Chiesa, di cui egli è patrono universale.

Un maggio santificato così, potrà essere per tutti un inizio di trasformazioni e di grazia. Maggio di grazia, vita di grazia!

Questo, figli, vi auguro, benedicendovi ad uno ad uno.

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